Il NO al Referendum, per l’Attuazione della Democrazia

 

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A pochi giorni dal 4 dicembre, gli schieramenti favorevoli e contrari alla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi, stanno intensificando la loro campagna   referendaria, utilizzando tutti i mass-media disponibili, per raggiungere l’attenzione degli elettori e indurli a votare secondo i propri interessi. Si alzano i toni e le reciproche accuse e , sorprendentemente, si assiste ad uno scontro  molto più intenso , rispetto alle tante campagne elettorali e referendarie degli ultimi anni.

Gli schieramenti pro e contro alla riforma sono compositi , soprattutto quello del No, che unisce la sinistra del PD , i Grillini e il variegato mondo del Centro-destra. Per il Si sono schierati i sostenitori del governo ovvero gran parte del PD e i centristi di Casini e di Alfano e di tanti gruppuscoli che da provenienze diverse sostengono, o meglio trattengono, una poltrona in Parlamento.

Da più parti si sta enfatizzando sull’esito del referendum, che apparirebbe, soprattutto per Renzi e i suoi sostenitori il principio di tutte le riforme e di tutte le soluzione dei problemi nazionali. Si paventano scenari apocalittici in caso di sconfitta delle riforme costituzionali, mentre i promotori del No accarezzano l’idea di possibili dimissioni dell’osteggiato governo e di un ritorno alle urne per eleggere un nuovo parlamento e nominare un nuovo governo. Gongolano soprattutto i Grillini, che nonostante qualche baruffa interna al movimento, dopo il caso Raggi a Roma e le firme false dei loro deputati in alcuni comuni italiani, pensano comunque di poter mettere le mani sul governo nazionale.

Questo è lo scenario politico, ma di fatto qual è la reale  valenza del referendum voluto da Renzi e compagni? Riflettendo con calma e senso critico, avulso da interessi di parte, quali sono le reali conseguenze sul piano politico, economico e sociale? O ancor meglio: queste riforme costituzionali come potranno migliorare la qualità della nostra politica nazionale? Insomma , per i più addormentati, la domanda è questa : quali sono i reali problemi degli Italiani e come potrà risolverli questa riforma costituzionale?

L’Italia, dai tempi dei governi di Berlusconi,  di Monti e infine di Renzi,  di cosa necessita? Da ogni dove e da tutti gli schieramenti politici, si sente dire che manca la crescita economica, c’è e c’era il deficit finanziario ( troppi debiti accumulati negli anni dagli enti locali fino ai poteri centrali),si ribadisce che  abbiamo speso, da decenni, di più rispetto alle nostre risorse e abbiamo anche speso male, favorendo solo gli sprechi, gli speculatori, i furbi e gli accattoni e soprattutto non abbiamo estirpato la piaga costituita  dagli evasori.

A fronte di questi problemi Renzi e il suo governo cosa hanno prodotto di  nuovo? E la riforma costituzionale come favorirà la soluzione dei nostri problemi decennali?

Il buon senso, quello derivante dalla saggezza , che esula dalle emozioni, dalle decisioni di “pancia” o di altri meno nobili organi umani, suggerirebbe , con senso critico che un nuovo Senato, non eletto più direttamente dal popolo, ridotto ad un terzo, con funzioni legislative limitate del solo 3% rispetto alla Camera, come ribadisce il messaggio postale, che in queste ore hanno ricevuto tutto gli elettori, non cambia di una virgola la situazione economica, la disoccupazione e i tanti altri problemi che affliggono l’Italia. Per il presunto risparmio di 500 milioni determinato dal mancato “rimborso” elargito a cotanti rappresentanti del popolo-pecorone, non dovrebbe, logicamente implicare una riforma costituzionale, ma semplicemente una legge ordinaria che da tempo avrebbe dovuto proporre il dimezzamento dei “rimborsi” a tutti i deputati nazionali e regionali, anzi il mancato rimborso per i tanti , per i troppi rappresentanti ( dei fatti propri), che non si presentano proprio né alla Camera, né al Senato , né ai Consigli regionali, ma solertemente percepiscono ogni rimborso e anche laute pensioni per tanto poco sforzo!!!

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Scomodare e modificare la Costituzione è solo un esercizio partitocratico utile a ridimensionare il già limitato controllo che gli elettori hanno sui partiti, per rafforzare le lobby costituite dalle tre o massimo quattro segreterie dei partiti italiani, che di fatto prendono le decisioni per tutta la nazione, con la complicità di leggi elettorali , il “Porcellum” prima, “l’Italicum” ora, votate e volute dalle stesse segreterie, che favoriscono i soliti “magnati” e papponi.

Ma ancor di più ,c’è da rimanere di “sasso” quando dal centro-destra si fa appello a votare per il No perché viene messa in pericolo la democrazia!!! Con questi paladini della democrazia c’è da spaventarsi davvero  e ridere di rabbia!

Per l’Attuazione della Democrazia autentica, con questi partiti e i loro adepti  c’è da fare solo l’indifferenziato per le discariche dei rifiuti urbani. La vera democrazia per la soluzione dei problemi reali della gente, dovrebbe favorire la regolamentazione  delle primarie, per l’individuazione dei candidati degli elettori e non quelli delle lobby dei partiti, alleati delle finanziarie internazionali neo-liberiste; si dovrebbero aumentare i rappresentati democraticamente eletti dal popolo, anche con i ballottaggi a tutti i livelli e sostenere gli enti locali più vicino alle popolazioni, piuttosto che ridimensionarli o eleminarli del tutto come per le circoscrizioni comunali e le province, secondo le riforme renziane.

In quanto agli sprechi, si dovrebbe aumentare la lotta alle evasioni fiscali, eliminare i privilegi , come gli stipendi e le pensioni d’oro, favorire la nascita di nuovi  politici onesti , ma anche preparati , diversamente da  certi nuovi soggetti che sostengono  che la sola presunta onestà possa eliminare il marciume che soffoca l’Italia. E infine, restituire al popolo sovrano a chiacchiere, gli strumenti e la “forma mentis” per controllare chi di fatto “temporaneamente” governa, perché il problema dei problemi è non chi governa, ma come controllare chi governa e pianifica il nostro futuro.

Da ciò si deduce che le riforme renziane non servono a nessuno,  o meglio solo ai politicanti. Per questi motivi è preferibile  lasciare in pace la nostra buona Costituzione votando con un semplice NO!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale       Domenico  Cammarano

L’Europa e gli attentanti terroristici dell’Isis.

 

Ancora due attentanti terroristici hanno colpito il 22 marzo la città di Bruxelles : due dei kamikaze sono due fratelli complici di Salah Abdeslam, catturato dalla polizia belga responsabile  dell’ultimo attentato a Parigi. I morti accertati dovrebbero essere 34 e i feriti più di 200  che si aggiungono alle centinaia di morti e feriti che dal 2004 ad oggi hanno colpito Madrid, Londra e Parigi.

Dopo le prime notizie sulla nuova tragedia , si è riaperto il “teatrino” ben orchestrato dagli esponenti del “quarto potere” dei mass-media, che riportano sulla scena il partito dei buonisti che auspicano un fronte comune per combattere  la ferocia e la barbarie con la nostra cultura democratica (sic!)  che si fonda sulla libertà , l’accoglienza e la solidarietà; di contro si è schierato il partito degli intransigenti che , a chiacchiere, vorrebbero dichiarare guerra all’Isis  e a tutto il mondo musulmano.

Il problema, filosoficamente parlando, sembra più complesso di quanto gli schieramenti bipolari vorrebbero prospettare. Intanto la marea umana , proveniente da ogni dove, l’abbiamo accolta senza pretendere che s’integrasse con  le nostre leggi, le nostre tradizioni, la nostra cultura. Ma ciò che è peggio, abbiamo acconsentito che si creassero comunità, quartieri in Italia come in Europa che sono delle vere e proprie  ”enclave”, dove dominano solo le leggi musulmana e degli stranieri, camuffate da una religiosità moderata solo di facciata e da un rispetto di comodo delle nostre leggi. Nel nome di una discutibilissima laicità strappiamo i crocifissi dalle pareti degli edifici pubblici e permettiamo che vengano costruite nelle nostre città moschee e centri culturali di matrice antidemocratica e anticristiana.

Tutto questo alimenta sicuramente quell’entroterra dove attecchisce e si organizza anche il terrorismo d’ispirazione musulmana. Coperture logistiche , finanziarie e ideologiche sono sicuramente di matrice europea , ovvero di questi stranieri che da decenni vivono e nascono in Europa , ma che non si sono mai integrati nella nostra cultura e , ancor di più, proteggono gli estremisti terroristici islamici giunti clandestini in Europa . A rincarare la dose , ci hanno pensato i nostri governi europei e quello italiano , in prima fila, che hanno concesso il nostro territorio a immigrati da ogni provenienza, semi-clandestini  oltre a quelli che dovremmo accogliere per questioni politiche.

Queste nuove invasioni d’immigrati, mai censiti e liberi di circolare in ogni luogo d’Italia e d’Europa, rappresentano un’altra  incognita per la nostra sicurezza. I veri  immigrati  che chiedono asilo politico per motivi legati alle guerre che si combattono nelle nei loro Paesi, andrebbero , comunque, censiti e sorvegliati e costantemente sollecitati a condividere e rispettare le nostre leggi , le nostre usanze e la nostra cultura, in quanto ospiti e non padroni delle nostre città e delle  nostre terre. Diversamente andrebbero, con garbo , rispediti nelle loro terre d’origine insieme a tutti  quegli immigrati clandestini che cercano lavoro proprio da noi che siamo un popolo di disoccupati ( sic!).

Intanto il terrorismo non si combatte solo controllando le frontiere dell’Europa e sorvegliando gli stranieri sospettabili , anche se regolari,   che vivono da noi. Occorre più efficienza e investimenti nella lotta nella prevenzione, creando una interpol europea , anzi unificando la rete delle polizie europee, anche con una legislazione unica e una direzione unica. Gli ultimi fatti di Bruxelles del 22 marzo  hanno riconfermato che l’attività investigativa di prevenzione è solo un vano chiacchierare  di politicanti , che in Italia, come in Francia e in Belgio rappresenta un sistema perforabile da quanti in Europa o provenienti dall’estero vogliono attuare atti terroristici.

E’ notizie di queste ultime ore che i terroristi, autori delle stragi nel Belgio,  erano stati già individuati, arrestati e poi rilasciati con la solita superficialità garantista pseudo-democratica, senza che fossero esplicate tutte le indagini. D’altronde anche  delinquenti comuni e camorristi  recidivi, dopo gli arresti, con estrema facilità si ritrovano in circolazione ,per opera  di magistrati e di leggi discutibilissime, che vanificando il lavoro delle forze dell’ordine, moltiplicando inevitabilmente, i pericoli e il senso d’insicurezza per tutti noi.

La cultura dell’accoglienza e della solidarietà ha senso quando vengono rispettati i ruoli e gli ospiti sanno adeguarsi e rispettare le leggi di coloro che li accolgono. E’ intollerabile che da padroni si possa diventare servi  di coloro che si ospitano in casa propria: e questo è un’assioma. Il terrorismo islamico, che si nutre proprio di questa nostra cultura dell’accoglienza sconsiderata, come ha giustamente riaffermato il giornalista Magdi Cristiano Allam nel suo libro “Islam siamo in guerra”, ha individuato il suo “cavallo di troia” per penetrare nel nostro sistema sociale e  asservirci alle proprie allucinanti finalità. Anche la grande giornalista Oriana Fallaci nel libro “La rabbia e l’orgoglio”, che scrisse dopo  l’11 settembre del 2001, sosteneva la connivenza o almeno l’imprudenza dell’occidente nell’aprirsi al mondo islamico , trasformando l’accoglienza e il dialogo in asservimento finanziario , politico e religioso.

E’ inutile ripetere ad ogni strage che siamo in guerra, se poi non si sanno individuare  i nemici, i fiancheggiatori e le strategie radicali per limitare di fatto i danni contro la nostra civiltà e le nostre popolazioni.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale          Domenico  Cammarano

L’esterofilia e la miseria della politica italiana

 

L’apparire era  e rimane l’unico dato certo che caratterizza la politica italiana e , in modo particolare , quella del governo. Proprio quest’ultimo ha dato ampia prova, in questi due anni di badare tanto all’apparenza, alle iniziative di facciata che senza modificare la sostanza delle cose, senza riformare davvero o risolvere un problema concretamente, hanno ugualmente il potere di far apparire al pubblico, numeroso e poco attento, che tanto si è fatto e tanto cambierà  a causa delle “straordinarie ” riforme ” e iniziative governative.

E’ di ieri la notizie che il governo italiano ha sostituito venti direttori di importanti musei e aree archeologiche italiani, optando anche per personaggi stranieri, come nel caso dell’area archeologica di Paestum, affidata ad un giovane  studioso tedesco. Anche questa appare una manovra di facciata! Il motivo è semplice ! Pompei, Paestum e tutti i grandi e  piccoli musei italiani e tutti quelli che potrebbero diventar tali se fossero curati e sostenuti correttamente e opportunamente dallo Stato italiano, per incentivare il turismo e con esso i posti di lavoro, necessitano unicamente o prevalentemente di investimenti, di finanziamenti, insomma di manutenzioni  , di restauri e di interventi che non potranno essere garantiti da nessun funzionario “super-esperto” , ma essenzialmente da quei fondi e quelle normative , che messe a disposizione di chiunque abbia operato con professionalità nei nostri siti archeologici e nei  nostri musei, potrebbe tranquillamente realizzare.

Ma il nodo è proprio qui: il governo non sa , non vuole, non può investire in termini di concretezza economica e quindi ancora una volta  butta fumo negli occhi, facendo credere ai distratti e incompetenti, che basta nominare qualche super – manager dalle doti straordinarie, magari straniero, per restaurare e sviluppare il nostro patrimonio artistico e archeologico a costi zero per lo Stato!!! E come dire che a Pompei se avessimo un super – manager , come direttore dell’area archeologica, si riaprirebbero al pubblico il 70% di quel sito, da anni non accessibile ai visitatori o verrebbero messi in sicurezza quegli edifici pericolanti, solo per le doti eccezionali di un direttore e non per la mancanza di fondi indispensabili per la gestione del tutto!

Ma questa “politica” renziana è in sintonia con tante altre iniziative o “riforme ” del governo, praticamente inutili ai fini pratici, ma necessarie per colmare i vuoti e apparire come un governo che sa operare trasformazioni epocali e di indubbia efficacia. E su questa scia ricordiamo altri capolavori, come il “Jobs act” , “La Buona scuola” e il precariato, la riforma elettorale , del Senato e delle Province, tutta roba che ha sottratto agli Italiani spazi di democrazia,cioè  possibilità di gestione e condivisione della “cosa-pubblica”, sostituita da forme subdole di autoritarismo e verticismo che hanno trasformato i nostri ministri e il presidente in particolar modo, nei viandanti e i teatranti della politica italiana, sempre presenti ovunque , tranne nei posti deputati a svolgere con dedizione , competenza e spirito di servizio il bene del popolo. Ma da  mediocri autocrati  autonominatisi e mai eletti dal popolo, cosa potremmo aspettarci di meglio? Per l’appunto, solo apparenze e niente sostanza; quindi l’erba del vicino è sempre più verde della nostra; quindi auguri ad altri stranieri che prendono il posto dei nostri connazionali.

Per l’Attuazione della NEODEMOCRAZIA SOCIALE            Domenico  Cammarano

SCONTRO TOTALE CONTRO LA SCUOLA DI RENZI

 

 

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OCCORRE INIZIARE A BOICOTTARE TUTTE LE ORE DI NON-INSEGNAMENTO , CON SCIOPERI IN “BIANCO”,CHE I DIRIGENTI-RENZIANI IMPONGONO AI DOCENTI NEL MESE DI GIUGNO E DAL 1° SETTEMBRE IN POI !!! BISOGNA BOICOTTARE QUELL’INFINITA’ DI CARTE INUTILI, QUEI DOCUMENTI RIPETITIVI CHE MINACCIANO SOLO LA LIBERTA’ D’INSEGNAMENTO, CHE IMPONE LA BUROCRAZIA SCOLASTICA E LA NUOVA DIRIGENZA – RENZIANA!!! DA ORA SOLO COLLEGI DEI DOCENTI AUTOCONVOCATI E DIRIGENTI CHE DEVONO RATIFICARE SOLO LE DECISIONI DEI COLLEGI ANCHE SULLE NOMINE DEI COLLABORATORI E I CRITERI D’ASSEGNAZIONE DELLE CLASSI AI DOCENTI. PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA DALLA SCUOLA!!!! ABBASSO IL GOVERNO RENZI EVVIVA L’ESERCIZIO DELLA DEMOCRAZIA SOCIALE.

PROF. DOMENICO CAMMARANO

LA QUESTIONE DEI CLANDESTINI

 

Il problema dei migranti dall’Africa e dal bacino del Mediterraneo in generale, fu affrontato da NeoDemocrazia Sociale anche in occasione della tragedia di Lampedusa nell’Ottobre del 2013. In quell’occasione esprimemmo il parere che per evitare queste tragedie del mare era necessario un intervento congiunto dell’Unione Europea e dell’Onu per creare in terra africana e medio-orientale dei “Centri d’accoglienza” per tutti i profughi , rifugiati o semplici immigrati che desiderano scappare dalle loro terre raggiungere l’ Europa.

La nostra voleva essere una proposta come tante , ma sicuramente fuori dal coro dei “buonisti”, che vorrebbero ospitare chiunque, senza avere le possibilità  reali di poterlo fare , creando  situazioni spesso paradossali  per coloro che giungono in Italia semi-clandestinamente e per gli Italiani che dovrebbero “sistemarli” decentemente , di converso la nostra proposta voleva e vuole ancora opporsi al coro degli “avversari” di ogni migrante che vorrebbe respingerli  indiscriminatamente verso le loro terre d’origine.

L’idea di fermarli in Africa e Asia tramite le agenzie dell’Onu e le ambasciate dell’Unione Europea dipende più da questi ultimi che dall’Italia, ma sicuramente il nostro governo dovrebbe fare di meglio!

In primo luogo c’è da chiedersi perché la marina italiana ormai va a prelevare e non esclusivamente a soccorrere ogni natante che punta uno scafo verso l’Europa  ancora nelle acque africane? Visto che esiste tutta questa solidarietà  verso i clandestini, perché non autorizzare le ambasciate e i consolati italiani in terra d’Africa ad accogliere le richieste di questi “profughi”, per  farli giungere con voli di linea regolari nei nostri aeroporti? Un volo del genere costerebbe sicuramente molto meno dei 1500-2000 dollari che mediamente costoro devono sborsare ai trafficanti africani di esseri umani per  imbarcarli sui “pericolosissimi gommoni” verso le spiagge italiane!

Perché non dare a questi preannunciati clandestini un permesso di soggiorno  di 15-30 giorni , come normali turisti, in modo da farli partire dall’Africa o dall’Asia senza rischiare la vita e troncando il traffico disumano di coloro che nelle loro Terre lucrano con questi viaggi della disperazione? Perché il clandestino che giunge in Italia sul gommone  dopo l’eroico salvataggio operato dai nostri militari può essere accolto e sostenuto anche economicamente dai nostri portafogli, invece diverebbe un caso di violazione delle norme internazionali e delle leggi italiane, se lo stesso migrante partisse regolarmente da uno scalo in terra africana, risparmiando soldi, troncando il traffico ignobile a danno di questi disperati e soprattutto evitando di mettere in pericolo la loro stessa vita. Senza contare che l’Italia risparmierebbe un bel po’ di milioni ogni giorno per il pattugliamento e le operazioni di soccorso!

Qui gatta ci cova! Sicuramente altri affari economici spingono anche i nostri governi ad accettare una soluzione così assurda: il clandestino non può partire regolarmente dalle terre d’origine, ma una volta in mare può essere accolto , sostenuto anche economicamente e andare dove gli pare, mettendo in pericolo anche la sicurezza degli Italiani e l’ordine pubblico, visto che non solo profughi e disperati , ma anche delinquenti e terroristi s’imbarcano clandestinamente.

La soluzione più ovvia è quella di imporre all’Europa una maggiore solidarietà nei nostri confronti e verso coloro che ci chiedono aiuto, altrimenti un governo dignitose dovrebbe mostrare i denti e i pugni e mandarli “affanculo”, le troike  e tutti i poteri forti annessi che non hanno nulla di quei principi di solidarietà sociale che la nostra Costituzione prevede e , solo per questi, ci autorizza anche a rinunciare in parte , ma solo in parte!, alla nostra sovranità nazionale. Un’Unione Europea costruita  solo in virtù degli interessi del finanzcapitalismo non ha ragion d’essere né per Noi Italiani, nè per i Greci , nè per nessun popolo che afferma i principi di democrazia ,di cooperazione e solidarietà umana tra i popoli.

In quanto ai migranti, o a monte o a valle, un governo serio dovrebbe distinguere tra coloro che fuggono da persecuzioni e guerre civili e tentare di accoglierli come merita ogni essere umano, da coloro che da soli senza famiglie ( sic!) vengono a cercar fortuna da Noi , che da anni ne abbiamo veramente poca da condividere e comunque non possiamo elargirla agli stranieri a discapito dei nostri connazionali ( vedi masse di disoccupati soprattutto tra i giovani !!!).

 E allora cosa fare, con chi elude ogni controllo e impone la sua presenza in Italia? Quelli del centro-destra, soprattutto i più facinorosi, vorrebbero ributtarli a mare…, gli incapaci e gli speculatori vorrebbero continuare con questo traffico per lucrarci; noi di NeoDemocrazia Sociale, crediamo che tutti coloro che vengono in Italia senza una regolare autorizzazione , vanno rifocillati, curati se è il caso, istruiti essenzialmente sulle nostre leggi in pochi giorni e poi rispediti a casa loro, possibilmente con le buone maniere, ma eventualmente anche con sistemi , come dire , più militari in caso di resistenze o peggio ancora di violenze .

Per l’Attuazione della NeoDemocrazia Sociale                Domenico  Cammarano

Si inizia con Expo 2015: ecco apparire i soliti idioti!

 

 

Oggi  1 maggio 2015, giornata dedicata ai lavoratoti e quindi giorno di festa, ma anche apertura a Milano dell’Expo 2015, che concluderà la sua manifestazione  il 31 ottobre 2015. Come da copione le prime “congreghe” di idioti hanno fatto sentire i loro “ragli” inondando Milano di manifestazioni violenti ieri e oggi,  incendiando auto e sfasciando vetrine di negozi; tutto questo per dimostrare il loro dissenso che in pratica è sistematico  come ogni “bastian contrario” !

Expo 2015, corteo No Expo a Milano. Vetrine spaccate, idranti e lacrimogeni della polizia

Certamente non possiamo dimenticare le inchieste del 2014 della magistratura italiana, sulle speculazioni  legate ad imprenditori e politici nella fase della realizzazione del progetto Expo, ma questo non può mai giustificare interventi  che hanno l’unica finalità di mostrare tutta la frustrazione  di balordi che “campano” esprimendo i loro “no” ad ogni evento. Ma vediamo da vicino quali temi saranno affrontati in questi sei mesi d’incontro tra centinaia di nazioni a Milano.

Il tema scelto per l’Esposizione Universale di Milano 2015 è “Nutrire il pianeta, energia per la vita. Saranno chiamate in causa le tecnologie, l’innovazione, la cultura, le tradizioni e la creatività legati al settore dell’alimentazione e del cibo. L’asse principale è il diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra. La preoccupazione per la qualità del cibo in un mondo sempre più popolato (si calcola che nel 2050 gli abitanti della Terra saranno 9 miliardi) si accompagna a scenari di un aumento dei rischi per la quantità globale dei cibi disponibili.

 
Expo Milano 2015
Italia Milano
Nutrire il pianeta, energia per la vita
Logo
Esposizione registrata
Periodo dal 1º maggio
al 31 ottobre
Partecipanti 137 Paesi
(20) regioni/città
13 organizzazioni
25 aziende
Visitatori (20) milioni
Area 110 ha
Aggiudicazione 31 marzo 2008
Registrazione 23 novembre 2010

Alcuni dei temi principali che ruoteranno attorno alla Expo sono:

  • rafforzare la qualità e la sicurezza dell’alimentazione, cioè la sicurezza di avere cibo a sufficienza per vivere e la certezza di consumare cibo sano e acqua potabile;
  • assicurare un’alimentazione sana e di qualità a tutti gli esseri umani per eliminare famesetemortalità infantile e malnutrizione;
  • prevenire le nuove grandi malattie sociali della nostra epoca, dall’obesità alle patologie cardiovascolari, dai tumori alle epidemie più diffuse, valorizzando le pratiche che permettono la soluzione di queste malattie;
  • innovare con la ricerca, la tecnologia e l’impresa l’intera filiera alimentare, per migliorare le caratteristiche nutritive dei prodotti , la loro conservazione e distribuzione;
  • educare a una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita, in particolare per i bambini, gli adolescenti, i diversamente abili e gli anziani;
  • valorizzare la conoscenza delle “tradizioni alimentari” come elementi culturali ed etnici.
  • preservare la bio-diversità, rispettare l’ambiente in quanto eco-sistema dell’agricoltura, tutelare la qualità e la sicurezza del cibo, educare alla nutrizione per la salute e ilbenessere della persona;
  • individuare strumenti migliori di controllo e di innovazione, a partire dalle biotecnologie che non rappresentano una minaccia per l’ambiente e la salute, per garantire la disponibilità di cibo nutriente e sano e di acqua potabile e per l’irrigazione;
  • assicurare nuove fonti alimentari nelle aree del mondo dove l’agricoltura non è sviluppata o è minacciata dalla desertificazione dei terreni e delle foreste, delle siccità e dalle carestie, dall’impoverimento ittico dei fiumi e dei mari.

Non credo che siano temi che non necessitano di approfondimenti e di confronti tra popoli diversi, fermo restante che in diversi ci speculeranno, ma anche l’Italia ci guadagnerà in termini di lavoro, di turismo e magari anche di rilancio dell’azienda Italia con i suoi marchi d’eccellenza , che proprio nel settore alimentare è conosciutissima nel mondo e tanto imitata maldestramente.

Se mai potrebbe essere l’occasione , ma con un governo diverso,  per  sostenere  la tanto emarginata ricerca, che va a discapito soprattutto dei giovani, stimolando le innovazioni nel settore delle energie rinnovabili , nel campo medico e alimentare. Eventi come questi potrebbero, più delle  balorde riforme renziane,  rilanciare l’azienda italiana, ripartendo da un nuovo concetto di progresso compatibile con l’ambiente e il futuro delle prossime generazioni, prendendosi “cura” della natura, affermando un nuovo concetto di progresso fondato  sulla qualità della vita per noi occidentali e per tutti i nuovi ricchi asiatici e , nel contempo, puntando su  un’equa ridistribuzione delle risorse , anche alimentari per tutto i popoli del mondo.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale             Domenico   Cammarano

Non ci resta che piangere!

 

Parafrasando un noto film di Troisi, travolti da una valanga di iniziative politiche insipienti, possiamo solo esclamare : Non ci resta che piangere!  Ormai siamo tornati alla destra e sinistra storica dell’Italia post-unitaria, dove le differenze degli schieramenti politici non erano ideologici, ma solo legati ad esclusivi interessi di caste dell’élite economica italiana. Interrogandoci senza pregiudizi, è possibile rintracciare qualche differenza sostanziale tra il giovane Renzi, navigante dei sette mari, e il vecchio Berlusca? Ci siamo ridotti che il fantasma di una credibile opposizione si materializza  con Salvini della Lega e Grillo del M5S…. e ho detto tutto!

Ormai i poteri forti sono gestiti da un mono-partito che sul palcoscenico delle marionette veste personaggi diversi, ma a tirar le fila c’è solo un burattinaio. La televisione e tutti i mass-media vecchi e nuovi,  continuano a recitare la sceneggiata dell’informazione vivisezionata all’atomo, per raccontarci ogni giorno storie più o men o tristi, con il costante compiacimento per il macabro, l’osceno, l’ossessivo fino al paranoico, senza  conosce limiti nell’accendere i riflettori su personaggi della cronaca nera o rosa , che meriterebbero solo di essere scaricati nei water pubblici, senza neppure dargli l’onore di poter appestare i tanti cittadini con i loro ragli da invertebrati acefali. Ma le televisioni continuano ad indugiare con un compiacimento schizofrenico sui delitti di famiglia , sulle violenze su minori e donne, che va al di là di ogni diritto all’informazione, se diventa pura speculazione per aumentare gli ascolti, l’unico obiettivo dei nostri editori.

Penso che ci sia un sottile legame tra le vicende di cronaca nera , che sistematicamente alimentano altri delitti, rafforzando  i meccanismi perversi dei “deboli mentali”, e tante presunte riforme politiche,che puntando sui contenitori più che sui contenuti, vedi iniziative sulle “regole” del lavoro, sulla scuola, sulle unioni civili , sembrano solo sviare l’attenzioni sulle priorità economico-finanziarie, sulla formazione  etica delle vecchie e nuove generazioni superando le logiche del consumismo  e del “tutto è lecito se piace”! Voglio precisare che anche le regole sono necessarie e spesso vanno ridisegnate e ridefinite, ma prima di esse dobbiamo pensare all’obiettivo che si vuole raggiungere! Insomma prima creo nuovo lavoro e  poi le regole per gestirlo! E’ inutile accapigliarsi su qualcosa che non c’è e che probabilmente con quelle regole non ci sarà mai.

In breve voglio solo sottolineare che nelle ultime settimane si è fatto un continuo ricorso alle interviste-spettacolo per spiegare il “senso” di certi provvedimenti come la legge di stabilità, ma ancora una volta imposte dall’alto da personaggi mai scelti dal popolo, eterno aspirante sovrano,che hanno creato solo altre divisioni o atteggiamenti di scetticismo che difficilmente porteranno a quella svolta richiesta subito dopo le ultime elezioni del 2012. Occorrerebbe un progetto che sappia entusiasmare le masse , che sappia ridisegnare una “nuova primavera” culturale , morale e politica.

Ma dalle varie esercitazioni renziane finalizzate ad acquisire il pieno titolo di “uomo forte della provvidenza” dentro e fuori al suo partito, poco o nulla cambierà: le tasse non elargite allo Stato verranno restituite con gli interessi alle regioni e ai comuni o comunque degradando ancor di più “lo stato sociale” e quindi la qualità della vita dei più disagiati, che comunque  avrebbero dovuto imparare già parecchio dalle vicende degli ultimi anni, ma credo proprio che la lezione non abbia sortito nessun effetto né per costoro né per la stragrande maggioranza degli Italiani. E quindi … “Non ci resta che piangere”!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale            Domenico Cammarano

La riforma del Senato: la partitocrazia serra le file!

 

La partitocrazia italiana serra le file: dopo aver in gran parte condiviso la legge elettorale che di fatto conferma i poteri dei partiti a nominare i candidati,  impedendo agli elettori di esprimere il voto di preferenza, negli ultimi giorni è stata presentata la riforma del Senato che di fatto sancisce lo strapotere dei  grandi partiti che vogliono nominare i senatori tramite le regioni e, quindi, ridurre il Parlamento ad una sorte di “Gran Consiglio”, dove solo i pochi fedelissimi di due o tre populisti, potranno sottoscrivere le leggi che piacciono ai signori delle segreterie politiche.

Di queste strategie politiche  la stragrande maggioranza dei cittadini non capisce un tubo o comunque se ne “stracatafotte”. Il PD di Renzi, tranne una limitatissima minoranza, che si oppone solo a chiacchiere, condivide la svolta “oligarchica”; il partito di Berlusconi va a  nozze, in perfetta sintonia con il neoliberalismo seguendo il principio: ” meno ne siamo, meglio é per noi che comandiamo”; altri partiti minori  emettono dichiarazioni contrarie, giusto per farsi notare dai mass-media, ma sostanzialmente condividono tutto. Non mi meraviglio più di tanto nel registrare che anche la pattuglia di Grillo-Casaleggio, come ha sentito parlare di riduzioni di senatori, ha avuto un immediato orgasmo e stupidamente ( rispetto alla prospettiva di una sbandierata nuova democrazia diretta) stanno applaudendo, perché , a modo loro, l’Italia risparmierà milioni di euro sugli stipendi dei parlamentari! 

Noi di Neodemocrazia sociale per l’attuazione della democrazia , sosteniamo che si risparmia  riducendo gli stipendi e non riducendo i rappresentanti dei cittadini, anche se attualmente questi rappresentano solo se stessi e i loro “padroni” che li hanno nominati; certamente la riforma sul senato sancirà legalmente  l’eliminazione del legame tra cittadini e rappresentanti. In particolar modo, noi di Neodemocrazia sociale proponiamo uno stipendio base di duemila euro al mese per tutti i parlamentari e un gettone di presenza ( come rimborso spese) di duecento euro per ogni presenza ad una seduta parlamentare  e la decadenza in mancanza di reiterate assenze dal Parlamento, con immediata sostituzione con il primo dei non eletti , qualora vi fosse il voto di preferenza, tanto osteggiato da tutti. Ma figuriamoci se la casta dei partiti può mai proporre qualcosa del genere!!! E  il M5S? Va a ruota libera e dopo aver confezionato una  dignitosa proposta di legge elettorale,forse  pensando di aver già dato il meglio di sé, continua solo a starnazzare senza produrre nulla di concreto.

Ma veniamo al testo della riforma sul Senato che si trova, al momento, nella commissione Affari Costituzionali del Senato; una volta che ci sarà una versione definitiva, il testo dovrà essere votato al Senato e alla Camera per due volte con una maggioranza di almeno due terzi. Visto che si tratta di una modifica alla Costituzione, se non si riuscirà ad ottenere i due terzi dei voti la legge dovrà essere confermata da un referendum per il quale non è previsto quorum.

Secondo tale proposta, il Senato sarà composto da cento senatori: 95 provenienti dagli enti locali e cinque nominati dal presidente della Repubblica. Dei 95 provenienti dagli enti locali, 74 saranno eletti dai consigli regionali e dalle province autonome di Trento e Bolzano tra i membri degli stessi consigli. Ogni regione eleggerà un numero di senatori in proporzione alla sua popolazione. Nessuna regione ne potrà eleggere meno di tre, tranne Molise, Val d’Aosta e province di Trento e Bolzano che ne eleggeranno uno ciascuna. Altri 21 senatori saranno eletti sempre dai consigli regionali, ma scegliendo tra i sindaci della regione. Ogni regione eleggerà un sindaco da mandare in Senato.

Naturalmente  in questo programma i cittadini faranno solo da spettatori e , quindi, non saranno chiamati  neppure a porre una crocetta su una scheda elettorale, come è in uso per gli analfabeti!  Ma a rimediare, ci ha pensato il Berlusconi , che giorni fa ha riproposto l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, quasi a voler ricompensare gli afflitti e stupidi elettori per la perdita del potere a loro conferito dalla Costituzione, di eleggere l’intero Parlamento.

Ma quali compiti avrà il nuovo Senato? Le leggi ordinarie saranno approvate soltanto dalla Camera. Ma entro 10 giorni il Senato, su richiesta di un terzo dei suoi membri, potrà chiedere di esaminarle, proponendo modifiche entro 30 giorni. L’ultima parola sarà  della Camera che deciderà entro altri 20 giorni. Per le leggi che avranno impatto su Regioni e Comuni, la Camera dovrà pronunciarsi a maggioranza assoluta in caso di richiesta di modifiche da parte del Senato. Il Senato avrà anche poteri di controllo sull’attuazione delle leggi, delle politiche pubbliche e della Pubblica Amministrazione. Decisamente tutto ciò non può essere considerato blasfemo per la democrazia: la diversificazione dei compiti potrebbe accelerare i lavori parlamentari, ma è decisamente antidemocratico impedire l’elezione dei senatori da parte dei cittadini, ridurne il numero legalizzando il taglio netto tra il Paese reale e le Istituzioni. 

Tutto ciò non interessa la partitocrazia che negli ultimi anni , prima embrionalmente poi sempre in modo più esplicito, sta cercando di eliminare ogni atto formale e ogni vincolo tra il popolo cosiddetto sovrano e la casta politica, che dopo aver abbandonato ogni riferimento ideologico e filosofico sta rinsaldando tutto il suo “particulare interesse”  complice delle lobby finanziarie nazionali, europee e internazionali. 

Ma contenti i nostri concittadini… “non ci resta che piangere” o…….. ma per altro ci vogliono attributi culturali sempre più rari in questi tempi!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale                  Domenico    Cammarano

LA SITUAZIONE NON E’ TRAGICA, MA E’ SERIA ( di Giuseppe Torcivia )

 

DOMENICA 27 APRILE 2014

Dott. Giuseppe Torcivia

LA SITUAZIONE NON E’ TRAGICA, MA E’ SERIA

(… FLAIANO )
Da una lettera al direttore di un settimanale: “Sono residente in Germania da molti anni, a cena discutevo di politici con alcuni conoscenti, ad un certo punto un’amica tedesca dalla lingua tagliente mi chiede a bruciapelo: Marco, sai qual’è la differenza tra i politici tedeschi e quelli italiani? No, rispondo io. – I politici tedeschi prima di essere politici sono tedeschi e fanno gli interessi della Germania. I politici italiani invece non fanno gli interessi dell’Italia, ma i propri o al massimo quelli della famiglia e qualcuno anche della cosca di appartenenza “.
 E’ stata tradita quell’idea dell’Europa dei popoli che aveva caratterizzato la grande spinta iniziale di Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman.
L’euro si doveva fare, ma insieme a un governo comune europeo.
 Quando sono gli interessi a prevalere sui valori, non si va molto lontano.
Le manovre economiche degli ultimi 10 anni sono costate agli italiani 500 miliardi, mentre nello stesso periodo il debito pubblico è aumentato pure di 500 miliardi.
LE MANOVRE A CHE SONO SERVITE ?
Un italiano su tre è a rischio povertà. L’Italia è il Paese della zona euro dove le casse sono sempre vuote e il rischio di emarginazione sociale più alto.
Tutte le politiche sociali poste in atto sembrano inadeguate perchè non hanno rimesso in moto l’economia.
AUSTERITA’ – AUSTERITA’: siamo arrivati al 13% di disoccupazione, due generazioni di giovani distrutte, stipendi miserabili, pensioni da fame, precarizzazione a vita, milioni di persone senza alcuna possibilità di miglioramento, senza futuro.

RIPRESA – RIPRESA: ” Arriverà “, “stiamo per uscire dal tunnel”, mentre centinaia di imprese chiudono, migliaia e migliaia di esercizi commerciali abbassano le saracinesche, antiche e storiche botteghe spariscono, bravi artigiani buttano la spugna.

Nelle grandi città il degrado aumenta, in più regioni imperversa la grande criminalità, intere aree metropolitane subiscono una quotidiana microcriminalità, siti archeologici lasciati all’incuria per mancanza di fondi, aree turistiche abbandonate, un grande patrimonio artistico poco sfruttato.
La ” ripresa è fragile “, il debito cresce, l’occupazione peggiora.
QUESTA E’ OGGI L’ITALIA
Dovremo essere orgogliosi di essere italiani (la nostra storia ce lo permette) e invece farisei, cialtroni, marpioni, corrotti, ladri ci fanno vergognare, infangano il buon nome dell’Italia in Europa e nel mondo.
In questo nostro Paese la vergogna è una parola sconosciuta a molti politici e amministratori pubblici. E’ inutile dire loro di vergognarsi perchè sono spudoratamente senza vergogna.
SENZA IDEALI CHE COSA SIAMO ?
Questo nostro popolo sembra addormentato, intontito di fronte a partiti, movimenti guidati da personaggi posseduti dalla chiacchiera, dalla volgarità e dall’odio, dalla stupidità. dal delirio di onnipotenza, dalla menzogna.
Personaggi che in Italia fanno i gradassi e in Europa cedono alla volontà di altri, non alzano la voce per difendere gli interessi e i diritti del nostro Paese, non battono i pugni sui tavoli quando è necessario.
Oggi spesso la politica italiana vive di panzane, di parole roboanti.
Sembra di essere ritornati a tempi di MEO PATACCA…………….O FRANZA O SPAGNA PURCHE’ SE MAGNA………………………………
Il malaffare ha creato una società di indagati, indiziati e condannati.
Dicono che trovare incensurati nell’ambito delle persone che contano ogni giorno è sempre più difficile.
Abbiamo dei responsabili pubblici: “Gelosi, biliosi, vanitosi, non pensano che ai propri interessi personali” (Oriana Fallaci “La rabbia e l’orgoglio”).
Molti vivono al di fuori della triste e dolorosa realtà italiana.
Gli antichi greci dicevano: quando gli dei hanno deciso la rovina di un uomo lo fanno prima impazzire.
 Oggi nel nostro Paese siamo all’impazzimento generale. Fuori gli anziani, avanti i giovani: vanno di moda i rottamatori, giovani rampanti che considerano anche i migliori “vecchi” (della politica) superati, rincitrulliti, un peso morto.
Intelligenze, capacità, esperienze da archiviare, da dimenticare. Per costoro l’unico metro di valutazione è l’età anagrafica.
Giovani che non capiscono, molto superficiali, poco umili, che si sentono “più alti del loro sedere”.
Io li contesto questi giovani ai quali manca l’esperienza, la conoscenza delle storie degli altri e il rispetto.
Giovani che non comprendono, non vogliono capire quanto bene può portare al Paese una serena e fattiva collaborazione tra loro e le “vecchie” esperienze, tra loro e le menti migliori a prescindere dall’età anagrafica.
IL VERO PROBLEMA OGGI E’ CHE L’ITALIA HA BISOGNO DI CONCORDIA, DI UNITA’, DI ESSERE GOVERNATA E GOVERNATA BENE.
La nostra non è nostalgia del passato o avversione del presente e del nuovo, ma l’amara constatazione di una dolorosa e triste realtà che da tempo incombe su di noi e che dura fino ai nostri giorni.
Signori politici voi siete quelli che dovete fare e guidare questa nazione, ma dato che anche il meno sveglio ha capito che non siete in grado, non potete o non volete fare calate il sipario sul palcoscenico di questo “teatrino della politica” e smettetela di prenderci per i fondelli.
Questo Paese è stanco di ascoltare parole, promesse mai realizzate, di sogni regalati a piene mani, di credere nell’uomo della provvidenza di turno.
Nel 2014 sempre più italiani hanno capito che le promesse e i sogni rimarranno tali e sanno che la bacchetta magica la possiedono soltanto i personaggi delle favole e i fanfaroni.

Vecchie sceneggiate e il governo nuovo

 

In queste ore assistiamo alle solite vecchie sceneggiate politiche , che francamente ormai non interessano quasi più a nessuno. Renzi è partito male e non credo che sia una difficile profezia affermare che  proseguirà peggio. La sua proposta di legge elettorale denominata “Italicus” è la gattopardesca trasformazione del “Porcellum” ; tutto ciò è ancora più deludente, perché conferma che anche la nuova “star” politica Renzi, per la fretta di giungere al potere, non disdegna compromessi miseri, accordi indecifrabili per l’etica della giustizia e ,se ciò non bastasse, ha pugnalato anche l’amico democristiano Letta, per usurpargli una poltrona vacillante e sicuramente, ancora una volta, senza l’assenso degli elettori.

Ecco la questione primaria: per la terza volta di seguito un presidente del Consiglio assume l’incarico senza avere il consenso degli elettori, confermando una maggioranza di “quasi larghe intese” con nominati da schieramenti politici che neppure formalmente i cittadini avevano prospettato di far governare insieme. A marzo avevamo prospettato un accordo trasversale tra gli schieramenti, solo per far varare una buona legge elettorale e per sostenere l’economia e il lavoro: e non altro! A distanza di dodici mesi, gli stessi attori non hanno concluso ” un fico secco”  ( che almeno è dolce) e con un’operazione gattopardesca, alla faccia delle regole democratiche , Renzi si ripresenta con il suo bel “piglio” toscano e ci comunica che tenderà di governare fino al termine della legislatura. A questo punto evitiamo anche di andare a votare, o meglio di avvallare le scelte della casta politica, tanto noi cittadini non abbiamo mai contato nulla e ancora nulla sta cambiando!

Un’ultima nota per coloro che ancora sperano e si illudono con il  teatrino di Grillo-Casaleggio. Sempre in queste ore sentiamo ancora una volta , in pochi mesi, che” il gatto e la volpe” hanno deciso, con pseudo consultazioni sul web, che quattro senatori del M5S sono stati sfiduciati dal “territorio”, rei di aver criticato quella sottospecie  di show che Grillo ha inscenato alle consultazioni del succitato Renzi. Francamente dire che sono completamente “schifato” degli uni e degli altri, è ancora un’espressione civile per comunicare il senso di disgusto che avverto per queste sceneggiate politiche che accompagnano la nostra vita sociale Fideisticamente, ma c’entra poco con la democrazia, spero che nonostante le premesse, qualche iniziativa buona venga presa a favore degli ultimi e dei veri rovinati dalle politiche degli ultimi decenni; auspico che  una buona politica scolastica possa ridare un ruolo centrale all’educazione e alla formazione dei giovani, sempre con la collaborazione autentica di vere famiglie responsabili e preparate. Ma qui la speranza cede il posto al sogno e per questo è meglio fermarsi.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale                      Domenico Cammarano