Il programma economico del governo che non decolla.

 

Dopo le accese discussioni dentro e fuori ai partiti, all’indomani delle elezioni politiche dello scorso febbraio, di fronte allo scandaloso comportamento irresponsabile dei nuovi e vecchi “salvatori della patria”, che volevano condannare gli Italiani a ritornare di nuovo alle urne dopo pochi mesi, senza neppure abbozzare alla formazione di un esecutivo capace di prendere qualche urgente provvedimento per le famiglie e le imprese italiane, abbiamo creduto inevitabile, come aveva più volte suggerito il nostro  presidente Napolitano, di formare un governo di “larghe intese”, anche per rispettare la volontà popolare emersa dalle urne, che non aveva assegnato a nessuna coalizione una maggioranza in grado di governare da sola.

Ma la giustificazione sul piano etico-politico, al di là delle logiche  e delle strategie presenti tra i partiti e all’interno dei partiti,  era circoscrivibile nella  realizzazione di un piano concreto per il rilancio della nostra economia. E invece? Non sono trascorsi ancora due mesi, ma Letta  aveva chiesto 100 giorni, e ancora il governo non ha intrapreso l’unica strada percorribile. Infatti  proprio in queste ore il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni  e il suo collega di governo Flavio Zanonato, ministro dello sviluppo economico, in alcune interviste ci hanno fatto sapere che per eliminare l’Imu sulla prima casa e per evitare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% entro la fine di giugno, si devono reperire 8 miliardi di euro che  attualmente non sono rinvenibili.

Certamente con le solite ricette del precedente governo Monti, c’è poco da rinvenire: possiamo solo assistere a qualche timido lenitivo, che mentre ci restituisce uno, ci toglie altrove il doppio!

Vogliamo davvero trovare qualche risorsa per sostenere la nostra economia? Ebbene basterebbe annullare in pochi mesi tutte, ma proprio tutte, le missioni militari all’estero, che se non sbaglio ci costano diversi milioni di euro al giorno. Ma non basta! Dovremmo eliminare tutti quegli stipendi d’oro per consulenze inutili e sopravalutate, come quelle pagate dal Comune di Roma a fantomatici esperti che hanno intascato stipendi fino ad un milione all’anno! E di questi casi ce ne sono a migliaia in  tantissime amministrazioni locali, che poi pagano i contribuenti e fanno crescere il debito pubblico.Dovremmo evitare di acquistare aerei militari che costano centinaia di milioni;ancora, dovremmo evitare di progettare e realizzare opere faraoniche che costano un bel po’ di milioni. E ancora…dovremmo mettere mano al patrimonio pubblico dello Stato;  sicuramente potremmo reperire ben oltre gli otto miliardi, in modo da incentivare l’occupazione e sostenere la produzione.

A proposito: è notizia recentissima che la nostra cara Rai incassa, solo per le quote di abbonamento, la bellezza di 1 miliardo e 700 milioni…. e come se ciò non bastasse si permette il lusso di avere anche un deficit per il 2012 di ben 244 milioni di euro. Se consideriamo il denaro che la Rai sperpera per quiz , fatti di scatole e indovinelli, oltre a tanti contenitori fatti da logorroici conduttori e opinionisti del Kaiser, lo credo bene che mancano le risorse e ci troviamo sempre in bolletta! Saper amministrare con parsimonia le proprie risorse, è la prima regola per avere i conti in ordine e saper rinvenire quelle somme di denaro per ridare ossigeno alla nostra economia.

Ma naturalmente non abbiamo le competenze degli attuali ministri Saccomanni e Zanonato, né ancor di meno del prof. Monti, che tanto “bene” ha fatto all’Italia….riducendola in mutande! Speriamo solo che Letta sappia raddrizzare la sua “barca” governativa e dimostri che ha accettato l’incarico governativo, non per tirare a campare, ma esclusivamente (sic!) per il bene degli Italiani, cioè ben consapevole delle strategie idonee da attuare. Altrimenti finirà che dobbiamo affidarci solo all’esperto in “letame”, che col suo ghigno da vecchio barbagianni, sa individuare ogni forma di “merda” in ogni settore della vita politica italiana!!!

Per la Neodemocrazia sociale.                      Domenico  Cammarano

2 pensieri su “Il programma economico del governo che non decolla.

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