La scuola del qualunquismo consumistico.

 

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Da pochi giorni , secondo un vecchio rituale, il ministero della pubblica istruzione ha fatto conoscere  a migliaia di docenti le sedi per il prossimo anno scolastico . In molti dovranno abbandonare la propria città , la propria regione , la propria famiglia, per recarsi  a centinaia di chilometri da casa. Famiglie divise, figli minorenni che non si sa a chi affidare o con quale genitore lasciare! Lo Stato, questo Stato governato da gente mai eletta dai cittadini o caso mai con una legge “anticostituzionale” , si permette di stravolgere il destino di migliaia di uomini e donne e dei loro figli..

Lo scempio nella scuola è iniziato , purtroppo, già da anni con leggi e leggine che hanno modificato continuamente le regole del reclutamento del personale scolastico, che hanno trasformato i direttori didattici e i presidi in “dirigenti scolastici” con super-poteri , spesso arbitrari, con il compito di gestire “l’impresa scuola” come un’azienda qualsiasi, ottimi a “pontificare” e a dettare le ultime strategie ministeriali, ma insufficienti a verificare personalmente l’andamento didattico nelle classi, dei docenti, degli allievi… carte, solo carte  e corrispondenti “file” , perché oggi la burocrazia impone una documentazione  ”informatizzata”, ma poi, poco fiduciosa in essa, la richiede anche con il tradizionale supporto cartaceo!!! Evviva la buona scuola, quella non scritta e pubblicizzata dall’attuale governo Renzi!

La nostra scuola è quella delle regole “liquide”, delle regole transitorie, dei decreti contrastanti e inattuabili, che vorrebbe ottenere le competenze funzionali all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro,ma privo di vere capacità critiche, producendo di fatto “un rotocalco itinerante”, dove l’alunno dovrebbe approcciarsi a un po’ di tutto senza saper nulla di preciso, dove le necessarie ore di lezione del mattino, vengono frantumate  e moltiplicate con interventi , pseudo-didattici, che lo coinvolgono dalle prime ore del mattino alla sera, escludendo di fatto la necessaria pratica dello studio “individuale”o “casalingo”, dove, in altri termini, quello con il fondo schiena appoggiato alla sedia , per leggere e comprendere i libri che hanno fatto e fanno la vera cultura essenziale per intere generazioni!

La nostra scuola, quella renziana-consumistica, prevede la formazione di “bamboccioni” pronti a girare il mondo per guadagnarsi da vivere,ma senza personalità, ma soprattutto per continuare a spendere per acquistare mille sciocchezze , utili solo alla macchina della produzione, per sostenere “la Dea Crescita”, il PIL Mondiale delle multinazionali ,che arricchisce pochissimi ( speculatori, banchieri, finanzieri, intrallazzatori) e schiavizza milioni di uomini e centinaia di popoli di ogni continente. 

Risultato immagine per foto manifestazioni scolastiche

Ciò che è avvilente , è la convinzione ormai diffusa anche nelle scuole, che gironzolare con la punta del naso in aria, salendo e scendendo da treni e aerei , sia la strada principale, anzi unica  per essere al passo con i tempi, con questa società globalizzata che predica e diffonde gli unici valori dei non-valori, equiparati  all’essenza della libertà. Conseguenzialmente, delle persone, delle famiglie tradizionali, dei loro affetti e dei loro sentimenti, lo Stato non se ne fa carico, anzi cerca di annichilirli per aver tra le mani non la “persona” quella descritta dalla Costituzione Italiana repubblicana, ma il singolo, l’individuo, colui che senza legami , senza quella naturale necessità di trasmettere a “qualcuno simile a sé” e legato naturalmente a se stesso, possa, di converso, “andare per il mondo  a realizzar stoltezze”, senza lasciare un segno tangibile del suo “essere” fruitore e concausa  di valori creativi.

Per l’Attuazione della Democrazia                            Domenico  Cammarano

Gli errori strutturali della scuola statale

 

Sciopero della scuola, cortei in tutta Italia

Lasciando perdere ogni ulteriore commento su “La Buona scuola ” di Renzi-Giannini, che rientra a pieno titolo in quelle “pseudo-riforme” inutili che sostanzialmente non cambiano nulla, se non per peggiorare la situazione esistente, è necessario andare controcorrente per toccare con mano la reale condizione della scuola statale, con i suoi mali cronici che richiederebbero altri interventi , possibili solo da parte di coloro che lavorano con onestà intellettuale nel settore. Ma tant’è e quindi   sono sempre gli incompetenti e i lestofanti a governare la cosa -pubblica, contro i quali c’è poco da fare, visto il disinteresse e l’ignoranza degli elettori.

Ma venendo al dunque , quali sono i mali reali della nostra scuola? In primo luogo, l’incompetenza e diciamolo pure l’assenza dei dirigenti scolastici. Basta entrare nelle scuole alle 8.30 di mattino , per costatare quanti siano i dirigenti  al loro posto per interessarsi del funzionamento ordinario e delle incombenze straordinarie , che guarda caso si presentano alle 8.00 di mattina e non alle 10.00 o a mezzogiorno! Distrazione dei dirigenti scolastici? Niente affatto ! Sono le leggi italiane che consentono a questi funzionari , un orario flessibile e decisamente “ad personam” , che  non consente ad ipotetici ispettori (sic!) verificare l’effettiva presenza settimanale , che dovrebbero essere di 36 ore.

Consideriamolo un dettaglio secondario; ma se un qualsiasi dipendente della scuola fa ritardo di qualche minuto, giustamente può essere censurato dal suddetto dirigente! Due pesi e due misure?!? Dettagli , per qualche politicante , ma che decisamente sono situazioni essenziali.  Ma lo scandalo non è decisamente sulla presenza-assenza dei dirigenti  “sul posto di lavoro” , ma la loro presunta competenza didattica! C’é da chiedersi: ma se il governo è composto da incompetenti presuntuosi, perchè dovrebbe essere concepita diversamente ogni altra istituzione statale?

Comunque è meglio spiegare in modo più esaustivo questo concetto. Con l’unificazione della funzione dirigente, da qualche anno nella scuola statale, ci ritroviamo dirigenti  che dopo aver svolto la carriera da insegnanti delle primarie , vengono catapultati  da dirigenti  in scuole secondarie e non solo! Ci ritroviamo ex-professori di liceo a dirigere istituti comprensivi costituiti da scuole d’infanzia, primarie e medie di primo grado, dove non possiedono nessuna esperienza diretta; ma non solo! Ci ritroviamo ex- professori di istituti tecnici che vanno a dirigere licei e viceversa: insomma  una gran confusione che si evidenzia , spesso, quando alle carenze didattiche di qualche docente non vi è un adeguato intervento dirigenziale che spesso, in mancanza di esperienze proprie in quell’ordine scolastico , brancola nel buio limitandosi a consigli astratti e quindi privi di efficacia risolutiva.

Non occorre essere un Piaget o una Montessori per immaginare le conseguenze: che cosa suggerirà o imporrà, quel latitante dirigente al suo docente, se non conosce  “un tubo” di ciò che si dovrebbe insegnare , in termini di contenuti e metodologie, visto che non ha mai maturato esperienze personali in quel settore della scuola? Nella migliore delle ipotesi ripeterà quello che ha studiato sui libri necessari a superare l’ultimo concorso, ma praticamente non potrà mai entrare in classe , verificare di persona con cognizione di causa  e, soprattutto, suggerire il miglior intervento possibile all’inetto docente impreparato o rincitrullito!

Insisto su questo concetto basilare : il dirigente scolastico è stato per decenni  o secoli un esperto di didattica, che non citava codici e comma a memoria nei collegi dei docenti, ma insegnava ad insegnare soprattutto agli inesperti e ai superficiali. Oggi quel ex-docente di matematica del liceo, promosso a dirigente, che “cavolo ” potrà dire a quell’insegnante delle primarie che non riesce a raggiungere i risultati  “minimi” in questa prima classe, alla luce delle sue esperienze didattiche liceali? E quell’ex-docente di scienze motorie di  scuola media di primo grado, promosso a dirigente, che cosa  suggerirà al suo docente di liceo in situazioni analoghe a quelle descritte sopra , di fronte ad una classe con scarso rendimento in latino o in filosofia?

La risposta è molto semplice: si preoccuperà degli Invalsi , del Rav , della programmazione per Assi culturali, dell’utilizzo della Lim, dei “benefici” progetti che portano nella busta paga tanti bei soldini in più, soprattutto ai dirigenti, con il semplice sforzo di qualche firma! Nelle primarie si insisterà ossessivamente di programmare ogni settimana anche il consumo della carta igienica, supponendo che tanto scrivere possa trasformare una vecchia ciabatta in una scarpetta da ballerina e, quindi, che possa attivare capacità assenti o in via d’estinzione in docenti che dovrebbero essere collocati in quiescenza.

Ma non finiscono qui le doglianze. La scuola statale sta precipitando da quando si è trasformata in azienda che può perdere la sua autonomia se le iscrizioni degli alunni diminuiscono fino a scendere al di sotto delle 600 unità. Catastrofe umanitaria! La perdita di autonomia significa che il dirigente e il direttore dei servizi amministrativi diventano “perdenti posto” e la scuola viene accorpata con un altro istituto. Per evitare questa sciagura , la scuola s’impegna  fino al paradosso: si organizzano “open day” in occasione delle iscrizioni, si aprono le porte dell’istituzione scolastica e si promette di tutto,  con le stesse tecniche con le quali   si pubblicizzano i prodotti commerciali: un’iscrizione  in più o un “nulla osta” possono cambiare il destino di quell’istituto! Quindi addio bocciature , quando sarebbero meritatissime, e anche le sospensioni di giudizio devono essere limitate e sostenute psicologicamente, tanto da far percepire che con un semplicissimo test , tutti saranno promossi a fine agosto, anche se dovessero dimostrare di saperne di meno rispetto agli scrutini di giugno ( sic!).

Se non sto vaneggiando, “La buona scuola” non risolve nessuno di questi problemi, ma conferisce solo più poteri ai dirigenti che , francamente, in diversi casi potrebbero anche risultare superflui o dannosi! Il personale e i docenti  non più all’altezza della situazione dovrebbero avere la possibilità di essere collocati dignitosamente in pensione, senza sperare che aggiornamenti sul “primo soccorso” o sulla “sicurezza” unitamente alla costante ossessione per le programmazioni delle inezie, possa congiuntamente alla compilazione dei registri elettronici, ridestare o far nascere  competenze didattiche adeguate alla preparazione degli studenti. La scuola per essere credibile e funzionale al suo ruolo non deve apparire , ma essenzialmente essere palestra di formazione e di cultura. Il resto sono chiacchiere da bar  e stratagemmi per distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi e dalle necessarie soluzioni, il che è proprio della politica!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale             Domenico  Cammarano

La pessima scuola del regime renziano

 
Autonomia presidi scuola

E’ notizia di ieri sera l’approvazione della riforma della scuola del governo Renzi, che in una conferenza stampa ha annunciato con la solita enfasi qualunquista il nuovo traguardo raggiunto dal suo governo. In sintesi Renzi ha  illustrato attraverso delle slides i punti principali della riforma. I presidi  sceglieranno i professori sulla base dei curricula che saranno pubblici in appositi albi. Dovrebbero ritornare gli scatti di anzianità per i professori, ma con una cifra aggiuntiva sul merito. Le modalità su cui ciascuna scuola premierà saranno decise dal preside, ha spiegato Renzi, aggiungendo che sono stati messi in campo 200 milioni dal 2016. Ci sarà un bonus annuale di 500 euro  ai professori da spendere per finalità culturali, a partire da settembre 2015. Grazie all’organico funzionale, poi, non ci saranno mai più classi pollaio, né supplenti, ha aggiunto ancora Renzi,  e gli stessi presidi saranno poi valutati. Infine saranno assunti 100 mila precari .

Alcune considerazioni veloci! Ma i precari da assumere non dovevano essere 150 mila? Le solite distrazioni del premier!   Dopo questa non lieve dimenticanza , con l’attuale riforma sappiamo  che definitivamente nelle nostre scuole sarà istituzionalizzata la figura storica del “lacchè” ! Ormai lo strapotere dei presidi consentirà di assumere e quindi “licenziare!” i docenti, stravolgere le graduatorie dei trasferimenti , nominare , di fatto, qualche giovane “pivellino”, molto lacchè, nella scuola sotto casa e magari costringere qualche anziano docente, che senza troppa riverenza “gli rompe le uova nel paniere” , ad essere trasferito al “confino politico”!

Le nostre scuole assomiglieranno sempre di più ai nostri partiti  e  all’attuale governo: il ras emergente si attornierà di sbarbatelli e giovani signorine che strombazzeranno i “desiderata” del dirigente, senza mai alzare lo sguardo, mentre chi non è abituato ad abbassare la testa o farsi comprare con i soliti regalini derivanti dal “progettificio d’istituto”, non acquisirà i necessari “meriti” e quindi sarà costretto a vedersi ridimensionare anche lo stipendio.

La  vera “Buona scuola ” ha bisogno di investimenti per rendere agibili e sicuri gli edifici scolastici; la “Buona scuola ” ha bisogno di respirare aria di libertà , di ridimensionare lo strapotere dei presidi a favore delle delibere del “Collegio dei docenti”,  il vicepreside deve essere di nuovo di nomina dei docenti per bilanciare l’onnipotenza dirigenziale; il mercato delle iscrizioni, che ogni anno diventa sempre più “stomachevole”, DEVE ESSERE ELIMINATO ( che cosa non si fa per ottenere qualche iscritto in più, soprattutto quando è in bilico l’autonomia dell’istituto !!!!), la scuola deve progettare in base al criterio del “bene” inteso come sapere funzionale alla formazione del cittadino e non in base all’utile di qualcuno e degli interessi  ”politici” di altri. La  buona scuola , invece di confondere le idee con tanti corsini e progettini pomeridiani,  deve insegnare soprattutto ai giovani a saper vivere nella società e per la società , insomma i giovani devono imparare di nuovo a far politica da protagonisti e mai a rimorchio di “vecchie baldracche” o di  ”squallidi magnaccia”  o di abominevoli  ”salvatori della patria”.

E infine , la scuola privata , come recita il dettato costituzionale non può e non deve ricevere finanziamenti diretti o indiretti dallo Stato. E ho detto quasi tutto per oggi!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale     Domenico  Cammarano

Quale “Buona scuola” oltre le chiacchiere?

 

LA SCUOLA SENZA INCOMPETENTI E POLITICI….FORSE SARA’ BUONA!

Tra le tante o troppe chiacchiere che stanno generando le iniziative politiche di Renzi, quelle sulla “Buona scuola” proposta dal suo governo rappresenta la “cartina di tornasole” per verificare l’attendibilità di certe sortite e strombazzamenti teatrali ,che vorrebbero preannunciare chissà quali cambiamenti epocali.

Leggiamo in questi giorni, dopo aver dato alle stampe il “vademecum” di tutte le riforme scolastiche, che già dall’anno prossimo 150.000 precari verranno assunti nella scuola, per poi modificare tale cifra e arrotondarla a 200.000  proprio in queste ore.E già… con le chiacchiere si cambia tutto! Anche gli anni scolastici , con il riordino dei cicli nelle superiori non si distinguono più in biennio e triennio, ma, udite! udite! in primo biennio… in secondo biennio e per l’ultimo anno , quello che una volta era il quinto, ora è il riformato “monoennio”! Sai le risate quando dovremmo recuperare notizie sulla carriera scolastica di chicchessia, magari per saper dati sul secondo anno ,  del primo o del secondo biennio? e poi per concludere il ciclo,il diploma acquisito dopo il “monoennio”!!!!

E mentre ci si trastulla con tante nuove sigle, acronimi come le “Clil”, giusto per suggerire la nuova trovata pubblicitaria del ministero della Minerva, che richiede l’insegnamento di una disciplina scientifica in  lingua inglese, noi ci troviamo con classi liceali che dall’inizio dell’anno scolastico , ad oggi, ancora non hanno iniziato un’ora d’Italiano per mancanza del docente, e tutto questo perché tra Presidi e Provveditorato non si riesce a definire chi deve nominare il supplente, quando una cattedra risulta di fatto vacante!!! E poi vogliono venirci ad insegnare  ”La Buona scuola” !

Voglio concludere brevemente, con un’altra “perla” di questa “Buona scuola” governativa:sono stati spesi fior di quattrini per “arredare” le nostre scuole con computer e Lim  con la modica spesa di circa 5.000 euro per ogni aula. Nel mio liceo sono stati investiti 150.000 euro per “arredare” 25 aule, ma ad oggi non funziona nulla, tutto deve essere ancora collaudato e quindi il nostro registro elettronico, che ci è stato imposto senza aggiornamento, va compilato dopo l’orario di servizio, annotando i dati relativi ad assenze, valutazioni, giustifiche  e argomenti delle lezioni, prima  su un’agenda personale e  poi , una volta terminata la lezione, sul registro elettronico ma da un computer diverso da quello impacchettato e inutilizzabile presente nell’aula della scuola!

Ora se questo è il prologo della “Buona scuola” delle chiacchiere , io professore  che ha iniziato negli anni Settanta nella “Vecchia scuola” , preferisco quest’ultima dove all’inizio dell’anno scolastico avevo i miei registri da poter compilare da subito in classe , davanti ai miei alunni, dove  si nominava “ad horas” il supplente per una cattedra scoperta e che con tanti soldi a disposizione si dava lavoro a tanti precari e si accomodavano le scuole o se ne costruivano di nuove, invece di sperperare denaro per beni inutilizzabili e che comunque  dopo tre o quattro anni dovranno solo essere rottamati. Ai posteri onesti il giudizio definitivo, ma non certamente ai logorroici che ci governano.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale                   Domenico   Cammarano

La Buona scuola “politica” del governo Renzi

 

L’ipotizzata riforma scolastica proposta dal governo Renzi, fatta ancora una volta con le chiacchiere e con quel sistema gattopardesco, che vorrebbe cambiare tanto rinnovando, come al solito,  al  “quadro” solo la cornice o neppure quella , rispolverando al massimo solo il vetro, conferma che il governo dei “giovanotti e belle signorine” sta generando solo altre divisioni e diverse illusioni, senza concludere nulla di concreto.

I problemi italiani strutturali ed economici, non si risolvono con la riforma del Senato, con l’eliminazione delle Province , con gli ottanta euro elargiti ai lavoratori più disagiati, ai quali si da cinque e si toglie , con altre tasse, dieci!

Ritornando immediatamente al problema sollevato da “La buona scuola” di Renzi, le reazioni dentro e fuori dalla scuola sono (e non poteva essere altrimenti) decisamente negative o, nella migliore delle ipotesi,  scettiche.

Vediamo un po’ perché! In primo luogo quest’ennesima parodia della sceneggiata dal titolo “armiamoci e andate” propinata ai docenti, non è credibile per alcune semplici costatazioni. In primo luogo per migliorare qualcosa, e in modo particolare l’organizzazione fondamentale della  formazione e preparazione culturale dei giovani , occorrono seri investimenti e non solo promettere di dare un incarico a tempo indeterminato a chi di fatto già opera nella scuola da anni e chiede solo, giustamente,  una stabilità contrattuale che superi l’iniqua condizione di tanti lavoratori della scuola.

Di fatto, se il governo Renzi dovesse mantenere le sue promesse, all’inizio dei prossimi anni scolastici non dovremmo più ritrovarci a cercare, dopo le prime settimane di lezioni, docenti per completare l’organico di ogni istituto scolastico, ma fin dall’inizio delle lezioni, ogni unità scolastica si ritroverebbe con un organico adeguato alle proprie esigenze operative.

Quello che comunque non cambierà, dopo aver letto le “belle” proposte governative, è l’adeguamento stipendiale, peraltro già codificato da decenni di vita repubblicana, che generalmente riguardano il rinnovo dei contratti di lavoro e gli avanzamenti di stipendio per anzianità. Inoltre il lavoro docente, avendo una specificità unica che riguarda la formazione dei giovani, dovrebbe prevedere una flessibilità per il pensionamento in quanto si può argomentare sostenuti da tutti i possibili sillogismi pseudo-aristotelici, ma  se vengono meno le energie insieme alla necessaria lucidità, c’è poco da chiedere in termini di rinnovamento e messa in discussione delle vecchie metodologie d’insegnare e programmare, perché  comunque non si “cava un ragno dal buco”!

Ma al di là delle situazioni “limite”, che pure andrebbero previste e risolte dignitosamente, una “buona scuola” è possibile realizzarla solo eliminando le “classi pollaio” , che sono istituzionalizzate per legge, e le “classi ghetto” che sono un retaggio anche di pessime dirigenze scolastiche e di situazioni  comunque legate a scarse risorse professionali, economiche e strutturali, ancora diffuse nella scuola italiana. In termini concreti, superare i venticinque alunni per classe, significa voler creare  tutti i presupposti per far della scuola una “pessima scuola”!

I nuovi “congegni” elettronici, computer, internet,  tablet,  lim , registri elettronici ecc. ecc., servono solo per creare “l’apparenza” del rinnovamento e sicuramente per sostenere le aziende che li producono, mentre la “buona lezione” si realizza essenzialmente quando l’insegnante può dedicare il suo “tempo lezione”  alla classe ma soprattutto ad ogni singolo alunno. Ergo, le “classi pollaio” con o senza computer eliminano la possibilità di quel tempo necessario alla lezione individuale, soprattutto quando, sempre per “apparire” rinnovate, le scuole optano per le  “settimane corte”  con ore di lezioni curricolari ridotte a  cinquanta minuti, che sistematicamente  non vengono mai recuperate dagli alunni,  nonostante le alchimie legate ai progettifici scolastici ( Pon, Pof ecc. ecc.) unica opzione per arrotondare le limitate entrate dei docenti.

Ora  sembrerebbe che proprio attraverso “la scuola dei progetti” che creano per lo più ingorghi pomeridiani e sottraggono, spesso, il tempo necessario da dedicare allo studio individuale delle materie caratterizzanti i vari corsi di studio, faccia la differenza  per individuare i docenti “meritevoli” di aumenti stipendiali, rispetto alla maggioranza  che nonostante le reiterate modifiche legate all’età pensionabile, resistono in attesa della giusta pensione, facendo sempre il loro dovere in termini di sicura qualità legata all’esperienza accumulata da anni  d’insegnamento.

Essenzialmente “La Buona scuola” del governo Renzi, crea solo chiacchiere e divisioni all’interno della scuola, che servono ancora una volta a distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi reali, che non si sanno e non si vogliono risolvere.  I presupposti di una reale buona scuola, dovrebbero partire “ricreando” le istituzioni che devono formare gli insegnanti del futuro e ancora aggiornando seriamente il personale in servizio ( dirigenti compresi ), invece di acquistare solo nuovi strumenti che solo pochi sanno usare e utilizzare a supporto costruttivo della propria didattica e non come “fenomenologia da baraccone” per “apparire” innovativi! Ad esempio, per far lezione con la “Lim” occorrono corsi di formazione tecnica  e a seguire competenze specifiche per trasformare i vecchi grafici e  schemi della lavagna in  qualcosa che possa “recuperare” l’attenzione degli alunni, sempre più psicodipendenti  da “facebook” e suoi derivati. Ma credo che il problema non sia solo legato ad  un  utilizzo più o meno adeguato del computer nella scuola , ma alla ridefinizione dei valori umani e formativi  condivisi, che sottendono altre “filosofie” che non trapelano da “La buona scuola” dei giovani  ministri di Renzi.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale      Prof. Domenico  Cammarano

In arrivo nuovi blocchi degli stipendi statali : una storia che si ripete dal 2010.

 

Renzi e il Ministro Madia della  Pubblica Amministrazione.

Si prospetta  un’altra batosta per il pubblico impiego. I contratti degli statali, già bloccati dal 2010, rischiano di rimanere congelati fino al 2020. Circolano voci poco rassicuranti che il governo potrebbe imporre un’ulteriore proroga rispetto al termine del 2017, già deciso dal governo Letta. Nel “Documento di economia e finanza” varato dal governo e pubblicato in versione definitiva non è prevista, infatti, alcuna erogazione di spesa per il rinnovo contrattuale. Al contrario, si legge nel Documento, “nel quadro a legislazione vigente la spesa per redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche è stimata diminuire dello 0,7% circa per il 2014 per poi stabilizzarsi nel triennio successivo e crescere dello 0,3% nel 2018, per effetto dell’attribuzione dell’indennità di vacanza contrattuale riferita al triennio contrattuale 2018-2020″. Nel Documento si prevede di pagare per il 2018 la nuova indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio 2018-2020, finora congelata, perché non si ha in programma un rinnovo. Viene confermato anche il blocco del turn-over fino al 2017.

Quindi il blocco degli stipendi, non appare , una delle tante bufale “ferragostane” messe in giro dai giornalisti per vendere qualche copia in più, ma un coerente prosieguo della politica dei governi italiani che , oggi più che mai, non si differenziano più per nessuna diversità sul piano delle strategie politiche  e ideologiche.Da Berlusconi a Monti, da Letta a Renzi la musica non è cambiata! Si chiedono sempre più tasse  a chi pur volendo non può non pagarle, si diminuiscono gli stipendi e si propongono di aumentare le ore settimanali di lavoro, si allontana sempre più la possibilità di andare in pensione in tempi ragionevoli e quei pochi che ci arrivano vivi, non vengono neppure sostituiti dai tanti giovani e precari che attendono da anni un lavoro stabile.

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<p>Stefania Giannini su 'Chi' Copyright Phpressagency</p></p><br /><br /><br />
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Stefania Giannini Ministro della P.I.

Ora per continuare a distrarci , i media a servizio del potere, ci ripropongono quotidianamente resoconti sui “tour” del toscanello Renzi, le interviste delle sue giovani ministre e guarda un po’, nelle ultime ore, le prime tette  al vento  di una ministra della P.I., che dopo tante esternazioni, non ha trovato nulla di meglio per assolvere ai  suoi impegni pubblici. Però possiamo dire di aver trovato finalmente qualcosa di tipicamente anticonformista in questo governo di quasi centro-sinistra!

Di fronte a questi spettacoli e soprattutto a queste politiche che puntualmente si ripetono, dopo aver ascoltato le rituali proteste dei nostri disarmati sindacati e ai loro appassiti proclami di “scioperi e mobilitazioni generali”, giusto per spillare altri quattrini da uno stipendio già in crisi, io propongo lo sciopero  silente, l’opposizione quotidiana a tutte quelle riunioni e straordinari, che soprattutto nella scuola, servono solo a curare “l’immagine” dell’istituzione in mancanza di concreti miglioramenti e , quindi, fatte  onestamente le proprie ore d’insegnamento, abbozzare ogni altra imposizione di lavoro e opporsi fermamente a quelle miriadi di attività di non insegnamento che per diversi dirigenti scolastici , sempre più funzionari e sempre meno “didattici”, sembrerebbero la “quinta essenza” del rinnovamento didattico! Insomma se tu governo ci paghi di meno allontanando l’età pensionabile, l’unica risposta coerente è: lavoriamo di meno! E allora niente progetti, niente supplenze, niente aggiornamenti del kaiser, niente scartoffie per programmare, magari illustrando con grafici sulla Lim,  anche il quantitativo di carta igienica che mensilmente verrà utilizzato dalle nostre classi. E a buoni intenditori poche parole!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale     Prof.  Domenico  Cammarano

Riformiamo i riformatori della scuola.

 

Il diritto ad esprimere opinioni è sacrosanto e sancito dalla nostra Costituzione: tutti lo esercitiamo in ogni dove, anche con sillogismi parziali e argomentazioni logiche approssimative. Ma tant’è  e nell’ambito del diritto alla libertà,  esprimere anche cavolate, è inevitabile e non può essere censurato a chicchessia , seppur con qualche riserva di ordine sociale e istituzionale. 

In effetti quando ad esprimere opinioni sono i rappresentanti dei cittadini nella loro veste istituzionale e i funzionari dello Stato, la faccenda cambia sostanzialmente. Per  principio, queste categorie di cittadini dovrebbero pontificare solo quando sanno di che cosa stanno parlando , avendo cognizioni di causa, ossia scienza sull’argomento che vogliono trattare o addirittura riformare.

Questa necessaria premessa è correlata con un’altra stravaganza odierna, che vede ancora una volta i nostri ministri  e nella fattispecie  l’onorevole Giannini, ministro della pubblica istruzione, che in queste ore ci ha regalato un’altra delle sue perle sulla scuola a discapito , ancora una volta dell’intero sistema , dimostrando  di non conoscerlo affatto.

Si parte dal presupposto che dal comparto scuola bisogna risparmiare più di un miliardo di euro e per questo si inizia a prospettare il raddoppio dell’orario settimanale di servizio dei docenti, dopo aver tagliato già i loro stipendi e allungato fino alla decadenza fisica e mentale l’età pensionabile.

Ma veniamo al dunque! Oggi nelle medie e nelle superiori un docente lavora 18 ore settimanali, più 80 ore l’anno di consigli di classe e d’istituto. Il resto, non è contabilizzato: cioè  preparazione delle lezioni, correzione degli elaborati scritti, un minimo di aggiornamento. Il Ministero dell’Istruzione  Stefania Giannini chiede, invece, una disponibilità doppia e certa: 36 ore per tutti, trasformando questa “bella proposta” in  legge delega prima del 15 luglio.
Per quanto concerne il nuovo contratto, che riguarda un milione di insegnanti, ci saranno anche aumenti di stipendio a chi si prende responsabilità e offrirà competenze specifiche. Inoltre, scatti d’anzianità invariati e premi nello stipendio fino al 30 per cento per i docenti impegnati in ruoli organizzativi (vicepresidi, docenti senior) o attività specializzate (lingue e informatica). In cambio il ministero chiede agli insegnanti una maggiore disponibilità: più ore a scuola per lo stesso stipendio.
Tra gli altri provvedimenti, si prevedono anche  la copertura gratuita di  supplenze interne (grazie alle 36 ore di lavoro settimanali) e  una riforma sull’accesso all’insegnamento. Si elimineranno le vecchie graduatorie con oltre 154 mila iscritti, e inoltre, le graduatorie d’istituto con 467 mila precari. Si diventerà insegnanti solo con una laurea magistrale e una stagione di tirocinio in classe!!!

A parte quest’ultima proposta che già  da anni è in essere nelle nostre istituzioni scolastiche, tutto il resto è frutto solo di calcoli ragionieristici per far risparmiare soldi allo Stato , sempre più indebitato e mal amministrato, senza nessuna logica didattica sia dal punto di vista degli alunni , sia dal punto di vista dei docenti.

E passiamo alla scienza in  termini di conoscenze dell’istituzione scolastica, per riaffermare alcune cose ovvie e conosciute da secoli: in primo luogo prolungare l’orario scolastico può avere solo una valenza di ordine pratico  nella scuola primaria dove per le famiglie, avere un’agenzia qualificata che faccia anche da “baby sitter” ai propri figlioli è una necessità e non un’esigenza di ordine educativo-formativo, in quanto è noto che il lavoro produttivo d’apprendimento non  va oltre le ore dodici; dopo le prime tre o quattro ore  bambini o adolescenti non rendono più e solo gli espedienti dei docenti più esperti può mantenere un clima scolastico che eviti confusione , agitazioni, distrazioni e altri fenomeni improduttivi che ben conoscono chi veramente opera nella scuola e non va pontificando senza aver mai svolto il ruolo docente.

In secondo luogo, anche per i docenti che devono coordinare la lezione, con spiegazioni e un dialogo con la classe e il singolo alunno, dopo alcune ore rendono di meno, come normalmente avviene in qualsiasi ufficio, con la differenza sostanziale che relazionarsi con dei ragazzi , non sempre disponibili al lavoro d’apprendimento che impongono i programmi ministeriali sempre più ricchi e pretenziosi ( vedi anche le contestate prove Invalsi) non è proprio la stessa cosa in rapporto a  chi tratta  pratiche e fascicoli vari!!! Ma la nostra ministra Giannini non ha considerato tutto questo… Lei ha considerato solo che si risparmieranno un bel po’ di milioni aumentando le incombenze ai docenti ed eliminando la figura   del supplente non di ruolo.

Per noi di Neodemocrazia sociale , la scuola va riformata, ma non sovraccaricando ancora i docenti che dai vent’anni di  contributi per la pensione, nell’arco di pochi decenni sono passati ai 45 anni per una pensione “sociale”, senza dimenticare le ore perse  a riempire scartoffie inutili e incontri improduttivi ( collegi, consigli, pseudo aggiornamenti sugli incendi  e il primo soccorso, quest’ultimi utili economicamente solo per chi li organizza!); noi pensiamo con scienza e coscienza che la scuola può migliorare solo ed esclusivamente riducendo drasticamente il numero degli alunni per classe,eliminando le classi pollaio e rintroducendo quel personale qualificato per sostenere i portatori di handicap e soprattutto lasciando che gli operatori scolastici possano andare in pensione quando fisiologicamente non hanno più l’energia necessaria per operare in  modo produttivo  con i propri alunni. Tutto il resto sono iniziative farraginose  che affondano ancora di più la nostra scuola perché concepite da incompetenti e demagoghi che senza la necessaria esperienza pensano di modificare la struttura dell’edificio, causandone solo l’inevitabile crollo!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale          Prof.    Domenico  Cammarano

Test universitari e liceali allo sbando

 

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Ormai sono decenni che il Ministero della Pubblica Istruzione opera meglio, quando non attua una delle sue periodiche riforme  o modifiche ai percorsi formativi, dalla  scuola d’infanzia all’università. Ministri incompetenti, sostenuti da dirigenti ministeriali altrettanto superficiali e inesperti, hanno solo generato danni vistosi alla scuola e all’università italiana, con modifiche o pseudo riforme da archiviare al più presto possibile, quando l’Italia avrà finalmente un governo e una classe politica onesta e preparata.

Tra le novità concepite dagli ultimi ministeri della P.I. , logica espressione di governi inefficienti, merita il nobel per l’incompetenza scolastica l’ultima scellerata novità attuata a danno degli studenti dell’ultimo anno della scuola superiore, che dal mese di febbraio sono costretti a sospendere i loro studi scolastici per prepararsi e sottoporsi ai tanto contestati “test per l’accesso ai corsi di laurea universitari”, che ormai dilagano dal nord al sud d’Italia,  con dispendio evidentissimo di soldi e di tempi utili per la preparazione all’esame di stato! Tutto questo, perché le università devono monetizzare con le tasse che ripetutamente devono versare coloro che in ogni luogo d’Italia tentano la “lotteria” del superamento dei test per potersi immatricolare a settembre al corso di laurea prescelto.

Precedentemente, ho già criticato la metodica posta in essere dal nostro Ministero, che con il numero chiuso  a quasi tutti i corsi di laurea, di fatto, limita da anni, il diritto allo studio, mentre  arricchisce le università, con la lotteria dei test d’ingresso a danno delle famiglie dei nostri studenti. Ma nessuno ne parla, con la complicità dei partiti di ogni schieramento politico e dei sindacati della scuola, che ormai fanno solo da ornamento ai governi nostrani, perdendo sempre più di credibilità e soprattutto d’iscrizioni.

Ma se ciò non fosse sufficiente a definire nefasta e deleteria  la politica scolastica degli ultimi anni, con forza e con rabbia devo affermare che quest’anno, il Ministero e le Università stanno creando ulteriore caos  e disorientamento nei nostri giovani studenti dell’ultimo anno delle superiori. Per esperienza diretta e professionale , devo costatare che nelle nostre scuole, gli studenti da febbraio stanno facendo registrare un crollo vistoso nel rendimento e nella preparazione scolastica, perché sempre più presi  a studiare manuali vari per i test d’ammissione alle Università di tutta Italia e per le Accademie delle forze armate . Al culmine dell’approssimazione istituzionalizzata , quasi tutti i licei hanno fatto a gara per organizzare corsi pomeridiani ( indovinate un po’ ?) per sostenere i propri studenti a preparare i test universitari!!!

Ora vorrei chiedere a tutti questi “Soloni” delle scienze dell’educazione e della formazione: a giugno , agli esami di stato, quali saranno i contenuti delle discipline ai quali dovranno sottoporsi i nostri studenti? Cosa chiederanno le Commissioni d’esame ai nostri ragazzi? Le prove d’esame terranno conto dei contenuti studiati per prepararsi ai molteplici test universitari oppure ancora tutto l’esame ruoterà sulla vecchia e sempre attuale letteratura italiana, la storia del Novecento e la scienza della terra?

Insomma se avessero lasciato stare i nostri studenti , alle tradizionali incombenze, già così difficili d’affrontare in vista degli esami di stato, per poi , successivamente solo dal mese di agosto   iniziare la preparazione per accedere ai corsi di laurea, non sarebbe stato più onesto,  più corretto e soprattutto più pratico? Ma naturalmente gli scienziati che ci governano e le lobby universitarie hanno orizzonti e interessi molto più ampi di un modesto professore di liceo … e questo chiude il discorso, anche perché i diretti interessati con le loro famiglie sanno solo subire essendo privi di una formazione politica adeguata.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale            Prof. Domenico  Cammarano

LA RUBRICA DELL’EDUCATORE ( di Elena Babetto)

 

mercoledì 19 marzo 2014

I NOSTRI FIGLI IN CAMPANE DI VETRo

Riflettendo sulle molteplici differenze e sulla trasformazione  dei contesti educativi odierni è nata in me una riflessione in merito al forte contenimento che noi genitori diamo ai nostri figli, impedendogli così di vivere la realtà che li circonda. I tempi cambiano. L’infanzia oggi non può essere paragonata alla nostra e tanto meno lo sarà quella dei nostri nipoti. E quindi? Come ci si deve comportare nei loro confronti? Beh, innanzitutto evitando di farli vivere nell’immaginario che non ha nulla a che vedere con ciò che accade. Potrebbe essere un bel punto di partenza. Ogni età ha i suoi filtri e li deve avere per una sana crescita mentale ma filtrare non significa cotonare, tanto meno nascondere. Spiegare ciò che succede oggi non può più essere vista come una scelta di vita ma lo si dovrebbe sentire come un dovere morale nei loro confronti e nei confronti di chi condivide con noi questo mondo. Un obbligo assoluto in quanto attori nell’era del consumismo sfrenato e delle multinazionali che, per farci vivere bene, sfruttano i bambini nati in paesi meno fortunati del nostro, bambini che ci garantiscono abbigliamento e giochi firmati. Lo so che siete perfettamente consapevoli che funziona così, solo non ci pensate. Dopotutto la vita è una corsa, si hanno già così tanti problemi.. cosa potremo fare noi per cambiare questa realtà troppo distante e troppo grande? Forse, in un primo momento, sarebbe abbastanza evitare di far finta di nulla.

I nostri figli hanno il diritto di sapere in quale contesto nascono e in quanto persone, hanno il diritto di decidere come comportarsi. Ogni informazione, ogni riflessione, ogni concetto che introdurremo nel loro vissuto concorrerà a formarli e a formare la loro struttura mentale; il loro modo di essere.
Video giochi, ipad, pubblicità commerciali STUPIDE che continuano a distinguere giochi per bambine e per bambini, che continuano a dirigere le loro scelte e preferenze, hanno tolto la qualità del loro tempo e del nostro tempo con loro. Quando finirà il video gioco, quando passerà la moda delle scarpe con le 2 farfalline luminose e pubblicizzeranno quelle con le 3 farfalline luminose cosa pensate che sentiranno? Un senso di appagamento perché nonostante tutto, hanno le scarpe con le 2 farfalline oppure una grande soddisfazione per aver finito il difficilissimo gioco durato ben 4 ore che li han tenuti incollati a quella tv tanto da renderli ebeti? Mi dispiace deludervi ma la risposta è no. Dentro di loro avranno un grande vuoto e saranno sopraffatti dalla noia. Frustrati, andranno alla ricerca di altro per colmare questo loro inappagato bisogno di sfogarsi. E magari vi arrabbierete con loro perché quel gioco è costato tanto e imputate questo comportamento ad un capriccio!
Avete mai portato vostro figlio in un negozio di commercio equo e solidale? E voi ci siete mai stati?  Quelle belle scarpe firmate che indossate e quel pallone da calcio cucito alla perfezione A MANO, i vostri figli sanno da dove proviene e chi l’ha cucito? Toh! Basta una ricerca in qua e in là e salta fuori che l’ha cucito proprio un coetaneo che per sua sfortuna è nato in un altro paese. Già. Magari se cercate meglio potrete anche vedere le foto di quel probabile bambino. In quel caso cosa fareste? Informereste vostro figlio, gli fareste vedere la foto? Condividereste con lui questa informazione oppure no? Tanto lo verrà a sapere comunque non è vero? Quando crescerà. Perciò perché dirglielo ora, perché rovinare questo suo momento di gioco spensierato con questa triste e scomoda verità?
Per una volta cari amici ragioniamo nel senso opposto. Perché non optiamo per la scelta di dirgliela ora la verità, di dirgliela noi, i loro genitori per la quale nutrono una profonda stima e rispetto (almeno fino ai 6 anni…) e sperare che nel loro meraviglioso percorso di vita abbraccino uno stile di salvaguardia, uno stile attento al prossimo o magari anche un impegno attivo nel sociale? Forse lo avranno lo stesso o forse no ma perché non attivare quelle capacità che sono già potenzialmente presenti in lui in qualità di individuo, aiutandolo a divenire una Persona degna di questo Mondo? Passiamogli la presunzione di poterlo cambiare questo Mondo e di renderlo migliore. Diamogli questa straordinaria  opportunità.
Pubblicato da  in “Evoluzione di una donna”