Il berlusconismo italiano.

 

Da un ventennio abbiamo sperimentato l’ideologia del berlusconismo, che potrebbe sintetizzarsi nella creazione di un cartello elettorale legato esclusivamente alla popolarità di un uomo d’affari tra i più ricchi d’Italia, che ad un certo punto della sua vita , dopo aver avuto tanti successi nel mondo degli affari e dell’imprenditoria, ha deciso di coronare la sua carriera, iniziando a giocare nel mondo della politica, trasferendo in essa le stesse regole che sorreggono le attività imprenditoriali e in particolar modo, quelle del mondo dello spettacolo.

Con i suoi programmi, vagamente appartenenti all’area neoliberale e consevatrice della destra europea, ha cercato di coagulare vari temi sociali di moda e di forte impatto popolare, che hanno sempre riscosso un facile successo. Reclutando scialbe figure di politici di vari partiti  della destra storica repubblicana, giovani signore in cerca di fortuna ed emarginati o fuoriusciti dal crollo dei partiti della “prima repubblica”, guarda caso proprio dopo le inchieste delle varie procure della repubblica di mezza Italia negli anni tra il 1993-94, ha riscosso tanti successi elettorali, grazie alla faciloneria di tantissimi Italiani, che ancora oggi votano il suo cartello elettorale e altri similari, valutando le loro proposte populiste, più con la pancia che con il cervello.

Il berlusconismo di fatto ha annullato quelle residue speranze di coinvolgimento popolare nella gestione della cosa pubblica sempre in “fieri” nei primi 40 anni della nostra repubblica e poi definitivamente affossata con l’avvento di “Forza Italia” da un lato e della “Lega Nord” dall’altro,  vera quinta essenza del campanilismo gretto e miope, che ha diseducato con il federalismo del Kaiser, da  più di vent’anni, le giovani popolazioni del Nord Italia, allontanandole da quei valori di solidarietà sociale e nazionale, che hanno contraddistinto per decenni proprio quelle regioni e favorito il nostro “miracolo economico”.

Il capolavoro del berlusconismo è rintracciabile proprio nella legge elettorale denominata “porcellum”, sintesi evidente di una gran porcata, che ha solo consegnato il potere gestionale della cosa pubblica a quelle   due o tre segreterie di partiti che compongono il nostro spento parlamento.

Ancora in  queste ore , sempre più drammatiche per l’equilibrio economico dell’Italia, il berlusconismo si permette di imbambolare gli Italiani ripromettendo la rinascita di “Forza Italia”, pensando ancora una volta che i problemi italiani possono risolversi, mutando gli spot pubblicitari vagamente politici, con simboli e slogan che non dovrebbero dire il resto di niente a persone educate alla democrazia. Insomma secondo questa pseudo-ideologia qualcosa può cambiare mutando simboli e banditori di slogan, che ripropongono sempre le stesse diatribe del loro “produttore” televisivo.

Per completare il ritratto, questi  lacchè di Berlusconi, hanno richiesto anche la chiusura del parlamento per tre giorni, per poi accontentarsi di un sol giorno di sospensione dei lavori parlamentari, minacciando più volte di uscire dal parlamento e dal governo se il loro leader venisse giudicato colpevole dalla corte di cassazione, perchè nella concezione del berlusconismo, un capo popolo è sempre al di sopra della legge: vedi i vari tentativi abortiti di far passare leggi (lodo Alfano) per cautelare le alte cariche dello Stato, rispetto ai normali cittadini!

Purtroppo il berlusconismo era presente in Italia già prima del suo leader, perchè è sinonimo  di diseducazione dei cittadini alla partecipazione gestionale dell’amministrazione politica a tutti i livelli locali e nazionali: fin  quando non maturerà un diverso impegno civile degli elettori e dei giovanissimi, caduto un Berlusconi ci sono già altri capi popolo pronti, mutatis mutandis, a rilevarne il ruolo affascinando gli Italiani con promesse e slogan da teatrini popolari. L’educazione civile è la vera opposizione al berlusconismo tradizionale.

Per la Democrazia integrale.                              Domenico  Cammarano

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