Dalla filosofia della Carità alla lotta contro la disoccupazione.

 

Abbiamo cercato di individuare nella rinnovata catechesi della Carità , un presupposto ideale che possa fare da volano alle molteplici problematiche irrisolte della nostra società attuale, che tanto stanno a cuore anche al nostro Papa Francesco e dovrebbero esserlo per tutti coloro che si definiscono cristiani.

In pratica il concetto molto semplice a parole di Carità, sottende una disponibilità concreta verso i nostri simili che si trovano in difficoltà e se  evangelicamente non siamo capaci di vendere tutto e darlo ai poveri, laicamente si deve avvertire la necessità  di condividere con coloro che sono nel bisogno la “nostra zuppa di fagioli allungandola con l’acqua”! Infatti la solidarietà teorizzata nello Stato-sociale, la pratica del volontariato ( lavoro gratuito per gli altri) si fonda semplicemente e immediatamente sulla laicizzazione di questo principio religioso.

In soldoni, per risolvere uno dei drammi attuali,costituito dalla crescita della disoccupazione, che cosa si può fare? Sia dal punto di vista della dottrina sociale della Chiesa che dal punto di vista ideologico del socialismo democratico ( che peraltro è pur sempre una forma di umanesimo che va verso la persona seppur con sfumature ancora classiste) si deve attualizzare il principio della solidarietà, dividendo con i meno fortunati quello che possiede la maggioranza e cioè “lavorare meno per far lavorare tutti”!  Sarà scomodo anche per molti “baciapile” ma è di una conseguenzialità  immediata che non necessità di dimostrazioni.

La ricetta è molto semplice: basterebbe abolire tutti gli straordinari presenti in ogni luogo di lavoro nella pubblica amministrazione e nelle imprese private, congiuntamente alla riduzione settimanale per tutti di una o due ore lavorative, naturalmente con relativa decurtazione del salario, per garantire a tutti un minimo di lavoro produttivo ed equamente retribuito per salvaguardare la dignità umana. 

Naturalmente non vorremmo mai proporre il modello tedesco della cancelliere Merkel che ha consolidato l’economia della Germania con un ferreo controllo sui salari nominali, che a sua volta, insieme alla debolezza degli investimenti, ha generato il surplus dei conti correnti. Il controllo salariale è venuto anche dalla creazione di un’armata di mini-jobs, come vengono definiti in Germania i lavori che pagano meno di 9 euro ad ora e che consentono, fino a 450 euro al mese, di restare esenti da imposte.

Il nostro intervento vuol solo ribadire la correlazione tra principi  divulgati anche autorevolmente e prassi politiche da attuare coerentemente, perché ribadiamo la nostra posizione di  modesti “filosofi della politica” e non quella di tecnici dell’economia. Ma laddove esiste la coerenza sposata alla buona volontà, il nostro suggerimento ci appare concreto e soprattutto facilmente da realizzare, fin tanto che i più quotati politici, che pur strombazzano sui valori cristiani e sulle politiche sociali, sappiano fare di meglio.

Per la Neodemocrazia sociale e integrale.          Domenico  Cammarano

5 pensieri su “Dalla filosofia della Carità alla lotta contro la disoccupazione.

  1. Grandissimo Mimmo, questi tuoi articoli sono musica per le mie orecchie. Per peripezie personali mi sono trovato a passare molto tempo in ospedale ed ho notato che il personale tutto era obbligato a fare turni straordinari x coprire i servizi, con la mole di ore che fanno avrebbero potuto tranquillamente assumere tre persone a tempo pieno. Quindi sarei d’accordo a partire con uno screening della mole di ore di straordinario messe in bilancio dalla P.A. E di conseguenza procedure con l’apertura di bandi e concorsi per giovani.

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