LA VERITA’ SIRIANA SA ANCORA DI GAS. ( di Elena Babetto)

 

Se pensavate di aver visto o letto tutto vi sbagliavate di grosso. Continua il festival dell’ipocrisia e a confermarlo non sono solo i tardivi interessamenti, non sono solo le inutili parole e finte diplomazie ma sono i numerosi video che stanno giungendo dalla Siria, video che parlano di un altro attacco con il gas. Non si sa ancora di quale gas si tratti ma non ci vorrà molto. Si contano già dei morti e molti intossicati ricoverati negli ospedali dei campi profughi che chiaramente non sono attrezzati e non hanno mezzi sufficienti.
E proprio all’alba della meravigliosa notizia di una guerra scampata (come se la guerra non ci fosse mai stata in Siria!!), di un accordo diplomatico raggiunto grazie alla bella trovata del Ministro degli Esteri russo e di Putin e quindi di questa apprezzata volontà collaborativa di Assad da parte di tutti i big e del premio Nobel per la pace, mister Obama, appaiono queste notizie. 
Vedo continuamente video di bambini feriti, morti, denutriti ridotti pelle ed ossa che stanno aspettando la morte. Bambini che muoiono da soli perché i loro genitori non ci sono più. 
Ma tanto loro a chi servono? A cosa servono? A chi interessano? Sicuramente non a chi conta, non a chi decide chi deve vivere e chi deve morire. Assad deve vivere, tutta la sua famiglia e i suoi fedeli amici devono vivere. Assad interessa a molti e Putin è intervenuto nel più subdolo dei modi al momento giusto. E intanto alla conclusione di questa orribile pagliacciata c’è chi continuerà a morire nella più totale vigliaccheria mondiale. La fine di una triste storia, la più triste dopo la seconda guerra mondiale dicono, che vede l’abile sterminatore di massa vittorioso ed il suo popolo schiacciato e trucidato, popolo che rimarrà nei ricordi di molti, popolo che aveva osato manifestare pacificamente per rivendicare la propria libertà nel rispetto dei diritti umani.
                                                                              Elena Babetto

2 pensieri su “LA VERITA’ SIRIANA SA ANCORA DI GAS. ( di Elena Babetto)

  1. Decisamente la nostra E. Babetto ha ragione: la questione siriana viene ancora affrontata dalle potenze mondiali con ipocrisia e sottili giochi diplomatici indecenti, inumani, aberranti. La proposta della diplomazia russa , di eliminare le armi chimiche in Siria, attraverso ispettori ONU, peraltro subito accolta a parole da Assad, sembra l’ennesima trovata per garantire gli interessi “forti” dei principali attori mediorientali e delle super potenze a danno della popolazione, che da due anni chiedeva e chiede solo la realizzazione della democrazia nel proprio Paese. Dico , un’ inutile perdita di tempo, che avvantaggerà solo Assad e i suoi alleati storici, perché per individuare tutti i siti presenti nel territorio siriano, anche con l’improbabile collaborazione siriana, occorrerebbe un plotone di ispettori dell’ONU e miliari di euro per stoccare ed eliminare l’arsenale chimico di Assad. Si calcola che esisterebbero tonnellate di gas letali in Siria: orbene per stoccare ed eliminare un solo chilo di questi gas occorrono circa 3000 euro e tempi decisamente lunghi. Tutta l’operazione , accelerando i tempi richiederebbe almeno 3 anni e fondi che nessuno sa dove reperire. E la popolazione siriana nel frattempo che cosa farà? Che destino attende quei milioni di profughi? Non è difficile immaginare che il popolo siriano , con questi presupposti, continuerà a contare ancora tantissime vittime.

    • Aggiornamenti parlano di un Assad che intende consegnare le armi chimiche (che nel frattempo è stato disperso in 50 siti militari diversi) a patto che gli Usa non ne forniscano ai ribelli. Ecco che il gioco dello sterminatore si fa sempre più macchiavellico. Sui media americani viene riportata la notizia che la Cia ha cominciato a consegnare armi ai ribelli siriani. Le spedizioni – si legge sul Washington Post – sono cominciate nel corso delle ultime due settimane. Chissà quale sarà la prossima mossa una volta accertato il fatto. A parer mio, è solo un’ennesimo tentativo di prendere tempo.

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