La questione degli immigrati clandestini: analisi e possibili soluzioni.

 

Sulla questione degli immigrati clandestini ,che ormai sbarcano quotidianamente nei nostri porti  creando non pochi disagi, già avevamo espresso il nostro parere nel giugno del 2015, sempre dalle pagine del blog dell’Attuazione delle Democrazia. Gli interrogativi di allora , sono rimasti gli stessi, per la presenza degli stessi attori, anche se alcuni di questi , le Ong ( le organizzazioni non governative ) hanno assunto un ruolo sempre più “presente” anzi onnipresente!

Risultati immagini per foto gommoni immigrati

Le vicende di Lampedusa legate spesso alle vittime di questi  immigrati, oggi hanno assunto una dimensione che va sempre più interpretata.  Infatti le motivazioni di queste ondate migratorie di  centinaia di migliaia di persone che cercano ospitalità in Europa sono apparentemente almeno due. Da una parte una minoranza , che costituisce circa il 5% dell’intero flusso migratorio, che scappa da guerre terribili , come quella combattuta da anni in Siria, e che chiede all’Europa “asilo politico” , così come è previsto da  quasi tutte le carte costituzionali dei paesi democratici.

Risultati immagini per foto delle organizzazioni non governative

Verso queste persone vi è sicuramente un dovere morale e civile da parte dell’Italia , dell’Unione Europea e  dell’ONU, che  dovrebbero dare una sistemazione dignitosa a chi ha perso tutto per le guerre e rischia la vita.

Quindi laddove ci sono richieste di intere famiglie che chiedono asilo, la motivazione è verosimile e l’accoglienza deve essere gestita dalle istituzioni nazionali e internazionali; invece l’intera Unione Europea scarica l’intero onere solo sull’Italia, che prona e supina cerca di starnazzare con i suoi politici, ma alla fine , obbedendo a logiche tutt’altro che umanitarie, accoglie tutti,  soprattutto quella massa di giovani e giovanissimi uomini, circa il 95% di questi flussi migratori, che correttamente vanno classificati come “immigrati economici”. Questi ultimi , come tutti , pagano ai trafficanti libici circa 1000/1500 dollari per un posto su un gommone ,  per trovare ” l’America” in Italia ( sic ), cioè  occupazione e benessere economico in una nazione dove il 15 %  della popolazione è disoccupata e circa il 40% dei giovani non ha un lavoro!

Da qui il “business” tipicamente italiano , dove le ragioni umanitarie mi sembrano decisamente risibili. Ogni clandestino ci costa circa 35/40 euro al giorno per vitto e alloggio… e chi paga? Non ci risulta che le spese di mantenimento siano equamente distribuite tra tutti i membri dell’Unione Europea o da altre organizzazioni internazionali; anzi l’intera organizzazione “umanitaria” è  a carico degli Italiani. Infatti dal recupero dei pseudo-naufraghi , che dopo aver percorso le circa 15 miglia di mare delle acque territoriali libiche, vengono intercettati subito dalle nostre organizzazioni non governative  fino al trasporto nei nostri porti  e alla sistemazione in centinaia di comuni d’Italia ,  è completamente a carico del governo italiano e quindi di tutti noi!

Vada per l’accoglienza degli immigrati per cause di guerre, ma certamente non possiamo dare ospitalità a tutte quelle popolazioni che nel mondo cercano una seconda patria in Italia…..esistono anche altre nazioni con principi uguali o simili ai nostri! Anche noi nel Novecento abbiamo subito totalitarismi, guerre , invasioni, bombardamenti, miserie e distruzioni , ma certamente non abbiamo preteso in massa ospitalità altrove, anzi  ” con due piedi in  una scarpa” abbiamo sopportato umiliazioni e soprusi anche in Paesi che si definivano e vengono definiti esempi di democrazia e libertà. Voglio dire che l’ospitalità è qualcosa che si chiede nel rispetto delle leggi del Paese ospitante e mai con arroganza  e soprattutto clandestinamente!!!

Infatti quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno risposto all’Italia di frenare i flussi migratori clandestini e di rispedire gli immigrati per motivi economici a casa loro. Il governo italiano invece che fa? Spedisce le nostre ONG ai confini territoriali della Libia e il primo gommone che salpa alla luce del giorno verso l’Italia  viene prontamente “salvato”! E in effetti con tali imbarcazioni non si muoverebbero proprio dai loro porti se , ad iniziare dagli scafisti, non  avessero la certezza di essere subito traghettati comodamente in Italia. Ed ecco perché le poche centinaia o migliaia fino al 2014 sono diventate decine e centinaia di migliaia nell’ultimo anno .

Risultati immagini per foto porti libici

Crediamo che tutta questa politica  non abbia solo finalità umanitarie, ma  invece, soprattutto economiche. Mi spiego meglio! Tutti gli immigrati che “scappano” dai centri d’accoglienza,e che sistematicamente vengono respinti dalle nostre nazioni confinanti, vanno ad arricchire quell’esercito di lavoratori clandestini, che sottopagati vanno a “sostenere”, in una logica perversa, l’economia di aziende di ogni genere ma soprattutto agricole, che grazie alla cecità delle nostre istituzioni, continuano a lavorare con mezze paghe e senza orari “sindacali”, alla faccia di tutte le regole  e le democrazie, consentendo da una parte la sopravvivenza delle stesse che, risparmiando sui dipendenti “Irregolari” , possono pagare ” il pizzo” ( le tasse sproporzionate) allo Stato italiano , sempre più incapace di una vera politica economica dignitosa .

Al danno la beffa! I nostri giovani, non “educati” a questa prassi di lavoro in nero, sostenuti ancora dai redditi solidi dei loro genitori, abituati solo a “svolazzare” , cercano, a loro volta , in alcuni casi, fortuna all’estero per lo più come inservienti perché pagati meglio rispetto all’Italia, altri  , la maggioranza , stanno comodamente a sfruttare le ultime risorse familiari, in attesa di tempi migliori!

Ma ritornando ai nostri clandestini, che a frotte andiamo a recuperare in alto mare, il governo italiano come dovrebbe regolarsi?

In primo luogo imporre all’Unione europea una politica estera unica e una gestione dei confini, condivisa sotto tutto gli aspetti , diversamente minacciare  e poi attuare l’uscita dalla stessa Unione. Negoziare con la Libia e altri Paesi coinvolti in questo traffico di esseri umani, centri di raccolta   delle domande di  immigrazione,  gestiti anche da istituzioni internazionali, presso i porti d’imbarco, i nostri consolati e le nostre ambasciate o altri luoghi definiti dalle autorità locali. Ciò troncherebbe il traffico clandestino e consentirebbe a questi “poveri” di risparmiare  i  1000/1500 dollari  e soprattutto di non rischiare la vita.

Spesso ci riferiscono che le autorità locali non collaborano, perché chiaramente ci sguazzano in questo commercio di esseri umani immondo e crudele: bene! Un governo di uno Stato veramente democratico e portatore dei valori umani a protezione dei veri “poveri” e non complice morale di trafficanti , andrebbe , comunque a recuperare i cosiddetti naufraghi , ma invece di accompagnarli nei nostri porti , li dovrebbe ricondurre da dove sono partiti, con le buone azioni diplomatiche o con l’ausilio delle forze armate navali e aeronautiche . Alle volte, per far trionfare la giustizia  ed eliminare le cause di tanti sfruttamenti ,  vanno mostrati i muscoli! Tutto ciò , senza tralasciare la politica d’accoglienza verso coloro che ne hanno veramente diritto , come prevede la nostra Costituzione, e tutti gli altri aiutati nei propri Paesi, insegnando loro, anche,  che certi diritti si conquistano combattendo e non scappando, lasciando bambini, donne e  anziani alla mercé di tanti dittatori e sfruttatori nazionali e internazionali.

Per l’Attuazione della Neo democrazia sociale       Domenico Cammarano

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