QUALE LEGGE ELETTORALE?Le ipotesi di N. D. S.

 

 

logo-per-ok-notizie            NEO DEMOCRAZIA SOCIALE  per L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

In questi giorni abbiamo assistito all’ennesima frode consumata dalla partitocrazia italiana a danno del cosiddetto popolo sovrano.  Onore e merito al Movimento 5 Stelle che ha protestato dentro e fuori dall’aula parlamentare ,  alle briciole della sinistra italiana  e a “Fratelli d’Italia” del centro destra che si sono opposti agli “inciuci” dell’oligarchia italica. Ma tant’è  e alla Camera il Rosatellum 2 è già passato  con il voto di fiducia.

Ricordo a questa “gentaglia” che già 2500 anni fa in Grecia un certo Tucidide in “Guerra del Peloponneso” ( chissà tra i tanti diplomati del governo se qualcuno l’ha studiato!!!)  a proposito del concetto di democrazia di  Pericle  scriveva :” Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e, benchè soltanto pochi siano in grado di dar vita a una politica , noi siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione  come un ostacolo sulla strada  dell’azione politica, ma come indispensabile  premessa  ad AGIRE SAGGIAMENTE….” !!!

Aldilà del metodo , comunque  abominevole, il Rosatellum 2 è la copia riveduta e corretta degli altri aborti precedenti e , naturalmente del “Porcellum”.

Con questo abominio di legge elettorale, si conferma la tendenza a considerare gli elettori una categoria di analfabeti, buoni solo a mettere un segno di croce su una scheda elettorale per confermare le scelte dei partiti ( e che partiti !!!) , che  con un confusionario intreccio tra proporzionale e uninominale , portano in parlamento maggioranza e deputati di esclusivo gradimento delle poche segreterie politiche che giostrano al governo da più di vent’anni.

Quindi ancora una volta gli elettori non potranno scegliersi i propri candidati né con le primarie, né con il voto di preferenza; ancora una volta il partito che raccoglierà un voto in più rispetto agli altri, ma con percentuali anche al di sotto del 35 % , con un premio di maggioranza vincerà le elezioni con il 55% circa di seggi in parlamento! ERGO  TRATTASI DI UNA PORCATA BIS !

Comunque gli addormentati Italiani, che pensano a scontrarsi solo per il calcio e altri sport di massa, che pensano di risolvere le loro problematiche economiche con le lotterie  e le scommesse, che si ingegnano per i viaggi , le gite e  le cene di fine settimana, oltre ad inebetirsi davanti ai programmi televisivi demenziali del nostro regime partitocratico , avranno presto modo di capire dolorosamente gli effetti di questa nuova legge elettorale.

Per Neodemocrazia sociale, invece il punto di partenza di una buona legge elettorale,  inizia con l’istituzionalizzazione delle primarie in ogni collegio elettorale e per ogni partito che vuole presentarsi ad una competizione elettorale locale o nazionale. I candidati dovrebbero essere solo quelli che risiedono nel collegio e nominati, attraverso le primarie, dagli stessi iscritti dei singoli partiti: mai e poi mai listini decisi a tavolino dalle segreterie dei partiti !!!!

Definita dagli elettori le liste da presentare alle consultazioni elettorali, il sistema per eleggere i rappresentanti del popolo dovrebbe essere solo quello proporzionale che sicuramente  garantisce   le minoranze di ogni tipo. 

Naturalmente in un sistema tripolare è facile che dalle urna non emerga nessuna maggioranza del 50% + 1  per poter governare democraticamente . La nostra Corte Costituzionale , sempre più espressione   di questa partitocrazia , l’anno scorso ha sentenziato che il ricorso al ballottaggio , come avviene per l’elezione dei sindaci in Italia o anche per eleggere il presidente della repubblica in Francia, che non mi sembra una nazione meno democratica della nostra,non è in sintonia con la nostra Costituzione (sic!) . Chissà perché ? Le motivazioni addotte ? Degne degli azzeccagarbugli!

E allora? Con il ricorso al ballottaggio sono sempre  gli elettori a decidere tra i due partiti maggiormente votati chi debba avere la maggioranza in parlamento e , conseguentemente , la possibilità di formare un nuovo governo. Invece con il Rosatellum 2 ?

Facilmente  alle prossime elezioni avremo tre coalizioni o   partiti singoli senza nessuna maggioranza e quindi si andrà per la seconda volta alla formazione di un  governo con ammucchiate tra centro-sinistra e centro destra impresentabili , che giustamente fanno aumentare la disaffezione degli elettori verso le urne, peraltro molto gradita all’attuale oligarchia partitocratica.

Un buon presidente della repubblica piuttosto che avvallare certi inciuci dovrebbe sciogliere le camere e indire nuove elezioni… ma ciò non giova alla cosiddetta casta e quindi , aldilà di eventi eccezionali, mala tempora currunt ! ovvero se gli elettori non inizieranno a svegliarsi  saranno “cavoli acidi a merenda” per tanti Italiani soprattutto per i giovani e le categorie più deboli, ancora più indeboliti dalle recenti invasioni incontrollate che stanno generando disastri  finanziari e tensioni sociali.

Per l’Attuazione della NeoDemocrazia Sociale         Domenico  Cammarano

L’Attuazione della democrazia: le primarie.

 

Finite le vacanze estive per i comuni cittadini, i politici  ricominciano a parlare della legge elettorale. La vera fatica che devono affrontare è quella di mettersi d’accordo per far apparire, ai soliti distratti cittadini, che si costruisce qualcosa di nuovo senza intaccare i propri  interessi, che hanno l’unico obiettivo di controllare l’elezione dei “clan” dirigenziali  che gestiscono le segreterie dei partiti.

 Risultati immagini per foto primarie ....MA PER DAVVERO!!!

Come ho avuto modo di precisare più volte nei precedenti articoli, una buona legge elettorale dovrebbe partire sempre dai criteri per la scelta  dei candidati da proporre agli elettori. Da sempre sono state le segreterie dei partiti a scegliere i candidati, dal “Porcellum” in poi fino alle ultime proposte presentate con “l’Italicum” abbiamo assistito ad una virata verso un verticismo che di fatto sta imponendo , ad ogni livello , il criterio della “nomina” dei candidati da parte delle segreterie dei partiti.

Viceversa , per cambiare rotta e per iniziare un cammino verso l’attuazione della democrazia diretta, i candidati nelle elezioni amministrative e politiche dovrebbero essere scelti solo  dagli elettori  , con il sistema delle primarie.

Risultati immagini per foto primarie  Queste ultime dovrebbero essere regolate sostanzialmente da una legge, come premessa a quella elettorale, che dovrebbe imporre ad ogni partito le “primarie” con il rispetto di una regola comune: per la scelta dei candidati, tutti gli iscritti regolari di un partito devono essere elettori attivi e passivi, cioè possono votare  ed essere votati per nominare , tra quelli con maggior preferenze , i candidati da sottoporre al giudizio di tutto il corpo elettorale. Di fatto dovrebbero scomparire quelle “farse di primarie” , dove i capi-corrente propongono i loro candidati, che rappresentano i soli a “giocarsi” la candidatura con votazioni , spesso, manipolate e fraudolenti.

Quindi , ancor  prima di parlare di legge elettorale, si dovrebbero regolamentare per legge le “primarie” , con il preciso scopo di restituire al popolo “sovrano” i criteri , con votazioni “pulite”, per definire le candidature dal basso  e mai più nelle “secrete” stanze delle segreterie politiche.

Per l’Attuazione della Neo democrazia Sociale               Domenico  Cammarano

L’attuazione della Democrazia: le dinamiche assembleari.

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA .

Per l’Attuazione della Democrazia , ho spiegato negli articoli precedenti , che è fondamentale il ruolo diretto e propositivo dei cittadini , che trovano all’interno delle Assemblee o Comitati civici  uno spazio da gestire autonomamente, secondo dinamiche e regole dell’uguaglianza democratica seppur con funzioni  legate alle diverse competenze e ai ruoli definiti secondo il principio della democrazia diretta.

L’incontrarsi, il raccontarsi, il chiacchierare come accade  al mercato o  per strada, non assolve al compito del cittadino attivo che partecipa per contribuire alle decisioni collettive. Occorre informarsi , conoscere tra le necessità pubbliche  quelle che hanno un maggior rilievo perché interessano una maggioranza di cittadini. Da qui la necessità dell’approvazione di un ordine del giorno, necessario per discutere e per deliberare.

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A tal fine è necessario avere la presenza , nelle Assemblee civiche , di diversi esperti ( ben diversi dai politicanti che s’infiltrano sempre) , in relazione agli argomenti che si vogliono affrontare.Non è possibile deliberare, ad esempio,  su argomenti riguardanti la sanità, l’ambiente, l’economia, se tra i partecipanti non vi sono anche persone che hanno una specifica preparazione e competenza! Il compito dei cittadini presenti nell’Assemblea è di ascoltare, intervenire per chiedere delucidazioni, magari anche per esporre il proprio punto di vista e  poi, alla fine, informati, tutti insieme votare e scegliere anche  tra soluzioni diverse che possono sempre presentarsi. La capacità “nuova” del cittadino responsabile è di “intuire”, laddove non ha competenze proprie , quale soluzione prospettata appare la migliore, magari anche chiedendo una pausa di riflessione, per aggiornarsi e approfondire la tematica. Quest’esercizio dovrebbe iniziare nell’ambiente scolastico , dalle primarie, e diventare un modello anche per le famiglie e i luoghi di aggregazione e di lavoro.

Nelle organizzazioni politiche costituite in maniera sistematica e diffuse sul territorio , un ruolo specifico dovrebbero avere i “gruppi tecnici ” ovvero gli specialisti dei vari settori che compongono la società civile e gli “ideologi” del partito o movimento politico costituito. Un’ associazione, un movimento o un partito politico senza un preciso riferimento culturale e ideologico , equivale ad un’armata Brancaleone , che può aver di tutto tranne uno scopo serio di realizzare un programma sociale.

Purtroppo  fra i tanti movimenti e partiti politici italiani attuali, le differenze ideologiche sono impalpabili ; spesso tra  la destra e la sinistra , come per quelle “storiche” dell’Ottocento nell’Italia post-unitaria, le differenze le fanno solo i volti e gli stili dei vari personaggi schierati dall’una o dall’altra parte, quasi mai i contenuti “filosofici” o “ideologici” che rappresentano anche quel “filo rosso” che permette agli iscritti e ai simpatizzanti di poter decidere e schierarsi rispetto alle mille novità che la vita quotidiana  impone.

Ricapitolando, le coordinate per i partecipanti ad un’Assemblea civica  devono essere: a) l’impegno diretto e responsabile ( la formazione e l’informazione) , b) la presenza di esperti nei vari settori della vita pubblica, c) gli ideologi ( in riferimento ad Assemblee di  partiti e di  movimenti politici ) .

Per l’Attuazione della Neo Democrazia Sociale       Domenico  Cammarano

L’attuazione della Democrazia: le consultazioni

 

In un vero sistema democratico , ho sottolineato nei precedenti articoli, l’elemento decisivo per valutarne l’effettiva validità , è il ruolo dei cittadini e gli strumenti di controllo che il corpo elettorale detiene legalmente sulle istituzioni statali.  Per controllare  e valutare la corrispondenza tra mandato corrisposto dai cittadini  e le  strategie messe in atto per assolverlo da parte dei rappresentanti, le consultazioni sistematiche hanno un ruolo decisivo.

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In primo luogo, chi detiene il potere dovrebbe esprimere chiaramente le sue  priorità, le sue esigenze  , che non dovrebbero mai essere determinate da un  ristretto gruppo di “bellimbusti”  ; se mai chi si vuol candidare a rappresentare la volontà popolare , dovrebbe saper proporre le soluzioni più adeguate per raggiungere gli obiettivi manifestati dai cittadini.

Un esempio eclatante è dato proprio dalla politica degli ultimi governi ( Renzi, Gentiloni ) , ma allo stesso modo anche da  quelli precedenti !  Ricordiamo tutti che rispetto a problemi palpitanti , presenti sulla bocca di tutti, come la crisi economica, la disoccupazione, l’ordine pubblico e la sicurezza nelle città, i nostri amati “rappresentanti del nulla”, hanno deciso in via prioritaria  di   modificare la costituzione, di modificare lo statuto dei lavoratori, di modificare la scuola pubblica, di interessarsi delle unioni civili e della cittadinanza da attribuire agli stranieri e di altri pochi argomenti che interessano solo l’oligarchia politica italiana e minoranze risibili, rispetto a problemi di gran lunga più seri che angustiano la maggioranza degli Italiani.

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Invece in uno Stato veramente democratico, i partiti e i movimenti politici, le associazioni, i comitati civici, dovrebbero riunirsi sistematicamente per ascoltare le esigenze dei propri iscritti e simpatizzanti, dandogli la parola e non indottrinandoli con stupiderie pubblicitarie valide solo per cercare consensi elettorali a buon mercato. Nei partiti e nelle associazioni ci si dovrebbe incontrare frequentemente per discutere i problemi dei cittadini  e per risolverli nell’ambito degli ideali e principi presenti nello statuto di quelle organizzazioni. Invece? Avviene l’esatto contrario!

Ancor meglio, al di fuori di queste associazioni tradizionali, dovrebbero operare, su tutto il territorio nazionale, comitati civici, dove spontaneamente i cittadini, non catechizzati dalle varie segreterie politiche, potrebbero esprimere le proprie esigenze e imparare a cercare le logiche soluzioni , affidando , a coloro che presentano migliori soluzioni e capacità operative, la possibilità di rappresentare il  comitato di cittadini. Tutto ciò per recuperare all’impegno politico e alla partecipazione attiva, quel 50% degli aventi diritto al voto che , per la gioia di tutti i  nostri partiti politici , non vanno più a votare ,che così facendo  hanno ceduto  di fatto ogni potere alle solite tre o quattro segreterie politiche che comandano in Italia!

Le consultazioni dovrebbero svolgersi in una fase successiva o interlocutoria, anche attraverso i mezzi della rete web, attribuendo ad ogni elettore , forse anche ad alcune fasce di minorenni, una password , come le abbiamo tutti per le operazioni bancarie, per l’Inps, per l’Agenzia delle entrate e tanto altro ancora, con l’unica finalità riguardante il confronto delle idee e le proposte da imporre a coloro che si vogliono candidare in occasione delle “tornate elettorali”.

Il momento culminate delle consultazioni popolari dovrebbe avvenire attraverso lo strumento delle primarie, regolamentate dalla legge. Ma di questo ne parleremo la prossima volta.

Per l’Attuazione della Neo Democrazia Sociale                Domenico   Cammarano

L’Attuazione della Democrazia: quanti parlamentari?

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE  PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

Tra i tanti slogan della vecchia e nuova partitocrazia , anche da parte  del Movimento cinque Stelle,  sentiamo ripetere sistematicamente che bisogna ridurre il numero dei parlamentari per risparmiare !?! Ma guarda un po’ !  Mi sembra chiara la motivazione, aldilà  del becero populismo che si cela dietro a questi slogan pubblicitari , che fa colpo sugli ignoranti , sui superficiali e soprattutto sui pseudo-democratici! Meno sono gli eletti e più facilmente sono controllabili dai segretari dei partiti che li ha fatti eleggere, proprio come usa fare  anche Grillo.

In una vera democrazia gli eletti devono essere direttamente proporzionati agli elettori, legati a quest’ultimi da un rapporto diretto di fiducia, senza capi partito tra i piedi che dettano contratti da sottoscrivere per muoverli come burattini!

Allo slogan rispettabilissimo che recita “Dobbiamo mandarli tutti a casa” , riferendosi a questa classe di politici attuale inadeguata  e spesso corrotta , non può corrispondere l’idea di sostituire gli attuali politici con altri a servizio di “nuovi padroni”! I “nuovi padroni” devono essere i cittadini, educati e preparati a far politica, cioè a partecipare e votare  con competenza  chi sa proporre soluzioni valide a problemi sociali, dando conto alla fine agli elettori stessi del loro operato  e non ai segretari delle lobby di partito.

Risultati immagini per foto sul numero dei parlamentari

UN POPOLO CHE GIA’ DECIDE POCO COSTITUZIONALMENTE !

Quindi il numero dei parlamentari è già di per sé inadeguato per difetto e non per eccesso…. ridurlo a “quattro gatti”, può essere utile solo a questi partiti che hanno l’ansia di controllare  quei pochi che devono eseguire i propri interessi individuali! Il rapporto tra elettori e rappresentante deve essere diretto e quindi, in media, oltre ai 50.000 votanti per ogni rappresentante, risulterebbe  sterile  per la “democrazia diretta”,  ma sicuramente  favorevole alla partitocrazia e anche ai pentastellati.

Un discorso a parte va fatto per i rimborsi o stipendi dei parlamentari .  Quello attuale , compreso tutto ciò che viene concesso dalle aziende pubbliche a manager e consulenti è sproporzionato; così come esiste un minimo salariale per dipendenti pubblici e privati  dovrebbe esistere, per legge, anche un massimo di retribuzione per tutti , ben al di sotto degli stipendi e pensioni d’oro, che attualmente sono in vigore in Italia .

Le buste paga in Parlamento GRAFICA © Ansa

La proposta di Neo Democrazia Sociale, riguardante la retribuzione o rimborso dei nostri rappresentanti regionali o nazionali  non dovrebbe mai  superare i 5.000 euro o meglio ancora dovrebbe essere proporzionata alle presenze in “AULA”, quindi circa un terzo di quello che percepiscono tanti attuali “rappresentanti di se stessi” senza far nulla! Lo stesso discorso vale per ministri , presidenti , alti funzionari della pubblica amministrazione. Considerando che anche un usciere di Montecitorio prende una paga che sfiora i  10.000 euro al mese, si risparmierebbero bei milioni all’anno , senza cadere nel ridicolo di chi propone retribuzioni di 2.500 euro al mese inadeguati per recarsi  a Roma e sostenere la propria famiglia anche a centinaia di km dalla capitale.

Per  l’Attuazione della Neo Democrazia Sociale              Domenico Cammarano

L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA: le assemblee dei cittadini.

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE  PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

Nell’articolo del 9 luglio , ho elencato alcune indispensabili priorità per tentare di arginare la partitocrazia che domina ovunque  che erroneamente viene scambiata per democrazia.

Ho sottolineato che per democrazia non è possibile intendere un sistema politico dove i cittadini periodicamente , mediamente ogni cinque anni, con un segno di croce su di una scheda,  firmano cambiali in bianco ad un manipolo di arrivisti. Questo sistema di cose  conduce al  tragico risultato che il popolo , detentore del potere, per mezzo di un “patto iniquo”, come già 250 anni fa lo definiva Rousseau, viene rappresentato da una oligarchia  strapagata, ma soprattutto senza vincoli o obblighi giuridici verso i cittadini.

Le polemiche sorte da qualche anno , soprattutto con il Movimento 5 Stelle, si fondano sul non sottile principio che chiunque sia eletto dai cittadini, debba  rispondere in primo luogo agli elettori stessi del proprio collegio e, in subordine, al  partito dove tale rappresentante è stato candidato. Il legame elettori-rappresentante non può essere formale e circoscritto al chiacchiericcio banale che emerge solo nel  periodo delle campagne elettorali. Questo rapporto,   senza intermediari o tutori (  vedi l’invadenza del duo Grillo-Casaleggio nei rapporti tra eletti ed elettori del M5S , comune anche ad altri partiti) deve  consolidare i legami tra i candidati e gli elettori con programmi e impegni ben precisi.  Altri vincoli, contratti e cessioni tra candidati e partiti , non devono esistere in un autentico Stato democratico, soprattutto quando si tratta di elezioni politiche e del mandato che gli elettori concedono ai propri candidati.

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A questo punto che entrano in gioco le cosiddette assemblee dei cittadini o comitati civici, che possono rappresentare quelle palestre di formazione politica di base, dove si possono creare le idee per risolvere problematiche comunitarie, sullo stile delle assemblee della più antica esperienza di democrazia  nata 2500 anni fa in Grecia.

Queste assemblee  o comitati , generalmente vengono boicottati dai partiti, almeno che non siano direttamente controllati da essi per trasformarsi in  collettori di voti per le proprie campagne elettorali. Nelle rare assemblee locali ,convocate dai partiti nostrani , si può partecipare solo come claque, per applaudire o ribadire i concetti fumosi espressi con il solito “politichese”, dall’oratore di turno. Azzardarsi a dissentire o per lo meno avanzare proposte concrete diverse dalla linea della segreteria del partito, su un tema dibattuto , si viene immediatamente emarginati o , caso più frequente, si viene esclusi  alla prossima riunione.

Il principio fondamentale che l’essenza della democrazia vuol dire ovunque confronto di idee che partono dalla base, non esiste proprio nel vocabolario della nostra partitocrazia. Bene! Per chi vuol essere inquadrato in un partito a struttura gerarchica, in quanto cerca con il suo impegno solo la raccomandazione per sè o per i propri familiari, insomma per chi nasce spiritualmente gregario,  ”portaborse” o “lacche” , in una società di consumatori di beni fittizi , l’attuale partitocrazia pseudo-democratica è l’ideale…. diversamente ci si deve educare al confronto delle idee , che nascono dall’informazione e, meglio ancora, dalla cultura.

I luoghi per manifestare  quello che “aristotelicamente” è l’essenza umana, intesa come “animale razionale” che si realizza in una comunità civile, è l’assemblea che iniziando dal suo nucleo fondante e naturale che è dato proprio dalla famiglia,va progressivamente al “condominio” al “quartiere” e via via a  quelle comunità artificiali, sempre più universali, che conducono alla costituzione del  Comune e dello Stato.

Vivere democraticamente vuol dire essenzialmente imparare a prendersi “cura degli altri” , saper decidere “responsabilmente verso gli altri e verso il mondo”; ciò  presuppone il confronto e la regola che quando  non c’è l’unanimità , si prosegue con una effettiva maggioranza , senza mai impedire  che la minoranza possa trasformarsi, in futuro, in  maggioranza.

L’assemblea popolare non rientra in molte ideologie politiche. il liberalismo classico e il cosiddetto liberalismo-democratico sottolineano il momento formale della democrazia indiretta costituito esclusivamente dalle elezioni e dal distacco giuridico tra eletti ed elettori.  I totalitarismi di stampo fascista   presuppongono il controllo della “massa” guidata verso un consenso voluto da un “duce” , che naturalmente  esclude ogni dissenso e ogni dialettica assembleare e parlamentare ;  anche i totalitarismi di matrice comunista , pur facendo leva su una classe sociale a discapito delle altre, impongono la giuda illuminata di un gruppo di “rivoluzionari di professione”  che sanno  essi solo, cosa il popolo deve desiderare e la strada per raggiungere l’obiettivo ( malattia di tutte le pseudo-democrazie),  pilotando con le buone o con mezzi repressivi il raggiungimento della cosiddetta “democrazia popolare”, dove lo spirito del gruppo iniziale si trasforma  ”storicamente” in una dittatura grossolana di un leader sull’intero popolo, che elimina  i diritti delle persona umana e l’iniziale  vocazione democratico-assembleare.

Lo spirito assembleare , espressione unica del vivere comunitario,  diventa democratico quando si parte dal presupposto che la propria partecipazione  all’assemblea è un dovere per assolvere all’impegno di contribuire alla gestione della “cosa pubblica”, dove il fine è il bene comune  e non esclusivamente il bene mio e dei miei “pari”!

Tutto ciò presuppone una cultura umanistica per imparare a trattare con il nostro prossimo e, una cultura tecnica, per contribuire a risolvere questioni pratiche , che non sempre l’onestà e il “buon senso comune” possono da soli  essere sufficienti. Lo slogan politico di certe forze emergenti che pensano che solo l’onestà possa essere sufficiente al buon governo, è cosa poco credibile, perché , oltre alla rarità scarsità degli onesti come categoria sociale, occorrono le competenze  e le squadre di governo ben assortite e non create “al momento”  per  ben gestire con l’approvazione popolare , che certamente non può e non deve emergere solo attraverso sondaggi  pilotati attraverso la rete web.

Imparare a discutere , partendo da una buona conoscenza dei diritti umani di matrice “personalistica”, che poi è il cuore pulsante della nostra Costituzione, è il presupposto di ogni assemblea popolare e di ogni anelito onesto di democrazia diretta.

Per l’Attuazione della Neo Democrazia Sociale                 Domenico Cammarano

L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA: le premesse.

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE  PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA.

Il cuore della democrazia va reso attivo costantemente  nella manifestazione della volontà dei cittadini, che nelle nostre società liberal-democratiche si manifesta solo attraverso le elezioni. Ma prima di parlare di “legge elettorale”, è fondamentale chiedersi quali sono le modalità attraverso le quali vengono candidati i rappresentanti della volontà popolare.

E’ esperienza comune constatare che per essere eletti in Italia, come altrove, bisogna compiacere i segretari dei partiti che contano e che di fatto determinano le nomine dei candidati alle varie elezioni amministrative e nazionali. Non sono le idee e i programmi dei singoli cittadini ad essere votati dagli elettori, ma coloro che sanno porsi al servizio dei  ”signori della partitocrazia liberal-democratica” e sanno garantire visibilità e successo alle idee di coloro che li hanno candidati.

In breve! Non sono  quasi mai i migliori, gli onesti, i competenti ad essere candidati , ma i lacchè, i portaborse , i mediocri, i  trasformisti  , che a servizio dei signori della politica, vengono  candidati e in spesso  eletti.

Insomma , le prerogative di coloro che vogliono iniziare a fare politica sono  determinate quasi esclusivamente dalla capacità di compiacere  quelle élite chi  di fatto hanno  il potere politico. Quasi mai  si verifica un rapporto diretto tra aspirante candidato e gli elettori, quasi mai gli elettori candidano colui che ha saputo guadagnarsi la loro fiducia, esponendo direttamente le sue idee , i suoi programmi politici per la comunità.

Non esiste , in pratica un sistema legale e ben regolato delle primarie, cioè una vera occasione dove gli elettori incontrano e  nominano i propri candidati, anche al di fuori dei circuiti chiusi dei partiti.

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Neo-democrazia sociale, dal 2013 propone la creazione legale di comitati elettorali , con spazi gratuiti per i cittadini-elettori, garantiti in ogni comune, soprattutto per coloro che non si sentono e non vogliono essere rappresentati nelle strutture dei partiti esistenti. Dal confronto diretto e dall’investitura “dal basso” da parte dei cittadini-elettori, si dovrebbe giungere alle cosiddette “primarie” , dove gli elettori possano esprimere i propri candidati da far votare all’intero corpo elettorale nelle normali tornate elettorali.

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Tutto ciò implica  un sistema elettorale dove sono obbligatori i voti di preferenza, senza capilista nominati , senza pluricandidature e quindi solo candidati residenti nel collegio elettorale  e mai infiltrati in cerca di consensi  per sé e soprattutto per i propri portaborse locali.

Naturalmente questa idea di “democrazia diretta” è illusoria senza un impegno attivo e sistematico dei cittadini, che ovviamente va  formato, come obiettivo primario dell’educazione delle istituzioni naturali come la famiglia e il gruppo, ma anche dalle istituzioni sociali e in modo particolare dalla scuola e da tutte le associazioni che si definiscono culturali e ricreative. Insomma non si nasce cittadino di una società democratica, né sono le leggi a determinarlo , ma l’opera costante di chi non ritiene la gestione del potere un traguardo per i propri scopi , ma un servizio per contribuire al bene comune.

Per l’Attuazione della Neo-Democrazia Sociale            Domenico  Cammarano

L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA: manifesto del 2 luglio 2017

 

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NEO DEMOCRAZIA SOCIALE    PER L’ATTUAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

Riprendendo un’idea politica di qualche anno fa,  ripropongo una risposta, ad una problematica domanda: Ma esiste davvero la democrazia? Quante democrazie esistono e qual è quella autentica?  E’ possibile costruire una strategia per l’attuazione della democrazia al di fuori dei condizionamenti dei poteri forti finanziari e della volontà di dominio che sembra un principio biologico dell’essenza umana? Insomma quest’utopia che dalla cultura greca all’età moderna ha illuso tanti uomini, ha un senso, è attuabile come modello di vita o semplicemente è un metodo strategico perverso ,  per  chi ambisce alla gestione della cosa pubblica in una società economicamente evoluta?”

Ridotto all’essenziale, la domande alla quale tento di dare una risposta è : Che cos’è la democrazia? Notoriamente il significato del termine democrazia è : potere del popolo! Ma potere di fare che cosa? La risposta è semplice: fare delle scelte in campo politico cioè individuare problemi generali, scegliere tra tanti problemi particolari alcune priorità di carattere generale , dare una soluzione a queste priorità sulla base di obiettivi condivisi e valori universali, ovvero rispettosi della persona umana!

A questo punto è lecito dedurre che l’essenza della democrazia non è un qualcosa che possiamo estrapolare sempre dai nostri particolari bisogni naturali, ma la radice o essenza della democrazia va ricercata soprattutto a livello culturale: anzi la democrazia è il valore umano per eccellenza frutto  di scelte culturali pluriversali, dove con questo termine intendo l’educazione alla convivenza interpersonale, che nasce in famiglie e si sviluppa permanentemente in ogni istituzione  sociale . L’attuazione della democrazia si sposa unicamente con l’educazione al principio di “responsabilità”, ben espresso dalla cultura filosofica del Novecento in campo bioetico da Jonas e , simultaneamente , con il principio della tradizione religiosa orientale e cristiana della “cura ”  delle creature e del creato; ma per chi ama una squisita immagine culturale laica è necessario comunque rinviare alla fondazione della morale kantiana espressa dall’imperativo categorico del “io  devo”, eliminando, ” tout court “, ogni naturale e antidemocratico “io voglio” di matrice nietzschiana , anticamera della subordinazione e della legittimazione della schiavitù .

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I principi  ”naturali” da soli non fondono la vera  democrazia; l’egocentrismo , l’orizzonte umano legato solo  ai propri bisogni individuali ( vedi il liberalismo ) , le lotte di classe o di ceti e gruppi emergenti contro quelli più deboli ed emarginati, non hanno nulla a che vedere con una corretta attuazione della democrazia.

Ciò premesso, le meschine diatribe su cavillose “leggi elettorali”  inscenate da anni da pseudo partiti o movimenti politici italiani, hanno qualche riferimento ad una vera attuazione della democrazia?

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E’ democrazia imporre  che il cittadino , depositario unico dei poteri dello Stato, possa esprimere unicamente  la sua volontà , come gli analfabeti  di un tempo, tracciando una crocetta su un simbolo elettorale  e, con quest’atto , delegando per cinque anni ad un gruppo di “nominati” il proprio potere? In Europa , in tutti i Paesi cosiddetti democratici, in Italia , quali sono gli strumenti legislativi che consentono ai cittadini di poter controllare i cosiddetti “nominati” o rappresentanti del popolo? Ha insegnato il filosofo del Novecento Karl Popper in “La società aperta e i suoi nemici ”  che la democrazia si identifica  con la possibilità, da parte dei governati, di controllare i governanti.

Non  esiste un sistema politico , né in Italia né al mondo, che offra strumenti legittimi affinché i rappresentanti del popolo possano  essere controllati dagli elettori. Il tentativo del Movimento Cinque Stelle di creare una cosiddetta ” democrazia diretta” è modesto perché , ad un partito votato  da diversi  milioni di  elettori, è risibile che  ci siano solo qualche decina di migliaia di votanti tramite “la rete” a decidere, con quiz di tipo pubblicitario, le strategie di un partito che vorrebbe cambiare il modo di governare, rappresentando l’intero popolo italiano! Alla fine , c’è una diarchia che controlla e decide per tutti …. e questa non è una migliore “democrazia ” rispetto al passato.

Il primo passo verso l’attuazione della democrazia può avvenire soltanto iniziando una formazione civile alla partecipazione diretta alla vita democratica, un’educazione ai diritti e ai doveri di cittadini consapevoli, partendo dalle famiglie, dalle scuole, dai condomini, dai comitati di quartiere e nelle circoscrizioni, quest’ultime quasi sempre strumenti accessori dei partiti e mai dei cittadini.

Solo la  partecipazione attiva , quindi, come palestra per maturare quel senso di responsabilità verso gli altri e verso se stessi, il prendersi cura della propria casa, della propria strada, della propria scuola  del proprio quartiere,  mediato da una cultura umanistica permanente verso la solidarietà consapevole, potrà realizzare,  finalmente , in modo più adeguato quello “stato sociale”, principio fondante della nostra Costituzione. Ma il banco di prova era ed è la formazione di quelle leggi che regolano i rapporti  tra governati e governanti, che rimane sempre più un’arma nelle mani di che occupa le sedi del potere illegittimamente .

Per l’Attuazione della Neo democrazia sociale           Domenico  Cammarano

Le incomprensibili decisioni della Corte Costituzionale.

 

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E dopo tanto attendere la Corte Costituzionale si è pronunciata finalmente sull’Italicum , dichiarando la sua parziale incostituzionalità. E cosa ha bocciato di questa legge? Le pluri-candidature dei capolista  ( fino a 10 collegi ) che  non potranno più scegliere per quale collegio optare e per quali altri rinunciare, ma dovranno affidarsi al sorteggio !!!

Francamente penso che dalla Corte Costituzionale attendevamo un po’ più di audacia e coerenza. Se le pluricandidature dei capolista sono contrarie allo spirito della democratica rappresentanza popolare, andavano bocciate in tronco, perché è inammissibile che in un collegio elettorale i cittadini siano rappresentati in Parlamento tramite un sorteggio!!!! C’è da rimanere allibiti e sconcertati … e non si aggiunge altro per decenza. Se i legislatori hanno votato l’Italicum hanno dimostrato , ancora una volta di non aver nessun reale formazione per i valori autenticamente democratici, anche la Corte Costituzionale  manca di coerenza  e di rispetto per lo spirito e i principi  della nostra Costituzione. Leggi così indecenti non dovrebbero proprio essere partorite dal Parlamento , ma sicuramente bocciate in tronco dai giudici costituzionali.

Ma dove si è superato il limite di ogni decenza è sulla seconda bocciatura delle legge in questione e cioè sull’ipotesi del ballottaggio. I giudici , poi, ci spiegheranno perché l’hanno considerato  anticostituzionale.  Certamente partendo da  un criterio formale e riduttivo di democrazia, richiamare gli elettori ad esprimersi , dopo quindici giorni dalle prime elezioni, per decidere chi dovrà governare , in caso di una mancata vittoria ( che si verifica quasi sempre) tra i due partiti che hanno ricevuto più consensi , ma non la maggioranza, è stato ritenuto anticostituzionale!?!?  Forse era l’unico aspetto positivo della legge elettorale voluta dal governo Renzi e proprio questo è stato bocciato!

C’è da supporre che in fondo in fondo   i controllori sono della stessa “specie” o meglio “dello stesso albero genealogico” dei controllati  (  tra lui e lei sceglier non saprei)  e, quindi, al di là  delle tante chiacchiere e dei progetti alla legalità , all’educazione alla Cittadinanza e Costituzione nelle scuole, in concreto si fa di tutto per scoraggiare la partecipazione attiva  alla vita democratica del nostro Paese. Ma potrebbe mai ” la volontà di potere” di pochi abdicare e riformarsi, per far spazio alla “volontà di molti”?

Comunicazione m5s

E con questi presupposti avanzeranno sempre più i populisti come Grillo e il  ”Suo” movimento 5 “terre”  che proprio nelle ultime ore  ha imbavagliato i “Suoi” parlamentari minacciandoli di espulsioni dal “Suo” partito, se dovessero rilasciare interviste senza il “Suo” consenso… più democrazia di questa!!! La giusta alternativa al PD al Centro destra, all’Italicum  e alle sentenze  della Corte dei controllori della democrazia.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale               Domenico  Cammarano

Il NO al Referendum, per l’Attuazione della Democrazia

 

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A pochi giorni dal 4 dicembre, gli schieramenti favorevoli e contrari alla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi, stanno intensificando la loro campagna   referendaria, utilizzando tutti i mass-media disponibili, per raggiungere l’attenzione degli elettori e indurli a votare secondo i propri interessi. Si alzano i toni e le reciproche accuse e , sorprendentemente, si assiste ad uno scontro  molto più intenso , rispetto alle tante campagne elettorali e referendarie degli ultimi anni.

Gli schieramenti pro e contro alla riforma sono compositi , soprattutto quello del No, che unisce la sinistra del PD , i Grillini e il variegato mondo del Centro-destra. Per il Si sono schierati i sostenitori del governo ovvero gran parte del PD e i centristi di Casini e di Alfano e di tanti gruppuscoli che da provenienze diverse sostengono, o meglio trattengono, una poltrona in Parlamento.

Da più parti si sta enfatizzando sull’esito del referendum, che apparirebbe, soprattutto per Renzi e i suoi sostenitori il principio di tutte le riforme e di tutte le soluzione dei problemi nazionali. Si paventano scenari apocalittici in caso di sconfitta delle riforme costituzionali, mentre i promotori del No accarezzano l’idea di possibili dimissioni dell’osteggiato governo e di un ritorno alle urne per eleggere un nuovo parlamento e nominare un nuovo governo. Gongolano soprattutto i Grillini, che nonostante qualche baruffa interna al movimento, dopo il caso Raggi a Roma e le firme false dei loro deputati in alcuni comuni italiani, pensano comunque di poter mettere le mani sul governo nazionale.

Questo è lo scenario politico, ma di fatto qual è la reale  valenza del referendum voluto da Renzi e compagni? Riflettendo con calma e senso critico, avulso da interessi di parte, quali sono le reali conseguenze sul piano politico, economico e sociale? O ancor meglio: queste riforme costituzionali come potranno migliorare la qualità della nostra politica nazionale? Insomma , per i più addormentati, la domanda è questa : quali sono i reali problemi degli Italiani e come potrà risolverli questa riforma costituzionale?

L’Italia, dai tempi dei governi di Berlusconi,  di Monti e infine di Renzi,  di cosa necessita? Da ogni dove e da tutti gli schieramenti politici, si sente dire che manca la crescita economica, c’è e c’era il deficit finanziario ( troppi debiti accumulati negli anni dagli enti locali fino ai poteri centrali),si ribadisce che  abbiamo speso, da decenni, di più rispetto alle nostre risorse e abbiamo anche speso male, favorendo solo gli sprechi, gli speculatori, i furbi e gli accattoni e soprattutto non abbiamo estirpato la piaga costituita  dagli evasori.

A fronte di questi problemi Renzi e il suo governo cosa hanno prodotto di  nuovo? E la riforma costituzionale come favorirà la soluzione dei nostri problemi decennali?

Il buon senso, quello derivante dalla saggezza , che esula dalle emozioni, dalle decisioni di “pancia” o di altri meno nobili organi umani, suggerirebbe , con senso critico che un nuovo Senato, non eletto più direttamente dal popolo, ridotto ad un terzo, con funzioni legislative limitate del solo 3% rispetto alla Camera, come ribadisce il messaggio postale, che in queste ore hanno ricevuto tutto gli elettori, non cambia di una virgola la situazione economica, la disoccupazione e i tanti altri problemi che affliggono l’Italia. Per il presunto risparmio di 500 milioni determinato dal mancato “rimborso” elargito a cotanti rappresentanti del popolo-pecorone, non dovrebbe, logicamente implicare una riforma costituzionale, ma semplicemente una legge ordinaria che da tempo avrebbe dovuto proporre il dimezzamento dei “rimborsi” a tutti i deputati nazionali e regionali, anzi il mancato rimborso per i tanti , per i troppi rappresentanti ( dei fatti propri), che non si presentano proprio né alla Camera, né al Senato , né ai Consigli regionali, ma solertemente percepiscono ogni rimborso e anche laute pensioni per tanto poco sforzo!!!

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Scomodare e modificare la Costituzione è solo un esercizio partitocratico utile a ridimensionare il già limitato controllo che gli elettori hanno sui partiti, per rafforzare le lobby costituite dalle tre o massimo quattro segreterie dei partiti italiani, che di fatto prendono le decisioni per tutta la nazione, con la complicità di leggi elettorali , il “Porcellum” prima, “l’Italicum” ora, votate e volute dalle stesse segreterie, che favoriscono i soliti “magnati” e papponi.

Ma ancor di più ,c’è da rimanere di “sasso” quando dal centro-destra si fa appello a votare per il No perché viene messa in pericolo la democrazia!!! Con questi paladini della democrazia c’è da spaventarsi davvero  e ridere di rabbia!

Per l’Attuazione della Democrazia autentica, con questi partiti e i loro adepti  c’è da fare solo l’indifferenziato per le discariche dei rifiuti urbani. La vera democrazia per la soluzione dei problemi reali della gente, dovrebbe favorire la regolamentazione  delle primarie, per l’individuazione dei candidati degli elettori e non quelli delle lobby dei partiti, alleati delle finanziarie internazionali neo-liberiste; si dovrebbero aumentare i rappresentati democraticamente eletti dal popolo, anche con i ballottaggi a tutti i livelli e sostenere gli enti locali più vicino alle popolazioni, piuttosto che ridimensionarli o eleminarli del tutto come per le circoscrizioni comunali e le province, secondo le riforme renziane.

In quanto agli sprechi, si dovrebbe aumentare la lotta alle evasioni fiscali, eliminare i privilegi , come gli stipendi e le pensioni d’oro, favorire la nascita di nuovi  politici onesti , ma anche preparati , diversamente da  certi nuovi soggetti che sostengono  che la sola presunta onestà possa eliminare il marciume che soffoca l’Italia. E infine, restituire al popolo sovrano a chiacchiere, gli strumenti e la “forma mentis” per controllare chi di fatto “temporaneamente” governa, perché il problema dei problemi è non chi governa, ma come controllare chi governa e pianifica il nostro futuro.

Da ciò si deduce che le riforme renziane non servono a nessuno,  o meglio solo ai politicanti. Per questi motivi è preferibile  lasciare in pace la nostra buona Costituzione votando con un semplice NO!

Per l’Attuazione della Neodemocrazia Sociale       Domenico  Cammarano