La scuola che avremmo dovuto riformare diversamente.

 

Sta per riaprire la scuola, anzi in alcuni istituti e regioni d’Italia si sono già conclusi i primi giorni di lezione. La precarietà che caratterizza ogni inizio di  anno scolastico, si ripete anche per quest’anno! Mancano alcuni docenti, mancano alcuni dirigenti, mancano i collaboratori scolastici, le aule non sono sufficienti in alcuni istituti, gli edifici non sono a norma di sicurezza, per carenza di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria che comporta anche la mancanza delle prescritte certificazioni di sicurezza e di agibilità. Di fronte a tutto questo , però  già tutte le scuole hanno nominato le “funzioni strumentali” , hanno dato il via  al “progettificio” annuale, per completare il “POF” , ovvero il piano dell’offerta formativa ( per i non addetti ai lavori, il POF è  la redazione della programmazione annuale d’istituto). Sicuramente troveremo qualche laboratorio in più e le misteriose “LIM” ovvero le lavagne elettroniche, sistemate in qualche aula di alcuni edifici scolastici e “dulcis in fundo” il registro elettronico. 

Sicuramente lo Stato spende un bel po’ di quattrini per attrezzare le scuole con questi strumenti all’avanguardia: peccato che il necessario aggiornamento per i docenti che ne devono fruire, è latitante, approssimativo, incompleto. Nel frattempo le aule non hanno tendine per ripararsi dal sole, mancano di banchi e sedie adeguate, gli armadietti e gli attaccapanni sono spesso fatiscenti o inesistenti, le cartine geografiche sono da museo e le palestre mancano o non sono attrezzate; per non parlare dei servizi igienici, che spesso sono tutt’altro che igienici! Ma non di rado mancano proprio le aule e si ricorre ancora ai doppi turni!!

Di fronte a tutto questo, i Soloni della Minerva, da anni  ci hanno tempestato di riforme e mini riforme, decreti per modificare i curricoli scolastici, i programmi e l’orario delle lezioni; hanno soppresso istituzioni scolastiche e ne hanno creato nuove; ma  rispetto a tutto questo trasformismo,hanno anche pensato che per far lezione in modo più adeguato è possibile anche costituire classi-pollaio, che un po’ ovunque superano facilmente le trenta unità!!! Basta dire questo , per capire la saggezza di chi ci governa.

Far lezioni in classi con trenta o più alunni, è come voler creare i presupposti per realizzare un intrattenimento per cinque o più ore, che nella migliore delle ipotesi, quando la classe è composta da alunni con caratteristiche omogenee  ( livelli di preparazione, capacità intellettive e volitive,adeguati supporti familiari) , si riesce a realizzare solo una sufficiente preparazione culturale. Diversamente, ed è la regola, quando gli alunni delle classi sono eterogenei , molti non riescono a seguire l’unico ritmo di lezioni possibile, perché il docente non ha il tempo adeguato per creare quei momenti opportuni per gli interventi individualizzati, anche per la naturale “vivacità” e confusione che si crea nei rapporti scolastici quando gli alunni in classe sono troppo numerosi. Soprattutto nelle classi dove si presentano tanti casi con problematiche complesse nell’apprendimento, nel comportamento e nell’assiduità della frequenza, il migliore docente può solo abbozzare, ma difficilmente seguire opportunamente ogni singolo caso; però può sempre contare sui colleghi delle  funzioni strumentali, sulla Lim, sulle indicazioni del Pof , sul supporto dei “progetti” e, infine, sul registro elettronico!!!

Invece sostengo, insieme a migliaia di docenti d’esperienza e di buon senso, che per far lezione come si deve, occorre formare classi di venti alunni, avere  a disposizione i sussidi  ben funzionanti e soprattutto un orario scolastico adeguato alle strutture che accolgono i nostri ragazzi e che non superi mai le cinque ore quotidiane di lezioni, ore di sessanta minuti regolari senza tagli e contrazioni, dalle primarie ai licei. Infine , un altro limite delle nostre moderne istituzioni scolastiche, è il protrarsi dell’età pensionabile, che impone a tanti docenti “stanchi” di rimanere in servizio, per giungere ad una pensione, ben al di sotto dei colleghi di qualche anno fa con minor numero di anni di servizio; tutto ciò  anche a discapito di tanti precari, più giovani, più energici e motivati che avrebbero il diritto di sostituire tanti sessantenni al limite delle proprie energie, ma soprattutto sulla qualità dell’insegnamento, in quanto il lavoro con i ragazzi non è paragonabile a pratiche d’ufficio, dove puoi rallentare o rinviare contando sulle residue energie  personali. Ma questo i signori Ministri e i loro staff tecnici e politici, proprio non lo vogliono concepire: per loro è sufficiente un nuovo decreto e qualche  supporto tecnologico e tutto si risolve.

Per la Neodemocrazia sociale.                    Prof. Domenico   Cammarano

3 pensieri su “La scuola che avremmo dovuto riformare diversamente.

  1. Rita Faiella
    sono d’accordo con te ed in quanto assistente tecnico di dodecennale esperienza ti dico che le lim, necessitando degli stessi strumenti del semplice schermo ( proiettore, pc ) sono una spesa inutile. Inoltre presuppongono che il docente abbia il tempo per “costruire” delle lezioni, che comunque sarebbero tutte uguali, cosa non auspicabile . Per gli altri argomenti sono con te. La precarietà è demotivante e crea allungamenti dei periodi di marcia ed insegnanti scontentissimi (io ora sono all’ufficio personale come amministrativa) poco legati al posto di lavoro temporaneo e stanchissimi per i lunghi tempi di trasferta, oltre che bistrattati dalle dirigenze nn accorte, consapevoli della loro temporaneità sul posto di lavoro ( questo vale anche per il personale ata!) talvolta con orari impossibili. Gli anziani, lo sappiamo, di solito guardano al traguardo della pensionee… come tutti e non sempre i loro metodi hanno la stessa velocità della gebnerazione visualista ed informatica con cui hanno a che fare.

  2. Il problema della scuola è sempre lo stesso:chi sta al governo non conosce la reale situazione come la viviamo noi che nella scuola ci lavoriamo.Le nuove tecnologie (Lim,registro elettronico,tablet) sarebbero di per sè valide se si inserissero un un sistema scolastico funzionante.Purtroppo non è così,quotidianamente ci scontriamo con problemi più urgenti e pressanti di quelli che si pretenderebbe di risolvere con il ricorso alla tecnologia.Permangono classi pollaio di 35 allievi stipati in uno spazio che potrebbe accoglierne al massimo 25;gli stessi alunni vedono ridotte,se non escluse,le possibilità di essere seguiti dal docente come meriterebbero;ore di lezione tagliate e conseguente ampliamento dei programmi (nello specifico:le ore di Filosofia al Liceo Linguistico e al Liceo delle Scienze Applicate sono state ridotte a due al quarto e al quinto anno,mentre il programma della stessa materia prevede la trattazione di Hegel al quarto anno e la filosia contemporanea al quinto anno!!!);se un docente ha l’esigenza di produrre fotocopie per effettuare una verifica in classe,non ci sono i fogli o il toner,per cui si è costretti a provvedere a proprie spese … e potrei continuare a lungo.Però progettiamo attività superflue se non inutili,investiamo i pochi fondi a disposizione per retribuire funzioni strumentali che di fatto non servono a niente,acquistiamo strumentazioni che mai potranno essere utilizzate in questa triste realtà.Buon anno scolastico a tutti.

  3. AgoraVox Italia
    16 set (1 giorno fa)

    a me
    (questo è un messaggio generato automaticamente)

    Messaggio inviato da in calce all’articolo « La scuola che avremmo dovuto riformare diversamente ».

    Non rispondere a questo email ma intervieni sul forum all’indirizzo seguente:
    http://www.agoravox.it/La-scuola-che-avremmo-dovuto.html#forum67326

    ** La scuola che avremmo dovuto riformare diversamente

    * Un’idea: visto che l’Italia ha inventato il “metodo Montessori”, esportato con successo in tutto il mondo (per esempio è alla base dell’ottima scuola Finlandese), perchè non adottiamo quel metodo didattico nelle nostre scuole?

    Mancano i soldi? Uno dei problemi principali della scuola di oggi è il continuo aumento di ore e diminuzione di vacanze. Tornare ad un orario più civile (4 ore max al giorno, 3 mesi e mezzo di pausa estiva) ci permetterebbe sia di risparmiare soldi che di avere ragazzini meno rincretiniti.

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