Disoccupazione e soluzioni del problema: Neodemocrazia sociale apre il suo primo forum on line.

 

Leggiamo dalle agenzie d’informazione più quotate che in Italia ci sono tre milioni di disoccupati  (il 16% del totale); di questi  i giovani in cerca di lavoro  sono 647.000. Sono cifre ragguardevoli, di fronte alle quali ogni governo dovrebbe porre in essere uno sforzo innovativo, per garantire a tutti quel primo articolo della costituzione italiana, che vuole l’Italia fondata sul lavoro e non sulla disoccupazione.

In considerazione delle politiche fallimentari degli ultimi governi sul problema del lavoro, noi di Neodemocrazia sociale, pensiamo che sia giunto il momento che l’iniziativa popolare e il senso civico della maggioranza degli Italiani debbano incoraggiare, sostenere o sostituire i nostri mediocri governanti per far sentire dal basso, cioè da quel popolo sovrano, solo sulla carta, quali possono essere le concrete iniziative per superare questa crisi, confrontando idee e proposte.

Ufficialmente  apriamo un Forum, un Comitato di liberi cittadini,uniti dalla rete per verificare se effettivamente esistono idee concrete e realizzabili in alternativa a quelle dei partiti, per risolvere il problema della disoccupazione.

Le nostre proposte sono in parte già presenti nel blog di “Neodemocraziasociale.altervista.org”, ma riteniamo opportuno ribadirle in questa occasione, in attesa di commenti, critiche e suggerimenti vari da sottoporre  a chi può prendere, ad oggi, i provvedimenti più adeguati in tutte le istituzioni locali e centrali.

Punto primo: Siamo contrari per principio ad elargizioni da parte dello Stato, sotto qualsiasi forma,  denominati variamente “Redditi di cittadinanza”, “Presalari”, “Assegni di disoccupazioni” o altre forme di sostegno, che presuppongono assegni senza lavoro.Solo per invalidi accertati, anziani senza redditi e bambini senza genitori o affidati a genitori separati, con limitate possibilità economiche; lo Stato deve intervenire economicamente in virtù del principio dello Stato-sociale affermato dalla nostra Costituzione e dal principio cristiano della solidarietà.

Punto secondo: La solidarietà sociale può anche imporre che per legge lo straordinario sia abolito e tutto il lavoro eccedente sia accumulato per creare nuovi posti di lavoro tra i disoccupati di ogni amministrazione pubblica e privata. Parimenti è possibile ridurre la settimana lavorativa di una o due ore , con la relativa paga, a chi possiede doppio reddito familiare o per categorie particolarmente benestanti , per creare altri posti di lavoro anche di due o tre giorni settimanali, cioè con metà dell’orario di lavoro e naturalmente con relativo salario. Il principio che sottende questa proposta è quello che tutti devono lavorare, anche se per pochi giorni mensili e usufruire della meritata paga, senza nessuna elargizione gratuita da parte dello Stato.

Punto terzo:Abolire  la riforma sulle pensioni e riportare il limite massimo a 40 anni di contributi, per favorire il ricambio generazionale e creare reali presupposti per iniziare a lavorare prima dei 30 anni; altrimenti avremmo una società dove gli anziani devono lavorare fino a settant’anni per mantenere i giovani costretti ad andare a spasso.

Punto quarto  FONDAMENTALE : Per noi di “Neodemocrazia sociale” la svolta essenziale per creare lavoro in Italia  è rappresentato dalla creazione di posti di lavoro conseguenziali ad una migliore funzionalità dei tre settori fondamentali della nostra economia.  Non vogliamo riproporre la creazione di posti fittizi di lavoro per alimentare clientele politiche, come facevano i partiti di governo della prima repubblica e come fanno ancora  oggi in alcune regioni d’Italia, ma lavoro che crea ricchezza e benessere generale. E allora? Sostenere le aziende ancora vive in Italia. abbassando il costo del lavoro seguendo l’esempio delle più progredite nazioni europee, come la Svizzera, e pagare i crediti che vantano. Rilanciare l’artigianato , creando opportune scuole di formazione qualificate e gratuite per i disoccupati di ogni età. Questo rilancio dovrebbe puntare non solo sulle forme di artigianato tradizionale, ma anche su quello legato al recupero delle nuove tecnologie, che spesso, pochi mesi dopo la scadenza della garanzia, vanno ad incrementare le nostre discariche.

Sostenere il settore automobilistico con la ricerca,la progettazione e la produzione di auto elettriche e ibride, peraltro già realizzate all’Università di Torino e nel Veneto. Dobbiamo favorire e sostenere la ricerca a tutti i livelli, soprattutto nel settore energetico, per abbattere i costi relativi all’acquisto del petrolio all’estero e all’inverso per produrre fonti energetiche alternative a quelle tradizionali che ci farebbero risparmiare e creerebbero senz’altro nuovi posti di lavoro dalla progettazione, alla produzione, all’installazione e alla manutenzione.

In sintesi le nuove tecnologie potrebbero ridurre il fabbisogno dalle fonti energetiche tradizionali e di converso crearne di nuove, rinnovabili e con costi inferiori rispetto a quelle classiche, anche dal punto di vista ambientale. E ancora  educare i consumatori a privilegiare i prodotti dell’agricoltura e dell’industria a chilometro zero, cioè del nostro territorio, per dar lavoro ai nostri concittadini e per usufruire  sicuramente  di una qualità migliore: in altri termini dalla politica legata alla globalizzazione a quella legata al territorio e alle sue naturali e tradizionali risorse. E chi più ne ha più ne metta a disposizione della pubblica riflessione e discussione.

(P.S. Inviare commenti, suggerimenti e proposte all’indirizzo e-mail: mimmocammarano58@gmail.com, oppure alla pagina di facebook di Domenico Cammarano ).

Per la Neodemocrazia sociale e integrale.                       Domenico Cammarano

19 pensieri su “Disoccupazione e soluzioni del problema: Neodemocrazia sociale apre il suo primo forum on line.

  1. Ciao MImmo, intervengo solo su uno dei punti che hai trattato nel tuo lungo articolo. Mi riferisco alla questione del reddito di cittadinanza, che tu respingi con forza.
    Penso, invece che la scelta di introdurre un reddito di cittadinanza o una forma di salario minimo garantito, sia una scelta di civiltà e di solidarietà concreta.
    L’obiettivo del reddito minimo garantito è quello di abolire la povertà. E’ un reddito versato a coloro che non hanno un patrimonio sufficiente a coprire i bisogni di base ( casa, istruzione, sanità ). E’ una forma di sostegno economico finalizzata alla protezione di chi ha difficoltà di inserimento nel tessuto produttivo. E’ uno dei fondamenti del modello sociale europeo, infatti l’UE nella direttiva 92/411, impegna gli Stati membri ad adottare misure di garanzia del reddito. Negli Stati membri dell’UE esistono, infatti, varie forme di redditi minimo garantito o reddito di cittadinanza. Solo Grecia e Italia non hanno questo tipo di misure. Al posto del reddito minimo hanno disocccupazione dilagante, corruzione e falsi invalidi.

  2. Sicuramente un reddito di cittadinanza va garantito a quelle categorie di cittadini che non possono lavorare( troppo anziani, bambini e adolescenti senza famiglia, invalidi e categorie similari); ma chi può lavorare ,deve essere lo Stato a metterlo in condizioni di guadagnarsi con una onesta attività produttiva ciò che gli necessita.Quindi, la mia proposta è quella di riconoscere un salario minimo a chi vuol effettivamente lavorare, evitando di creare una moltitudine di giovani che gongolandosi tra la paghetta dei genitori e quella dello Stato, eviteranno definitivamente di trovare un vero lavoro! Pertanto penso che, piuttosto che elargire denaro gratuitamente,( che non potrebbe mai superare le 500/600 euro mensili…a proposito lo Stato dove li andrebbe a recuperare?) lo Stato dovrebbe farsi promotore di attività produttive nei tre settori tradizionali, e riconoscere a parità di stipendio, un determinato numero di giornate lavorative corrispondenti, ma che di converso avrebbero la dignità di essere attiività produttive e utili alla collettività, piuttosto che sopravvivere di elargizioni gratuite. Il problema serio è quello di inventare attività produttive serie, per aumentare il Pil ,facendo uno sforzo riorganizzativo e fondato su progetti legati alla ricerca e alla volontà generale di collaborare veramente per il benessere sociale, cambiando un pò tutti stile di vita. Ecco il problema serio: come rendere le nostre attività produttive più competitive sul mercato e quali attività introdurre per far crescere la produzione? E da qui il lavoro per tutti.

  3. Lancio qui ed al volo alcune idee che ho maturato nel tempo, la prima ovvero la base perché si possa mettere mano a tutto senza che i mercati o chi per loro intervengano e’ riportare le banche centrali sotto la gestione degli stati. Questo consentirebbe alla politica di gestire politiche espansionistiche senza dover temere spread ( che non dovrebbe esistere o altro).
    Un altro passaggio fondamentale e’ la conoscenza del territorio in termini di materie prime per consentire agli studenti di poter apprezzare e valorizzare il Made in Italy. Consorziare piccole aziende simili nel prodotto e creare linee di qualità altissima sotto il logo tricolore offrendo loro detassazioni su immobili ad uso industriale e su lavoro blocco doganale dei prodotti che non rispettano gli standard di lavoro e qualitativi di altissimo profilo. Istituzione di un centro per le emergenze di Stato irrisolte con la possibilità di avere un capitolo di spesa che non entri in alcun patto di stabilità sia esso Europeo o Nazionale finalizzato alla ricostruzione delle aree toccate e devastare dai terremoti.
    Valorizzazione delle fasce costiere con servizi stile quello civile per la pulizia delle spiagge e delle aree di servizio di montagna.
    Indicizzazione dei salari, utilizzo da parte dello Stato dello strumento della svalutazione come arma di difesa agli shock esterni inevitabili in un mondo dove la fianaziarizzazione del debito a portato al collasso. Riduzione drastica del salario dei manager pubblici nelle aziende ospedaliere (o totale eliminazione) ed assunzione di giovani infermieri e dottori.
    Caro Mimmo le ho scritte al volo e via cellulare perdona qualche imprecisione… Ciao e fammi sapere

    • Caro Agostino, cellulare a parte, che non offre la stessa precisione del computer da tavolo, le idee che hai espresso sono chiarissime e personalmente le condivido. Sei tra i pochi che hanno capito lo spirito dell’iniziativa e sanno avanzare delle proposte personali, seppur discutibili, come tutte le nostre opinioni.I commenti che mi arrivano, sostanzialmente sono caratterizzati dalla completa sfiducia o dalla speranza che sempre qualcuno ( un nuovo salvatore della patria) debba far qualcosa per tutti.Ma di iniziative personali da parte di liberi e comuni cittadini manco a parlarne!!! Tutti pronti a lamentarsi , ma bravi solo ad attendere la “manna che scende dal cielo”, idee e iniziative personali quasi zero. Magari riformula le tue proposte da casa e cerchiamo di pubblicarle come tuo articolo personale in tutti gli spazi che ho creato per la discussione.

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  6. ITALIANI FATE SAGRIFICI….MA CHE PUTT…..?
    Video/ Inps “terrorizza” anziani su pensioni: è caos
    Mercoledì, 24 luglio 2013 – 08:13:00
    IL VIDEO: Video/ Inps “terrorizza” anziani su pensioni: è caos

    Se potessi avere mille euro al mese…Nei primi giorni del mese, a molti pensionati torna in mente il motivetto, adeguato alla valuta, degli anni ’40. Per alcuni le cifre sono ben diverse. Il pensionato più dorato d’Italia percepisce infatti 91 mila euro al mese. No, nessun errore di battitura: 91 mila euro al mese. E non è l’unico fortunato: c’è chi di euro ne percepisce 66 mila, chi 50 mila. L’ammontare è calcolato con il vecchio sistema retributivo: significa che è più alto dei contributi realmente versati. Le cifre sono state svelate grazie a un’interrogazione parlamentare di Deborah Bergamini (Pdl). Vanno dal primo (90 mila euro) al decimo posto (41 mila euro). Il governo ha diffuso i numeri e non i nomi. E’ possibile però identificarne alcuni. Ecco chi sono i super-pensionati.

    P.F.

  7. TEMPIO DELLA DEMOCRAZIA CHIAMATA AMERICA?
    IL PRESIDENTE DELLA CAMERA LAURA BOLDRINI e Onorevole Ministra Cécile Kyenge
    hanno qualificati gli ITALIANI Razzisti
    Onorevoli, ci dite cosa ne pensate del TEMPIO DELLA DEMOCRAZIA CHIAMATA AMERICA?
    Il Sociale
    Il donatore di midollo rifiuta di aiutarla, la bimba di 11 anni muore
    Giovedì, 8 agosto 2013 – 13:04:00

    “Non è americana, il mio midollo non glielo do”. Ha risposto così, un donatore statunitense alla richiesta di aiuto dei genitori della piccola Giada Lunardon, 11 anni di Vallonara (provincia di Vicenza). La bimba, malata di leucemia, cercava da tempo qualcuno che avesse midollo osseo compatibile. Quando sembrava avercela fatta e la storia sembrava andare verso il lieto fine ecco il rifiuto. Giada è morta.

    Come spiega il Gazzettino, Giada è deceduta fa all’ospedale San Bassiano gettando nella disperazione i genitori Cinzia e Secondo con la sorellina Gioia. Ma anche la frazione di Vallonara si è stretta attorno alla provata famigliola che ha sperato sino all’ultimo nel miracolo.

    Successivamente, grazie alla tenacia della famiglia Lunardon, fu trovato un donatore dalla Germania ma purtroppo fu troppo tardi. Dalla fine dell’anno scorso infatti si attendeva che Giada si riprendesse per effettuare il trapianto, in quanto troppo debilitata. Purtroppo, continua il quotidiano veneto, però Giada non si è più ripresa. I funerali, con la salma proveniente dal San Bassiano, si svolgeranno oggi giovedì 8 agosto alle 17 nella chiesa di Vallonara.
    Paolo F.B.V.

  8. Immigrazioni: ancora sbarchi a Lampedusa, PARDON, MA LA SIGNORA CHIAMATA EUROPA DOVE’ Hāʼ A SPENDERE I NOSTRI RISPARMI….ORA BASTA- RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA ITALIA:
    Un barcone gia’ arrivato, altri due soccorsi a largo dell’isola
    27/05/2013
    IO AMO L’ITALIA. SOVRANITÀ MONETARIA VALORI NON NEGOZIABILI.
    La nostra civiltà suicida si piega per difendere chi vuole distruggerci

    (Il Giornale) – Quanto sta accadendo attorno e dentro di noi ci fa toccare con mano l’agonia della civiltà laica e liberale dell’Occidente, sia nella sua dimensione economica, il capitalismo, sia nella sua dimensione politica, la democrazia, sia nella sua dimensione costituzionale, lo Stato nazionale, sia nella sua dimensione spirituale, il cristianesimo. E non si tratta dell’approssimarsi di una morte conseguente al fallimento della nostra civiltà, bensì dell’orientamento parzialmente inconsapevole e totalmente irresponsabile a suicidarci, scegliendo di sottometterci alla duplice dittatura della finanza speculativa e dell’eurocrazia che stanno uccidendo l’economia reale e la democrazia sostanziale, alla dittatura del globalismo che abbatte le nostre frontiere e promuove l’ideologia dell’immigrazionismo, alla dittatura del relativismo che scardina i valori fondanti della nostra umanità favorendo la diffusione dell’ideologia islamica con il suo portato di terrorismo, violenza, odio, distruzione, arbitrio, dissimulazione e cultura della morte.

    Come non vedere il rapporto speculare e complementare tra l’attentato di due terroristi britannici cristiani convertiti all’islam che decapitano il soldato britannico cristiano a Londra e l’assoluzione del primo ministro britannico cristiano qualificando l’attentato come un “tradimento dell’islam”? Come potremmo spiegare il fatto che la rete delle moschee e dei movimenti islamici radicali, quale Al Muhajiroun (Gli Emigranti), i cui leader – l’anglo-pachistano Anjem Choudary e il siriano Omar Bakri – hanno plaudito ai taglia-testa e elogiato l’attentato, continuino l’attività di “produzione” di terroristi islamici, se non considerando il potere della finanza islamica presente nella City e il ricatto perpetuo degli sceicchi che elargiscono petrodollari a condizione che si costruiscano moschee?

    Così come non potremmo prendere atto del rapporto di interdipendenza tra l’offerta dello sceicco del Qatar Mohamed Al Hemadi in visita a Mazara del Vallo lo scorso 16 maggio (“Sono disponibile a contribuire al risanamento avviato dall’Amministrazione Comunale della Casbah, attraverso un intervento a mie spese di recupero territoriale che preveda anche la realizzazione di una moschea”), l’accoglienza entusiastica del sindaco Nicola Cristaldi (“La proposta dello sceicco è motivo d’orgoglio per la nostra politica multiculturale e multietnica e pensiamo sia giusto che la nostra città abbia una moschea”), e la piena condivisione del vescovo monsignor Domenico Mogavero (“La moschea è un diritto fondamentale. È libertà di culto, un diritto fondamentale delle persone che non può essere ignorato neanche in nome di una malintesa reciprocità”).

    Ugualmente come si potrebbe non riflettere sul silenzio dei governi europei circa la presenza di ben 800 terroristi islamici con cittadinanza europea in Siria dove combattono in seno al gruppo Jabhat al Nosra (Fronte della vittoria), legato ad Al Qaeda, massacrando cristiani e minoranze islamiche, mentre l’Unione Europea è ufficialmente schierata dalla parte dei terroristi islamici insieme a Turchia, Arabia Saudita e Qatar? Come si spiegano l’imbarazzo del presidente francese Hollande a menzionare l’identità del terrorista islamico che ha tentato di sgozzare un soldato francese a Parigi e quello delle autorità svedesi a rendere pubblici i nomi degli immigrati che da una settimana stanno mettendo a ferro e a fuoco le periferie di Stoccolma e di altre città?

    La verità è che, succubi delle dittature finanziaria, eurocratica, globalista e relativista, siamo precipitati nell’autocensura vietandoci di rappresentare correttamente la realtà. Così come subiamo la nostra riduzione in uno stato di povertà nonostante siamo un Paese ricco sottomettendoci al terrorismo psicologico di chi ci vorrebbe far credere che lo strapotere delle banche, la moneta unica e il mercato globalizzato sarebbero inviolabili e irreversibili, ugualmente subiamo la spogliazione dei nostri valori e la perdita della nostra identità a causa della scelta della classe politica, della Curia cattolica e della cultura egemone che legittimano l’islam e l’abbattimento delle frontiere nazionali.

    L’agonia della nostra civiltà laica e liberale emerge come l’ossequio costi quel che costi alla dimensione formale del capitalismo, della democrazia, della nazione e della spiritualità, fino al punto da svilire e rinunciare alla dimensione sostanziale, che ci porta a vergognarci di dire serenamente, fermamente e orgogliosamente che questa è casa nostra, che l’Italia è la casa degli italiani. All’opposto ci siamo autoimposti di considerare casa nostra come una terra di nessuno, dove chiunque può prendervi possesso, urlare a viva voce che gli spettano diritti e libertà anche se è entrato illegalmente, se si risiede irregolarmente, se opera per distruggerci e annientarci. Ebbene questa agonia non è non è una calamità: la nostra missione è riscattare il nostro diritto inalienabile alla vita, alla dignità e alla libertà qui a casa nostra.

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  13. L’IMMAGINE DELLA NUOVA DEMOCRAZIA…

    Pensionati, ortolani! Smantellate i vostri orti -

    Sarà la terra dei futuri lavori “socialmente utili”.

    Vi costruiremo la via verde nel paesello

    Dove ci galopperanno gli asinelli -

    Creature del sistema marcato “EUROPA”.

    Il povero Pippo-asinello scorrazza per la via verde,

    E’ felice con gli paraocchi che nascondono il verde della natura.

    Non adopererà più la zappa per fare il suo orticello dopo la pensione.

    L’asinello felice, invece deve andare al supermercato.

    Ma un giorno Pippo-l’asinello si accorgerà che i soldi sono finiti,

    Che il sistema marcato “EUROPA” gli aveva portati via i risparmi di una vita.

    Pippo-l’asinello ha fame e non sa cosa fare.

    Il Sindaco del paesello vuole la tassa della via verde – tassa “ambientale”.

    Pippo non la paga poiché non ha più soldi nemmeno per il cibo.

    Pippo va in un campo a mangiare l’erba dove lo vede l’ambientalista e lo denuncia.

    La multa non la paga – non ha i soldi. E così lo mettono in galera.

    Pippo piange, batte la testa al muro, gridando: Sono stato un somaro!

    Mi sono fidato ancora dei politici e dei sindacati!

    Ero orgoglioso di essere un cittadino dell’ EUROPA!

    Ohi-ohi! Sono stato veramente un asino – mi sono fatto ancora derubare: questa volta dal sistema

    marcato “EUROPA massonica” abbellita dai giornalisti.

    Sì, loro parlano sempre di lavoro , ma non per Pippo-l’asinello, l’asinello italiano…

    Mentre Pippo dorme per le vie del paesello:

    Trotta – trotta, somarello, porta rose per mamà – se i soldi tu ce li hai!

    Un tesoro per papà – se lo vai a rubare!

    Mentre per me solo – tamburini, trombe, palle e burattini – guarda l’EUROPA!

    E se vuoi un bel paniere di banane, uva e pere – puoi solo sognarli…

    Trotta – trotta, somarello, per le vie del paesello…

    Nella stalla, tu lo sai, molta biada troverai – se hai pagato l’IMU e,

    Se l’EUROPA la biada non te l’ha ancora requisita…

    Intanto il tempo passa… tempo che va…

    Ti passa accanto, non ti parla, ma si fa capire.

    Non ha le ali, ma vola…

    Sembra un favola, ma è realtà…

    Sembra nuova, ma tu lo hai già conosciuto – lo vedi sempre passare accanto a te…

    Passa veloce e non riesci a fermare la bruttezza sociale…

    Non sai più chi sei o come ti devi autodefinire:

    Uomo? Donna?

    Per contentare la nuova democrazia per essere al passo con il tempo moderno?

    Forse è meglio “finocchio” dell’orticello del paesello che non c’è più?

    Ohi-ohi! Trotta – trotta, somarello, metti uno scudo al retro per proteggerlo

    E galoppiamo verso Putin – forse ci salveremmo per qualche anno di sentirci chiamati

    Donna-donna, Uomo-uomo.

    Trotta – trotta, somarello…

    Paolo Francesco Barbaccia Viscardi

    22 settembre 2013

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