L’Attuazione della Democrazia: quanti parlamentari?

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE  PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

Tra i tanti slogan della vecchia e nuova partitocrazia , anche da parte  del Movimento cinque Stelle,  sentiamo ripetere sistematicamente che bisogna ridurre il numero dei parlamentari per risparmiare !?! Ma guarda un po’ !  Mi sembra chiara la motivazione, aldilà  del becero populismo che si cela dietro a questi slogan pubblicitari , che fa colpo sugli ignoranti , sui superficiali e soprattutto sui pseudo-democratici! Meno sono gli eletti e più facilmente sono controllabili dai segretari dei partiti che li ha fatti eleggere, proprio come usa fare  anche Grillo.

In una vera democrazia gli eletti devono essere direttamente proporzionati agli elettori, legati a quest’ultimi da un rapporto diretto di fiducia, senza capi partito tra i piedi che dettano contratti da sottoscrivere per muoverli come burattini!

Allo slogan rispettabilissimo che recita “Dobbiamo mandarli tutti a casa” , riferendosi a questa classe di politici attuale inadeguata  e spesso corrotta , non può corrispondere l’idea di sostituire gli attuali politici con altri a servizio di “nuovi padroni”! I “nuovi padroni” devono essere i cittadini, educati e preparati a far politica, cioè a partecipare e votare  con competenza  chi sa proporre soluzioni valide a problemi sociali, dando conto alla fine agli elettori stessi del loro operato  e non ai segretari delle lobby di partito.

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UN POPOLO CHE GIA’ DECIDE POCO COSTITUZIONALMENTE !

Quindi il numero dei parlamentari è già di per sé inadeguato per difetto e non per eccesso…. ridurlo a “quattro gatti”, può essere utile solo a questi partiti che hanno l’ansia di controllare  quei pochi che devono eseguire i propri interessi individuali! Il rapporto tra elettori e rappresentante deve essere diretto e quindi, in media, oltre ai 50.000 votanti per ogni rappresentante, risulterebbe  sterile  per la “democrazia diretta”,  ma sicuramente  favorevole alla partitocrazia e anche ai pentastellati.

Un discorso a parte va fatto per i rimborsi o stipendi dei parlamentari .  Quello attuale , compreso tutto ciò che viene concesso dalle aziende pubbliche a manager e consulenti è sproporzionato; così come esiste un minimo salariale per dipendenti pubblici e privati  dovrebbe esistere, per legge, anche un massimo di retribuzione per tutti , ben al di sotto degli stipendi e pensioni d’oro, che attualmente sono in vigore in Italia .

Le buste paga in Parlamento GRAFICA © Ansa

La proposta di Neo Democrazia Sociale, riguardante la retribuzione o rimborso dei nostri rappresentanti regionali o nazionali  non dovrebbe mai  superare i 5.000 euro o meglio ancora dovrebbe essere proporzionata alle presenze in “AULA”, quindi circa un terzo di quello che percepiscono tanti attuali “rappresentanti di se stessi” senza far nulla! Lo stesso discorso vale per ministri , presidenti , alti funzionari della pubblica amministrazione. Considerando che anche un usciere di Montecitorio prende una paga che sfiora i  10.000 euro al mese, si risparmierebbero bei milioni all’anno , senza cadere nel ridicolo di chi propone retribuzioni di 2.500 euro al mese inadeguati per recarsi  a Roma e sostenere la propria famiglia anche a centinaia di km dalla capitale.

Per  l’Attuazione della Neo Democrazia Sociale              Domenico Cammarano

La questione degli immigrati clandestini: analisi e possibili soluzioni.

 

Sulla questione degli immigrati clandestini ,che ormai sbarcano quotidianamente nei nostri porti  creando non pochi disagi, già avevamo espresso il nostro parere nel giugno del 2015, sempre dalle pagine del blog dell’Attuazione delle Democrazia. Gli interrogativi di allora , sono rimasti gli stessi, per la presenza degli stessi attori, anche se alcuni di questi , le Ong ( le organizzazioni non governative ) hanno assunto un ruolo sempre più “presente” anzi onnipresente!

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Le vicende di Lampedusa legate spesso alle vittime di questi  immigrati, oggi hanno assunto una dimensione che va sempre più interpretata.  Infatti le motivazioni di queste ondate migratorie di  centinaia di migliaia di persone che cercano ospitalità in Europa sono apparentemente almeno due. Da una parte una minoranza , che costituisce circa il 5% dell’intero flusso migratorio, che scappa da guerre terribili , come quella combattuta da anni in Siria, e che chiede all’Europa “asilo politico” , così come è previsto da  quasi tutte le carte costituzionali dei paesi democratici.

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Verso queste persone vi è sicuramente un dovere morale e civile da parte dell’Italia , dell’Unione Europea e  dell’ONU, che  dovrebbero dare una sistemazione dignitosa a chi ha perso tutto per le guerre e rischia la vita.

Quindi laddove ci sono richieste di intere famiglie che chiedono asilo, la motivazione è verosimile e l’accoglienza deve essere gestita dalle istituzioni nazionali e internazionali; invece l’intera Unione Europea scarica l’intero onere solo sull’Italia, che prona e supina cerca di starnazzare con i suoi politici, ma alla fine , obbedendo a logiche tutt’altro che umanitarie, accoglie tutti,  soprattutto quella massa di giovani e giovanissimi uomini, circa il 95% di questi flussi migratori, che correttamente vanno classificati come “immigrati economici”. Questi ultimi , come tutti , pagano ai trafficanti libici circa 1000/1500 dollari per un posto su un gommone ,  per trovare ” l’America” in Italia ( sic ), cioè  occupazione e benessere economico in una nazione dove il 15 %  della popolazione è disoccupata e circa il 40% dei giovani non ha un lavoro!

Da qui il “business” tipicamente italiano , dove le ragioni umanitarie mi sembrano decisamente risibili. Ogni clandestino ci costa circa 35/40 euro al giorno per vitto e alloggio… e chi paga? Non ci risulta che le spese di mantenimento siano equamente distribuite tra tutti i membri dell’Unione Europea o da altre organizzazioni internazionali; anzi l’intera organizzazione “umanitaria” è  a carico degli Italiani. Infatti dal recupero dei pseudo-naufraghi , che dopo aver percorso le circa 15 miglia di mare delle acque territoriali libiche, vengono intercettati subito dalle nostre organizzazioni non governative  fino al trasporto nei nostri porti  e alla sistemazione in centinaia di comuni d’Italia ,  è completamente a carico del governo italiano e quindi di tutti noi!

Vada per l’accoglienza degli immigrati per cause di guerre, ma certamente non possiamo dare ospitalità a tutte quelle popolazioni che nel mondo cercano una seconda patria in Italia…..esistono anche altre nazioni con principi uguali o simili ai nostri! Anche noi nel Novecento abbiamo subito totalitarismi, guerre , invasioni, bombardamenti, miserie e distruzioni , ma certamente non abbiamo preteso in massa ospitalità altrove, anzi  ” con due piedi in  una scarpa” abbiamo sopportato umiliazioni e soprusi anche in Paesi che si definivano e vengono definiti esempi di democrazia e libertà. Voglio dire che l’ospitalità è qualcosa che si chiede nel rispetto delle leggi del Paese ospitante e mai con arroganza  e soprattutto clandestinamente!!!

Infatti quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno risposto all’Italia di frenare i flussi migratori clandestini e di rispedire gli immigrati per motivi economici a casa loro. Il governo italiano invece che fa? Spedisce le nostre ONG ai confini territoriali della Libia e il primo gommone che salpa alla luce del giorno verso l’Italia  viene prontamente “salvato”! E in effetti con tali imbarcazioni non si muoverebbero proprio dai loro porti se , ad iniziare dagli scafisti, non  avessero la certezza di essere subito traghettati comodamente in Italia. Ed ecco perché le poche centinaia o migliaia fino al 2014 sono diventate decine e centinaia di migliaia nell’ultimo anno .

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Crediamo che tutta questa politica  non abbia solo finalità umanitarie, ma  invece, soprattutto economiche. Mi spiego meglio! Tutti gli immigrati che “scappano” dai centri d’accoglienza,e che sistematicamente vengono respinti dalle nostre nazioni confinanti, vanno ad arricchire quell’esercito di lavoratori clandestini, che sottopagati vanno a “sostenere”, in una logica perversa, l’economia di aziende di ogni genere ma soprattutto agricole, che grazie alla cecità delle nostre istituzioni, continuano a lavorare con mezze paghe e senza orari “sindacali”, alla faccia di tutte le regole  e le democrazie, consentendo da una parte la sopravvivenza delle stesse che, risparmiando sui dipendenti “Irregolari” , possono pagare ” il pizzo” ( le tasse sproporzionate) allo Stato italiano , sempre più incapace di una vera politica economica dignitosa .

Al danno la beffa! I nostri giovani, non “educati” a questa prassi di lavoro in nero, sostenuti ancora dai redditi solidi dei loro genitori, abituati solo a “svolazzare” , cercano, a loro volta , in alcuni casi, fortuna all’estero per lo più come inservienti perché pagati meglio rispetto all’Italia, altri  , la maggioranza , stanno comodamente a sfruttare le ultime risorse familiari, in attesa di tempi migliori!

Ma ritornando ai nostri clandestini, che a frotte andiamo a recuperare in alto mare, il governo italiano come dovrebbe regolarsi?

In primo luogo imporre all’Unione europea una politica estera unica e una gestione dei confini, condivisa sotto tutto gli aspetti , diversamente minacciare  e poi attuare l’uscita dalla stessa Unione. Negoziare con la Libia e altri Paesi coinvolti in questo traffico di esseri umani, centri di raccolta   delle domande di  immigrazione,  gestiti anche da istituzioni internazionali, presso i porti d’imbarco, i nostri consolati e le nostre ambasciate o altri luoghi definiti dalle autorità locali. Ciò troncherebbe il traffico clandestino e consentirebbe a questi “poveri” di risparmiare  i  1000/1500 dollari  e soprattutto di non rischiare la vita.

Spesso ci riferiscono che le autorità locali non collaborano, perché chiaramente ci sguazzano in questo commercio di esseri umani immondo e crudele: bene! Un governo di uno Stato veramente democratico e portatore dei valori umani a protezione dei veri “poveri” e non complice morale di trafficanti , andrebbe , comunque a recuperare i cosiddetti naufraghi , ma invece di accompagnarli nei nostri porti , li dovrebbe ricondurre da dove sono partiti, con le buone azioni diplomatiche o con l’ausilio delle forze armate navali e aeronautiche . Alle volte, per far trionfare la giustizia  ed eliminare le cause di tanti sfruttamenti ,  vanno mostrati i muscoli! Tutto ciò , senza tralasciare la politica d’accoglienza verso coloro che ne hanno veramente diritto , come prevede la nostra Costituzione, e tutti gli altri aiutati nei propri Paesi, insegnando loro, anche,  che certi diritti si conquistano combattendo e non scappando, lasciando bambini, donne e  anziani alla mercé di tanti dittatori e sfruttatori nazionali e internazionali.

Per l’Attuazione della Neo democrazia sociale       Domenico Cammarano

L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA: le assemblee dei cittadini.

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE  PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

Nell’articolo del 9 luglio , ho elencato alcune indispensabili priorità per tentare di arginare la partitocrazia che domina ovunque  che erroneamente viene scambiata per democrazia.

Ho sottolineato che per democrazia non è possibile intendere un sistema politico dove i cittadini periodicamente , mediamente ogni cinque anni, con un segno di croce su di una scheda,  firmano cambiali in bianco ad un manipolo di arrivisti. Questo sistema di cose  conduce al  tragico risultato che il popolo , detentore del potere, per mezzo di un “patto iniquo”, come già 250 anni fa lo definiva Rousseau, viene rappresentato da una oligarchia  strapagata, ma soprattutto senza vincoli o obblighi giuridici verso i cittadini.

Le polemiche sorte da qualche anno , soprattutto con il Movimento 5 Stelle, si fondano sul non sottile principio che chiunque sia eletto dai cittadini, debba  rispondere in primo luogo agli elettori stessi del proprio collegio e, in subordine, al  partito dove tale rappresentante è stato candidato. Il legame elettori-rappresentante non può essere formale e circoscritto al chiacchiericcio banale che emerge solo nel  periodo delle campagne elettorali. Questo rapporto,   senza intermediari o tutori (  vedi l’invadenza del duo Grillo-Casaleggio nei rapporti tra eletti ed elettori del M5S , comune anche ad altri partiti) deve  consolidare i legami tra i candidati e gli elettori con programmi e impegni ben precisi.  Altri vincoli, contratti e cessioni tra candidati e partiti , non devono esistere in un autentico Stato democratico, soprattutto quando si tratta di elezioni politiche e del mandato che gli elettori concedono ai propri candidati.

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A questo punto che entrano in gioco le cosiddette assemblee dei cittadini o comitati civici, che possono rappresentare quelle palestre di formazione politica di base, dove si possono creare le idee per risolvere problematiche comunitarie, sullo stile delle assemblee della più antica esperienza di democrazia  nata 2500 anni fa in Grecia.

Queste assemblee  o comitati , generalmente vengono boicottati dai partiti, almeno che non siano direttamente controllati da essi per trasformarsi in  collettori di voti per le proprie campagne elettorali. Nelle rare assemblee locali ,convocate dai partiti nostrani , si può partecipare solo come claque, per applaudire o ribadire i concetti fumosi espressi con il solito “politichese”, dall’oratore di turno. Azzardarsi a dissentire o per lo meno avanzare proposte concrete diverse dalla linea della segreteria del partito, su un tema dibattuto , si viene immediatamente emarginati o , caso più frequente, si viene esclusi  alla prossima riunione.

Il principio fondamentale che l’essenza della democrazia vuol dire ovunque confronto di idee che partono dalla base, non esiste proprio nel vocabolario della nostra partitocrazia. Bene! Per chi vuol essere inquadrato in un partito a struttura gerarchica, in quanto cerca con il suo impegno solo la raccomandazione per sè o per i propri familiari, insomma per chi nasce spiritualmente gregario,  ”portaborse” o “lacche” , in una società di consumatori di beni fittizi , l’attuale partitocrazia pseudo-democratica è l’ideale…. diversamente ci si deve educare al confronto delle idee , che nascono dall’informazione e, meglio ancora, dalla cultura.

I luoghi per manifestare  quello che “aristotelicamente” è l’essenza umana, intesa come “animale razionale” che si realizza in una comunità civile, è l’assemblea che iniziando dal suo nucleo fondante e naturale che è dato proprio dalla famiglia,va progressivamente al “condominio” al “quartiere” e via via a  quelle comunità artificiali, sempre più universali, che conducono alla costituzione del  Comune e dello Stato.

Vivere democraticamente vuol dire essenzialmente imparare a prendersi “cura degli altri” , saper decidere “responsabilmente verso gli altri e verso il mondo”; ciò  presuppone il confronto e la regola che quando  non c’è l’unanimità , si prosegue con una effettiva maggioranza , senza mai impedire  che la minoranza possa trasformarsi, in futuro, in  maggioranza.

L’assemblea popolare non rientra in molte ideologie politiche. il liberalismo classico e il cosiddetto liberalismo-democratico sottolineano il momento formale della democrazia indiretta costituito esclusivamente dalle elezioni e dal distacco giuridico tra eletti ed elettori.  I totalitarismi di stampo fascista   presuppongono il controllo della “massa” guidata verso un consenso voluto da un “duce” , che naturalmente  esclude ogni dissenso e ogni dialettica assembleare e parlamentare ;  anche i totalitarismi di matrice comunista , pur facendo leva su una classe sociale a discapito delle altre, impongono la giuda illuminata di un gruppo di “rivoluzionari di professione”  che sanno  essi solo, cosa il popolo deve desiderare e la strada per raggiungere l’obiettivo ( malattia di tutte le pseudo-democrazie),  pilotando con le buone o con mezzi repressivi il raggiungimento della cosiddetta “democrazia popolare”, dove lo spirito del gruppo iniziale si trasforma  ”storicamente” in una dittatura grossolana di un leader sull’intero popolo, che elimina  i diritti delle persona umana e l’iniziale  vocazione democratico-assembleare.

Lo spirito assembleare , espressione unica del vivere comunitario,  diventa democratico quando si parte dal presupposto che la propria partecipazione  all’assemblea è un dovere per assolvere all’impegno di contribuire alla gestione della “cosa pubblica”, dove il fine è il bene comune  e non esclusivamente il bene mio e dei miei “pari”!

Tutto ciò presuppone una cultura umanistica per imparare a trattare con il nostro prossimo e, una cultura tecnica, per contribuire a risolvere questioni pratiche , che non sempre l’onestà e il “buon senso comune” possono da soli  essere sufficienti. Lo slogan politico di certe forze emergenti che pensano che solo l’onestà possa essere sufficiente al buon governo, è cosa poco credibile, perché , oltre alla rarità scarsità degli onesti come categoria sociale, occorrono le competenze  e le squadre di governo ben assortite e non create “al momento”  per  ben gestire con l’approvazione popolare , che certamente non può e non deve emergere solo attraverso sondaggi  pilotati attraverso la rete web.

Imparare a discutere , partendo da una buona conoscenza dei diritti umani di matrice “personalistica”, che poi è il cuore pulsante della nostra Costituzione, è il presupposto di ogni assemblea popolare e di ogni anelito onesto di democrazia diretta.

Per l’Attuazione della Neo Democrazia Sociale                 Domenico Cammarano

A.A.A. CERCASI CALCIATORI A COSTO ZERO PER LA SALERNITANA!

 

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I giornalisti di Salerno, da mesi stanno facendo di tutto per far parlare della Salernitana, ma anche loro basiti, per sopravvivere, si inventano notizie sulle prospettive della squadra che vadano oltre il deplorevole elenco di calciatori ceduti, a prezzi stracciati, a tutti coloro che  ne fanno richiesta.

E’ di uno squallore unico , pensare che società calcistiche , che sulla carta hanno risorse inferiori a quelle dei nostri comproprietari  , stanno allestendo squadre  anche facendo degli acquisti mirati , mentre per la Salernitana assistiamo solo un accaparrarsi di qualche calciatore da squadre in crisi o, meglio ancora, prestiti  per mettere su una rosa appena valida per un campionato di B di sopravvivenza o ,più realisticamente, per retrocedere  fluidamente in serie C!

Certamente con un budget  di 5 milioni di euro si possono allestire solo squadre per la serie C, soprattutto se si parte dalla svendita dei pezzi migliori della squadra , ma non per questo eccezionali. Iniziare un ritiro precampionato senza portiere, senza centrocampisti, senza attaccanti è semplicemente vergognoso , è schiaffeggiare tutti quei tifosi  che vivono per la squadra e che da anni hanno creduto, ingenuamente, che la rispettabile ditta  romana , potesse anche allestire una squadra vincente in qualsiasi categoria!

Questa situazione allucinante è anche merito del nostro San Vincenzo De Luca, protagonista  di ogni scelta pubblica a Salerno, che optò per gli imprenditori romani, realisticamente affaristi, che non potevano e non possono fregarsene di meno della città di Salerno e dei suoi tifosi.

Presumo, dalle scelte degli ultimi anni  e da questo inizio di precampionato, che l’obiettivo dei compadroni romani sia , dopo aver esaurito gli affari a Salerno , di svendere la squadra, iniziando dai pezzi migliori  e ,una volta retrocessi, vendere l’intera squadra a costi sicuramente superiori rispetto a  quando l’acquisirono in serie D, per ricavare , alla fine, un margine tangibile di guadagno.

Pensare che si possa allestire una squadra competitiva , con giovani calciatori ,presi con il solo criterio del risparmio, a costo zero, gestiti  da  allenatori scarsi e  da una società che da anni non ha mai saputo valorizzare un solo giovane, anzi ha saputo solo bloccare la carriera di tante promesse, come Strakoscia,  Pollace, per non parlare di un Donnarumma , sicuramente tra i migliori attaccanti , tecnicamente parlando, della serie B e sempre mal utilizzato nell’ultimo anno, oltre a Mantovani e tanti altri ancora, mi sembra solo fantasticare, illudendosi ancora una volta.

Credere nei miracoli non è ridicolo e , per chi ha fede, non è impossibile, ma certe fenomenologie possono essere valide in altri settori della vita privata , non certamente per attività sportive, soprattutto se inficiate dalla cattiva volontà.

Chissà se la premiata ditta romana non abbia mandato sui luoghi degli sbarchi, i suoi tecnici per bloccare tra gli immigrati clandestini, qualche ipotetico aspirante calciatore , da reclutare sicuramente a costo zero!!! La vie del Signore sono spesso infinite, come la sfacciataggine di certi imprenditori.

Nonostante tutto…. FORZA SALERNITANA!             Domenico  Cammarano

L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA: le premesse.

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE  PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA.

Il cuore della democrazia va reso attivo costantemente  nella manifestazione della volontà dei cittadini, che nelle nostre società liberal-democratiche si manifesta solo attraverso le elezioni. Ma prima di parlare di “legge elettorale”, è fondamentale chiedersi quali sono le modalità attraverso le quali vengono candidati i rappresentanti della volontà popolare.

E’ esperienza comune constatare che per essere eletti in Italia, come altrove, bisogna compiacere i segretari dei partiti che contano e che di fatto determinano le nomine dei candidati alle varie elezioni amministrative e nazionali. Non sono le idee e i programmi dei singoli cittadini ad essere votati dagli elettori, ma coloro che sanno porsi al servizio dei  ”signori della partitocrazia liberal-democratica” e sanno garantire visibilità e successo alle idee di coloro che li hanno candidati.

In breve! Non sono  quasi mai i migliori, gli onesti, i competenti ad essere candidati , ma i lacchè, i portaborse , i mediocri, i  trasformisti  , che a servizio dei signori della politica, vengono  candidati e in spesso  eletti.

Insomma , le prerogative di coloro che vogliono iniziare a fare politica sono  determinate quasi esclusivamente dalla capacità di compiacere  quelle élite chi  di fatto hanno  il potere politico. Quasi mai  si verifica un rapporto diretto tra aspirante candidato e gli elettori, quasi mai gli elettori candidano colui che ha saputo guadagnarsi la loro fiducia, esponendo direttamente le sue idee , i suoi programmi politici per la comunità.

Non esiste , in pratica un sistema legale e ben regolato delle primarie, cioè una vera occasione dove gli elettori incontrano e  nominano i propri candidati, anche al di fuori dei circuiti chiusi dei partiti.

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Neo-democrazia sociale, dal 2013 propone la creazione legale di comitati elettorali , con spazi gratuiti per i cittadini-elettori, garantiti in ogni comune, soprattutto per coloro che non si sentono e non vogliono essere rappresentati nelle strutture dei partiti esistenti. Dal confronto diretto e dall’investitura “dal basso” da parte dei cittadini-elettori, si dovrebbe giungere alle cosiddette “primarie” , dove gli elettori possano esprimere i propri candidati da far votare all’intero corpo elettorale nelle normali tornate elettorali.

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Tutto ciò implica  un sistema elettorale dove sono obbligatori i voti di preferenza, senza capilista nominati , senza pluricandidature e quindi solo candidati residenti nel collegio elettorale  e mai infiltrati in cerca di consensi  per sé e soprattutto per i propri portaborse locali.

Naturalmente questa idea di “democrazia diretta” è illusoria senza un impegno attivo e sistematico dei cittadini, che ovviamente va  formato, come obiettivo primario dell’educazione delle istituzioni naturali come la famiglia e il gruppo, ma anche dalle istituzioni sociali e in modo particolare dalla scuola e da tutte le associazioni che si definiscono culturali e ricreative. Insomma non si nasce cittadino di una società democratica, né sono le leggi a determinarlo , ma l’opera costante di chi non ritiene la gestione del potere un traguardo per i propri scopi , ma un servizio per contribuire al bene comune.

Per l’Attuazione della Neo-Democrazia Sociale            Domenico  Cammarano

L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA: manifesto del 2 luglio 2017

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE    PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

Riprendendo un’idea politica di qualche anno fa,  ripropongo una risposta, ad una problematica domanda: Ma esiste davvero la democrazia? Quante democrazie esistono e qual è quella autentica?  E’ possibile costruire una strategia per l’attuazione della democrazia al di fuori dei condizionamenti dei poteri forti finanziari e della volontà di dominio che sembra un principio biologico dell’essenza umana? Insomma quest’utopia che dalla cultura greca all’età moderna ha illuso tanti uomini, ha un senso, è attuabile come modello di vita o semplicemente è un metodo strategico perverso ,  per  chi ambisce alla gestione della cosa pubblica in una società economicamente evoluta?”

Ridotto all’essenziale, la domande alla quale tento di dare una risposta è : Che cos’è la democrazia? Notoriamente il significato del termine democrazia è : potere del popolo! Ma potere di fare che cosa? La risposta è semplice: fare delle scelte in campo politico cioè individuare problemi generali, scegliere tra tanti problemi particolari alcune priorità di carattere generale , dare una soluzione a queste priorità sulla base di obiettivi condivisi e valori universali, ovvero rispettosi della persona umana!

A questo punto è lecito dedurre che l’essenza della democrazia non è un qualcosa che possiamo estrapolare sempre dai nostri particolari bisogni naturali, ma la radice o essenza della democrazia va ricercata soprattutto a livello culturale: anzi la democrazia è il valore umano per eccellenza frutto  di scelte culturali pluriversali, dove con questo termine intendo l’educazione alla convivenza interpersonale, che nasce in famiglie e si sviluppa permanentemente in ogni istituzione  sociale . L’attuazione della democrazia si sposa unicamente con l’educazione al principio di “responsabilità”, ben espresso dalla cultura filosofica del Novecento in campo bioetico da Jonas e , simultaneamente , con il principio della tradizione religiosa orientale e cristiana della “cura ”  delle creature e del creato; ma per chi ama una squisita immagine culturale laica è necessario comunque rinviare alla fondazione della morale kantiana espressa dall’imperativo categorico del “io  devo”, eliminando, ” tout court “, ogni naturale e antidemocratico “io voglio” di matrice nietzschiana , anticamera della subordinazione e della legittimazione della schiavitù .

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I principi  ”naturali” da soli non fondono la vera  democrazia; l’egocentrismo , l’orizzonte umano legato solo  ai propri bisogni individuali ( vedi il liberalismo ) , le lotte di classe o di ceti e gruppi emergenti contro quelli più deboli ed emarginati, non hanno nulla a che vedere con una corretta attuazione della democrazia.

Ciò premesso, le meschine diatribe su cavillose “leggi elettorali”  inscenate da anni da pseudo partiti o movimenti politici italiani, hanno qualche riferimento ad una vera attuazione della democrazia?

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E’ democrazia imporre  che il cittadino , depositario unico dei poteri dello Stato, possa esprimere unicamente  la sua volontà , come gli analfabeti  di un tempo, tracciando una crocetta su un simbolo elettorale  e, con quest’atto , delegando per cinque anni ad un gruppo di “nominati” il proprio potere? In Europa , in tutti i Paesi cosiddetti democratici, in Italia , quali sono gli strumenti legislativi che consentono ai cittadini di poter controllare i cosiddetti “nominati” o rappresentanti del popolo? Ha insegnato il filosofo del Novecento Karl Popper in “La società aperta e i suoi nemici ”  che la democrazia si identifica  con la possibilità, da parte dei governati, di controllare i governanti.

Non  esiste un sistema politico , né in Italia né al mondo, che offra strumenti legittimi affinché i rappresentanti del popolo possano  essere controllati dagli elettori. Il tentativo del Movimento Cinque Stelle di creare una cosiddetta ” democrazia diretta” è modesto perché , ad un partito votato  da diversi  milioni di  elettori, è risibile che  ci siano solo qualche decina di migliaia di votanti tramite “la rete” a decidere, con quiz di tipo pubblicitario, le strategie di un partito che vorrebbe cambiare il modo di governare, rappresentando l’intero popolo italiano! Alla fine , c’è una diarchia che controlla e decide per tutti …. e questa non è una migliore “democrazia ” rispetto al passato.

Il primo passo verso l’attuazione della democrazia può avvenire soltanto iniziando una formazione civile alla partecipazione diretta alla vita democratica, un’educazione ai diritti e ai doveri di cittadini consapevoli, partendo dalle famiglie, dalle scuole, dai condomini, dai comitati di quartiere e nelle circoscrizioni, quest’ultime quasi sempre strumenti accessori dei partiti e mai dei cittadini.

Solo la  partecipazione attiva , quindi, come palestra per maturare quel senso di responsabilità verso gli altri e verso se stessi, il prendersi cura della propria casa, della propria strada, della propria scuola  del proprio quartiere,  mediato da una cultura umanistica permanente verso la solidarietà consapevole, potrà realizzare,  finalmente , in modo più adeguato quello “stato sociale”, principio fondante della nostra Costituzione. Ma il banco di prova era ed è la formazione di quelle leggi che regolano i rapporti  tra governati e governanti, che rimane sempre più un’arma nelle mani di che occupa le sedi del potere illegittimamente .

Per l’Attuazione della Neo democrazia sociale           Domenico  Cammarano

A proposito dei diritti dei più piccoli in famiglia.

 

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      NEO DEMOCRAZIA SOCIALE

Ormai è frequente ricevere dalla cronaca  quotidiana, notizie relative a padri divorziati/separati che sono costretti dalla legge  a lasciare la casa coniugale e, senza mezzi idonei , devono ricorrere alla pubblica beneficenza  e  a dormire “da barboni”  per strada. Virtù della giurisprudenza italiana, che poco ha  ereditato dalle scuole classiche del diritto  e poco si lascia influenzare da quell’umanesimo integrale, fondamento del personalismo , che tanto ha condizionato la nostra costituzione repubblicana.

Una famiglia che si separa è sempre un dramma per i figli, soprattutto se piccoli  o adolescenti. Quanti  casi riscontriamo a scuola di crisi psicologiche , comportamentali  e formative a causa di separazioni gestite male dai genitori, con la complicità di un diritto di famiglia e, in particolar modo sul divorzio, che è tutto a discapito dei più deboli , cioè dei figli!

Le ultime novità ci portano ad un divorzio breve , che se consensuale dopo solo sei mesi o al massimo 12 se è richiesto unilateralmente, porta di fatto alla scioglimento definitivo della coppia . E i figli? E i diritti di entrambi i genitori verso di loro?

Generalmente lo Stato ha sempre favorito la posizione della donna , cacciando di casa l’ex marito, al di là delle responsabilità relative alla separazione. Ma uno stipendiato medio, che già fa notizia in Italia, come potrebbe pagare gli alimenti per i figli, le spese per l’abitazione coniugale e trovare anche un degno alloggio per poter ospitare mediamente due volte a settimana i suoi figlioli?

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Alla fine questo genitore, quasi sempre di sesso maschile, è costretto  a rinunciare a vivere con i figli se non addirittura a vivere della carità pubblica e privata. E in questo modo si salverebbero i diritti di tutti e anche quelli dei minori? Quante volte, troppe volte, invece del padre , questi figli di  genitori separati, devono sopportare tra i piedi il nuovo “compagno” della madre, che senza nessuna delicatezza lo impone , come sostituto sgradito, ai propri figli sotto il tetto familiare. Lo credo bene che a scuola registriamo evidentissime crisi e drammi da parte di questi sfortunati bambini ,per colpe delle leggi e naturalmente dei genitori.

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Una soluzione, già collaudata in  Europa , ci sarebbe! L’abitazione coniugale dovrebbe rimanere ad esclusivo beneficio dei minori e i genitori, nell’ambito dell’affido condiviso, dovrebbero alternarsi, visto che non vogliono stare più insieme, nella custodia e nelle cure quotidiane degli stessi. Naturalmente nei periodo assegnati dal giudice e dal buon senso, si dovrebbe tassativamente vietare la presenza di nuovi “compagni/e” occasionali o stabili di entrambi i genitori, per non turbare e compromettere la stabilità psico-affettiva e cognitiva, dei minori.

E i diritti degli ex-coniugi relativi a rifarsi la cosiddetta nuova vita e alle loro esigenze, come dire quotidiane? Evidentemente si arrangiano alla pari, in quanto tra le loro esigenze e quelle dei figli dovrebbero sempre prevalere quelle dei minori e di coloro che hanno subito la separazione in famiglia e non di chi l’ha generata! Non vedo perché la mamma dovrebbe portarsi a casa il suo nuovo compagno, imponendolo ai suoi figli, mentre l’altro coniuge dovrebbe arrangiarsi per strada , nel caso che non fosse  un benestante!

Messi alle strette, quante situazioni troverebbero migliore soluzione, maggiore equilibrio e soprattutto meno drammi per i figli minori. Ma siamo nell’Italia dei diritti dei più forti ed eticamente aeriforme , dove il piacere dei più forti prevale sempre o quasi sui diritti delle persone più deboli.

PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA              Domenico Cammarano

In attesa di Benevento Salernitana.

 

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Ancora una settimana di passione per i tifosi e per la squadra della Salernitana. Abbiamo ascoltato dalle cronache locali di tutto e di più. Dalle contestazioni  dei tifosi  che hanno avuto la brillante idea di attaccare striscioni sotto l’albergo di Paestum, dove alloggiava la squadra, ad altre manifestazioni e contestazioni che francamente poco condivido, emerge che  le idee chiare sulla Salernitana le hanno in pochi.

Accusare i calciatori di scarso rendimento e poco attaccamento alla maglia della Salernitana, mi sembra una sciocchezza, in quanto nessuno  , nel proprio interesse cerca di giocare male e ritornare in panchina. Piuttosto bisognerebbe chiedere alla dirigenza , a Fabiani e a Bollini , con quali criteri sono stati portati a Salerno questi calciatori e quali sono i reali obiettivi dalla società.

All’allenatore , da parte sua , dovrebbe spiegare al pubblico che senso può avere cambiare formazione  e presunti schemi tattici ogni settimana. Lo sport di squadra presuppone un affiatamento e una continuità tra i giocatori che si acquisiscono con il tempo, che non può esistere mai giocando insieme un’oretta come fa il nostro Bollini, ereditando questa pessima strategia dai suoi poco illustri predecessori!

Una buona squadra, dovrebbe far giocare i suoi calciatori nei ruoli propri , evitando di riadattare sistematicamente i calciatori in ruoli che esistono solo nella fantasia dell’allenatore. Ancora ! Certe ammucchiate di presunti attaccanti a  quindici minuti dalla fine della partita , creano solo confusione e fanno il gioco degli avversari …. visto anche i risultati maturati finora.

E ancora… non  dar fiducia ai giovani promettenti come Mantovani ,Luiz Filipe Marchi, Odjer , Donnarumma, che è già una certezza, tranne per certi allenatori di passaggio a Salerno, mandar via Caccavallo per acquisire  Sprocati, insieme a tante altre baggianate,  significa una sola cosa : non aver nessun progetto propositivo, campare alla giornata, creare i presupposti per far scappare da Salerno quei pochi buoni che abbiamo e,  infine, creare solo quelle tensioni nello spogliatoio e una sfiducia nella conduzione tecnica della squadra, che facilmente si traducono in campo in disorganizzazione e scarso rendimento.

Tra qualche ora ci vedremo l’ennesima sfida , questa volta contro il Benevento, che sicuramente come società calcistica ha saputo operare tanto meglio del nostro sodalizio Lotito-Mezzaroma. Ma c’è poco da recriminare! Se da decenni non abbiamo un vero Salernitano  che voglia e sappia assumersi l’onere di sostenere la Salernitana: contro chi ce la vogliamo prendere? Può mai uno straniero, un imprenditore che bada solo all’utile, pensare e agire con quella necessaria passione e altruismo che fanno la differenza , creando i presupposti per grandi risultati?

Comunque dalla formazione annunciata e soprattutto dai calciatori esclusi ancora una volta , dobbiamo solo affidarci a San Matteo e ad altri santi protettori, se usciremo con un risultato positivo dalla sfida al “Vigorito” contro  il Benevento, visto che non sono i nostri atleti a non fare il loro dovere, ma è la società,  attraverso l’allenatore che ha scelto e le strategie sbagliate , che ci costringe a queste incessanti “quaresime”. Ecco la formazione che dovrebbe scendere in campo alle 17.30: SALERNITANA (4-3-3): Gomis; Perico, Bernardini, Tuia, Bittante; Odjer, Minala, Busellato; Improta, Coda, Zito.

In panchina: Terracciano, Luiz Felipe, Schiavi, Ronaldo, Della Rocca Rosina,Joao Silva, Donnarumma, Sprocati.  Allenatore: Bollini ( purtroppo!)

Comunque FORZA SALERNITANA!                          DOMENICO  CAMMARANO

Salernitana Verona : i soliti errori!

 
  • società

Lotito! Lotito! portaci un rinforzo vero ! Magari buono , sborsando qualche soldo!!!A Verona si poteva anche perdere e tutto sommato, per come sono stati schierati in campo, i calciatori della Salernitana hanno anche giocato bene e avrebbero anche meritato  un pareggio. Ma avremmo avuto bisogno almeno di un allenatore meno scarso, perché ‘sto Bollini continua  a fare errori grossolani: nella formazione del primo tempo ha rinunciato ancora una volta a Donnarumma, cioè di un attaccante vero, per due mezze punte come Rosina e un Improta che non è né carne ( difensore esterno) né pesce ( laterale esterno); continua a proporre Vitale che in difesa è un rebus, che naturalmente contribuisce all’instabilità del pacchetto difensivo. In quanto al portiere Gomes, sarà anche più bravo di Terracciano, ma nel sostenere ciò , bisogna subito rinfacciare a Lotito e a Fabiani che  hanno impiegato un anno e mezzo per porvi rimedio … e tutto ciò mi sembra ridicolo, ma soprattutto poco professionale e onesto nei confronti dei tifosi e della città di Salerno.

Nel secondo tempo, pur ammirando lo sforzo collettivo, ( ma i piedi sono quelli che sono e anche la fortuna non è sempre dalla parte nostra) e spesso pur creando occasioni, i nostri attaccanti non hanno saputo concretizzare, in più ci ha pensato  mister Bollini, che   sul 2 a zero ha fatto uscire Rosina e Busellato per Donnarumma ( finalmente) e uno sconclusionato Joao Silva , giusto per confermare che si poteva giocare anche in dieci uomini contro il Verona, tanto avremmo perso comunque la partita!

A proposito la proprietà dovrebbe anche decidersi di far venire a Salerno un allenatore capace di mettere in campo la migliore formazione , aldilà dei numeri, in base alle modeste risorse tecniche di molti calciatori tesserati secondo il criterio degli affarucci di fine stagione; invece da Torrente  a Bollini, ha ingaggiato solo allenatori che hanno imparato una sola commedia  a memoria e solo quella saprebbero recitare e quindi , come cambia il copione ( calciatori che non sanno proporsi nel ruolo imposto dal tecnico)  si va in crisi. Si rimpiange sempre più l’onesto Menechini, che senza far cose straordinarie sapeva schierare una formazione, veramente la migliore in base alle risorse a disposizione , regalandoci una promozione e una salvezza in serie B. Ma tanto non è bastato al tandem Lotito – Fabiani , per insistere in soluzioni peggiori rispetto a ciò che si mandava via.

Penso , ancora una volta , che parlare di progetti sia ridicolo, che questa proprietà faccia salti mortali , con scelte volutamente discutibili, per non andare mai oltre la mezza classifica, sfiorando più volte la zona retrocessione, per la semplice motivazione che non si vuole spendere qualche quattrino e aldilà delle false dichiarazioni, si ha il terrore di un eventuale promozione in serie A della Salernitana. Mi auguro di sbagliarmi completamente, ma come si dice dalle nostre parti : ” ‘u pesce puzza da capa”!

                                                                                         Domenico  Cammarano

Le incomprensibili decisioni della Corte Costituzionale.

 

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E dopo tanto attendere la Corte Costituzionale si è pronunciata finalmente sull’Italicum , dichiarando la sua parziale incostituzionalità. E cosa ha bocciato di questa legge? Le pluri-candidature dei capolista  ( fino a 10 collegi ) che  non potranno più scegliere per quale collegio optare e per quali altri rinunciare, ma dovranno affidarsi al sorteggio !!!

Francamente penso che dalla Corte Costituzionale attendevamo un po’ più di audacia e coerenza. Se le pluricandidature dei capolista sono contrarie allo spirito della democratica rappresentanza popolare, andavano bocciate in tronco, perché è inammissibile che in un collegio elettorale i cittadini siano rappresentati in Parlamento tramite un sorteggio!!!! C’è da rimanere allibiti e sconcertati … e non si aggiunge altro per decenza. Se i legislatori hanno votato l’Italicum hanno dimostrato , ancora una volta di non aver nessun reale formazione per i valori autenticamente democratici, anche la Corte Costituzionale  manca di coerenza  e di rispetto per lo spirito e i principi  della nostra Costituzione. Leggi così indecenti non dovrebbero proprio essere partorite dal Parlamento , ma sicuramente bocciate in tronco dai giudici costituzionali.

Ma dove si è superato il limite di ogni decenza è sulla seconda bocciatura delle legge in questione e cioè sull’ipotesi del ballottaggio. I giudici , poi, ci spiegheranno perché l’hanno considerato  anticostituzionale.  Certamente partendo da  un criterio formale e riduttivo di democrazia, richiamare gli elettori ad esprimersi , dopo quindici giorni dalle prime elezioni, per decidere chi dovrà governare , in caso di una mancata vittoria ( che si verifica quasi sempre) tra i due partiti che hanno ricevuto più consensi , ma non la maggioranza, è stato ritenuto anticostituzionale!?!?  Forse era l’unico aspetto positivo della legge elettorale voluta dal governo Renzi e proprio questo è stato bocciato!

C’è da supporre che in fondo in fondo   i controllori sono della stessa “specie” o meglio “dello stesso albero genealogico” dei controllati  (  tra lui e lei sceglier non saprei)  e, quindi, al di là  delle tante chiacchiere e dei progetti alla legalità , all’educazione alla Cittadinanza e Costituzione nelle scuole, in concreto si fa di tutto per scoraggiare la partecipazione attiva  alla vita democratica del nostro Paese. Ma potrebbe mai ” la volontà di potere” di pochi abdicare e riformarsi, per far spazio alla “volontà di molti”?

Comunicazione m5s

E con questi presupposti avanzeranno sempre più i populisti come Grillo e il  ”Suo” movimento 5 “terre”  che proprio nelle ultime ore  ha imbavagliato i “Suoi” parlamentari minacciandoli di espulsioni dal “Suo” partito, se dovessero rilasciare interviste senza il “Suo” consenso… più democrazia di questa!!! La giusta alternativa al PD al Centro destra, all’Italicum  e alle sentenze  della Corte dei controllori della democrazia.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale               Domenico  Cammarano