La questione degli immigrati clandestini: analisi e possibili soluzioni.

 

Sulla questione degli immigrati clandestini ,che ormai sbarcano quotidianamente nei nostri porti  creando non pochi disagi, già avevamo espresso il nostro parere nel giugno del 2015, sempre dalle pagine del blog dell’Attuazione delle Democrazia. Gli interrogativi di allora , sono rimasti gli stessi, per la presenza degli stessi attori, anche se alcuni di questi , le Ong ( le organizzazioni non governative ) hanno assunto un ruolo sempre più “presente” anzi onnipresente!

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Le vicende di Lampedusa legate spesso alle vittime di questi  immigrati, oggi hanno assunto una dimensione che va sempre più interpretata.  Infatti le motivazioni di queste ondate migratorie di  centinaia di migliaia di persone che cercano ospitalità in Europa sono apparentemente almeno due. Da una parte una minoranza , che costituisce circa il 5% dell’intero flusso migratorio, che scappa da guerre terribili , come quella combattuta da anni in Siria, e che chiede all’Europa “asilo politico” , così come è previsto da  quasi tutte le carte costituzionali dei paesi democratici.

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Verso queste persone vi è sicuramente un dovere morale e civile da parte dell’Italia , dell’Unione Europea e  dell’ONU, che  dovrebbero dare una sistemazione dignitosa a chi ha perso tutto per le guerre e rischia la vita.

Quindi laddove ci sono richieste di intere famiglie che chiedono asilo, la motivazione è verosimile e l’accoglienza deve essere gestita dalle istituzioni nazionali e internazionali; invece l’intera Unione Europea scarica l’intero onere solo sull’Italia, che prona e supina cerca di starnazzare con i suoi politici, ma alla fine , obbedendo a logiche tutt’altro che umanitarie, accoglie tutti,  soprattutto quella massa di giovani e giovanissimi uomini, circa il 95% di questi flussi migratori, che correttamente vanno classificati come “immigrati economici”. Questi ultimi , come tutti , pagano ai trafficanti libici circa 1000/1500 dollari per un posto su un gommone ,  per trovare ” l’America” in Italia ( sic ), cioè  occupazione e benessere economico in una nazione dove il 15 %  della popolazione è disoccupata e circa il 40% dei giovani non ha un lavoro!

Da qui il “business” tipicamente italiano , dove le ragioni umanitarie mi sembrano decisamente risibili. Ogni clandestino ci costa circa 35/40 euro al giorno per vitto e alloggio… e chi paga? Non ci risulta che le spese di mantenimento siano equamente distribuite tra tutti i membri dell’Unione Europea o da altre organizzazioni internazionali; anzi l’intera organizzazione “umanitaria” è  a carico degli Italiani. Infatti dal recupero dei pseudo-naufraghi , che dopo aver percorso le circa 15 miglia di mare delle acque territoriali libiche, vengono intercettati subito dalle nostre organizzazioni non governative  fino al trasporto nei nostri porti  e alla sistemazione in centinaia di comuni d’Italia ,  è completamente a carico del governo italiano e quindi di tutti noi!

Vada per l’accoglienza degli immigrati per cause di guerre, ma certamente non possiamo dare ospitalità a tutte quelle popolazioni che nel mondo cercano una seconda patria in Italia…..esistono anche altre nazioni con principi uguali o simili ai nostri! Anche noi nel Novecento abbiamo subito totalitarismi, guerre , invasioni, bombardamenti, miserie e distruzioni , ma certamente non abbiamo preteso in massa ospitalità altrove, anzi  ” con due piedi in  una scarpa” abbiamo sopportato umiliazioni e soprusi anche in Paesi che si definivano e vengono definiti esempi di democrazia e libertà. Voglio dire che l’ospitalità è qualcosa che si chiede nel rispetto delle leggi del Paese ospitante e mai con arroganza  e soprattutto clandestinamente!!!

Infatti quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno risposto all’Italia di frenare i flussi migratori clandestini e di rispedire gli immigrati per motivi economici a casa loro. Il governo italiano invece che fa? Spedisce le nostre ONG ai confini territoriali della Libia e il primo gommone che salpa alla luce del giorno verso l’Italia  viene prontamente “salvato”! E in effetti con tali imbarcazioni non si muoverebbero proprio dai loro porti se , ad iniziare dagli scafisti, non  avessero la certezza di essere subito traghettati comodamente in Italia. Ed ecco perché le poche centinaia o migliaia fino al 2014 sono diventate decine e centinaia di migliaia nell’ultimo anno .

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Crediamo che tutta questa politica  non abbia solo finalità umanitarie, ma  invece, soprattutto economiche. Mi spiego meglio! Tutti gli immigrati che “scappano” dai centri d’accoglienza,e che sistematicamente vengono respinti dalle nostre nazioni confinanti, vanno ad arricchire quell’esercito di lavoratori clandestini, che sottopagati vanno a “sostenere”, in una logica perversa, l’economia di aziende di ogni genere ma soprattutto agricole, che grazie alla cecità delle nostre istituzioni, continuano a lavorare con mezze paghe e senza orari “sindacali”, alla faccia di tutte le regole  e le democrazie, consentendo da una parte la sopravvivenza delle stesse che, risparmiando sui dipendenti “Irregolari” , possono pagare ” il pizzo” ( le tasse sproporzionate) allo Stato italiano , sempre più incapace di una vera politica economica dignitosa .

Al danno la beffa! I nostri giovani, non “educati” a questa prassi di lavoro in nero, sostenuti ancora dai redditi solidi dei loro genitori, abituati solo a “svolazzare” , cercano, a loro volta , in alcuni casi, fortuna all’estero per lo più come inservienti perché pagati meglio rispetto all’Italia, altri  , la maggioranza , stanno comodamente a sfruttare le ultime risorse familiari, in attesa di tempi migliori!

Ma ritornando ai nostri clandestini, che a frotte andiamo a recuperare in alto mare, il governo italiano come dovrebbe regolarsi?

In primo luogo imporre all’Unione europea una politica estera unica e una gestione dei confini, condivisa sotto tutto gli aspetti , diversamente minacciare  e poi attuare l’uscita dalla stessa Unione. Negoziare con la Libia e altri Paesi coinvolti in questo traffico di esseri umani, centri di raccolta   delle domande di  immigrazione,  gestiti anche da istituzioni internazionali, presso i porti d’imbarco, i nostri consolati e le nostre ambasciate o altri luoghi definiti dalle autorità locali. Ciò troncherebbe il traffico clandestino e consentirebbe a questi “poveri” di risparmiare  i  1000/1500 dollari  e soprattutto di non rischiare la vita.

Spesso ci riferiscono che le autorità locali non collaborano, perché chiaramente ci sguazzano in questo commercio di esseri umani immondo e crudele: bene! Un governo di uno Stato veramente democratico e portatore dei valori umani a protezione dei veri “poveri” e non complice morale di trafficanti , andrebbe , comunque a recuperare i cosiddetti naufraghi , ma invece di accompagnarli nei nostri porti , li dovrebbe ricondurre da dove sono partiti, con le buone azioni diplomatiche o con l’ausilio delle forze armate navali e aeronautiche . Alle volte, per far trionfare la giustizia  ed eliminare le cause di tanti sfruttamenti ,  vanno mostrati i muscoli! Tutto ciò , senza tralasciare la politica d’accoglienza verso coloro che ne hanno veramente diritto , come prevede la nostra Costituzione, e tutti gli altri aiutati nei propri Paesi, insegnando loro, anche,  che certi diritti si conquistano combattendo e non scappando, lasciando bambini, donne e  anziani alla mercé di tanti dittatori e sfruttatori nazionali e internazionali.

Per l’Attuazione della Neo democrazia sociale       Domenico Cammarano

LA QUESTIONE DEI CLANDESTINI

 

Il problema dei migranti dall’Africa e dal bacino del Mediterraneo in generale, fu affrontato da NeoDemocrazia Sociale anche in occasione della tragedia di Lampedusa nell’Ottobre del 2013. In quell’occasione esprimemmo il parere che per evitare queste tragedie del mare era necessario un intervento congiunto dell’Unione Europea e dell’Onu per creare in terra africana e medio-orientale dei “Centri d’accoglienza” per tutti i profughi , rifugiati o semplici immigrati che desiderano scappare dalle loro terre raggiungere l’ Europa.

La nostra voleva essere una proposta come tante , ma sicuramente fuori dal coro dei “buonisti”, che vorrebbero ospitare chiunque, senza avere le possibilità  reali di poterlo fare , creando  situazioni spesso paradossali  per coloro che giungono in Italia semi-clandestinamente e per gli Italiani che dovrebbero “sistemarli” decentemente , di converso la nostra proposta voleva e vuole ancora opporsi al coro degli “avversari” di ogni migrante che vorrebbe respingerli  indiscriminatamente verso le loro terre d’origine.

L’idea di fermarli in Africa e Asia tramite le agenzie dell’Onu e le ambasciate dell’Unione Europea dipende più da questi ultimi che dall’Italia, ma sicuramente il nostro governo dovrebbe fare di meglio!

In primo luogo c’è da chiedersi perché la marina italiana ormai va a prelevare e non esclusivamente a soccorrere ogni natante che punta uno scafo verso l’Europa  ancora nelle acque africane? Visto che esiste tutta questa solidarietà  verso i clandestini, perché non autorizzare le ambasciate e i consolati italiani in terra d’Africa ad accogliere le richieste di questi “profughi”, per  farli giungere con voli di linea regolari nei nostri aeroporti? Un volo del genere costerebbe sicuramente molto meno dei 1500-2000 dollari che mediamente costoro devono sborsare ai trafficanti africani di esseri umani per  imbarcarli sui “pericolosissimi gommoni” verso le spiagge italiane!

Perché non dare a questi preannunciati clandestini un permesso di soggiorno  di 15-30 giorni , come normali turisti, in modo da farli partire dall’Africa o dall’Asia senza rischiare la vita e troncando il traffico disumano di coloro che nelle loro Terre lucrano con questi viaggi della disperazione? Perché il clandestino che giunge in Italia sul gommone  dopo l’eroico salvataggio operato dai nostri militari può essere accolto e sostenuto anche economicamente dai nostri portafogli, invece diverebbe un caso di violazione delle norme internazionali e delle leggi italiane, se lo stesso migrante partisse regolarmente da uno scalo in terra africana, risparmiando soldi, troncando il traffico ignobile a danno di questi disperati e soprattutto evitando di mettere in pericolo la loro stessa vita. Senza contare che l’Italia risparmierebbe un bel po’ di milioni ogni giorno per il pattugliamento e le operazioni di soccorso!

Qui gatta ci cova! Sicuramente altri affari economici spingono anche i nostri governi ad accettare una soluzione così assurda: il clandestino non può partire regolarmente dalle terre d’origine, ma una volta in mare può essere accolto , sostenuto anche economicamente e andare dove gli pare, mettendo in pericolo anche la sicurezza degli Italiani e l’ordine pubblico, visto che non solo profughi e disperati , ma anche delinquenti e terroristi s’imbarcano clandestinamente.

La soluzione più ovvia è quella di imporre all’Europa una maggiore solidarietà nei nostri confronti e verso coloro che ci chiedono aiuto, altrimenti un governo dignitose dovrebbe mostrare i denti e i pugni e mandarli “affanculo”, le troike  e tutti i poteri forti annessi che non hanno nulla di quei principi di solidarietà sociale che la nostra Costituzione prevede e , solo per questi, ci autorizza anche a rinunciare in parte , ma solo in parte!, alla nostra sovranità nazionale. Un’Unione Europea costruita  solo in virtù degli interessi del finanzcapitalismo non ha ragion d’essere né per Noi Italiani, nè per i Greci , nè per nessun popolo che afferma i principi di democrazia ,di cooperazione e solidarietà umana tra i popoli.

In quanto ai migranti, o a monte o a valle, un governo serio dovrebbe distinguere tra coloro che fuggono da persecuzioni e guerre civili e tentare di accoglierli come merita ogni essere umano, da coloro che da soli senza famiglie ( sic!) vengono a cercar fortuna da Noi , che da anni ne abbiamo veramente poca da condividere e comunque non possiamo elargirla agli stranieri a discapito dei nostri connazionali ( vedi masse di disoccupati soprattutto tra i giovani !!!).

 E allora cosa fare, con chi elude ogni controllo e impone la sua presenza in Italia? Quelli del centro-destra, soprattutto i più facinorosi, vorrebbero ributtarli a mare…, gli incapaci e gli speculatori vorrebbero continuare con questo traffico per lucrarci; noi di NeoDemocrazia Sociale, crediamo che tutti coloro che vengono in Italia senza una regolare autorizzazione , vanno rifocillati, curati se è il caso, istruiti essenzialmente sulle nostre leggi in pochi giorni e poi rispediti a casa loro, possibilmente con le buone maniere, ma eventualmente anche con sistemi , come dire , più militari in caso di resistenze o peggio ancora di violenze .

Per l’Attuazione della NeoDemocrazia Sociale                Domenico  Cammarano

La Grecia di Syriza: un laboratorio anche per l’Italia

 

In queste ore si è concluso lo spoglio delle schede elettorali  per eleggere il nuovo parlamento in Grecia; i risultati danno la vittoria ad Alexis Tsipras , leader di Syriza partito della sinistra radicale , che ha conquistato 149 seggi su 300, che dovrebbe avere l’appoggio, per la formazione del governo, del partito indipendentista Anel  che condivide con i vincitori l’opposizione alla politica europea  dell’austerità, ma avversato dai comunisti del Kke ellenico, che sono scettici sul programma del neo-premier Tsipras.

Il presidente della Banca tedesca Weidmann ha subito precisato che la Germania non è intenzionata a  far sconti alle politiche anti-austerity del futuro governo greco. Weidmann ha evidenziato la preoccupazione dell’Europa della cosiddetta Troika (Ue, Bce e Fmi) che avversa esplicitamente il primo governo della zona-euro apertamente impegnato a cancellare le condizioni di austerità. Dal canto suo il programma elettorale di Tsipras prevede il taglio del debito della Grecia da trattare con l’Ue, l’aumento delle pensioni e degli stipendi, il taglio delle tasse: tutte misure che Syriza ritiene “emergenze umanitarie”, ma che preoccupano i poteri “forti” dei banchieri europei sostenuti dalla Merkel.

 

Il programma di Tsipras

In Italia questa vittoria elettorale ha fatto felice naturalmente il partito di Vendola Sel ma anche la Lega, Fratelli d’Italia, quindi la destra italiana, ma anche quella francese di Marine Le Pen. Misteri della politica nazionale e internazionale!

Dal canto nostro non esultiamo  e neppure siamo preoccupati, anzi riteniamo che la Grecia possa essere ancora una volta nella storia occidentale un interessante laboratorio di idee politiche. Vedremo nei prossimo mesi se Syriza manterrà le sue promesse elettorali, se l’Europa del rigore, tanto criticata anche in Italia, metterà alla porta i Greci o scenderà a più miti consigli. Verificheremo se i Greci avranno il coraggio di  uscire dall’euro e  soprattutto quali saranno gli effetti della loro politica per l’intera nazione, messa in ginocchio dal debito pubblico. In tanti in Italia e in Europa potranno avere diverse risposte dal “laboratorio greco” e ripensare all’opportunità o meno  di uscire dall’euro e percorrere una nuova strada  sicuramente più dei popoli e meno dei banchieri.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale              Domenico  Cammarano

Riflessioni sulla liberazione delle cooperanti in Siria

 

Finalmente le cooperanti Marzullo e  Ramelli rapite in Siria dagli estremisti islamici, sono state liberate e stamattina alle quattro sono rientrate in Italia. Da diverse fonti, anche quelle jihadiste sembrerebbe che il governo italiano abbia dovuto pagare un riscatto di 12 milioni di dollari. Tutto ciò mi sembra verosimile, altrimenti le due ragazze difficilmente sarebbero tornate a casa vive. Subito si sono scatenate le solite critiche riportate dagli organi di stampa, che hanno sottolineato che questo riscatto andrà a finanziare le iniziative terroristiche islamiche. Giusto! Ma mica si poteva abbandonare queste ragazze, al loro tragico destino, nelle mani dei terroristi?

Il problema sta a  monte! Bisognerebbe impedire e ancor prima far capire a tanti “missionari improvvisati” e irresponsabile, che in certe situazioni di guerra, dove ogni rispetto per la dignità umana è sconosciuta, non si dovrebbe andare a giocare a fare  i convogliatori degli aiuti umanitari. Esistono da secoli organizzazioni internazionali e organismi nazionali, che con competenza e conoscenza dei luoghi e delle situazioni socio-ambientali, possono intervenire con  prudenza e professionalità. Per tanti ovvi motivi lo Stato non dovrebbe proprio dare il passaporto ad avventati che sfidando il buon senso e mettendo in pericolo la propria vita, mettono in difficoltà anche la politica estera e la sicurezza nazionale. E invece? Spesso ci si improvvisa cooperanti e  simultaneamente i turisti impegnati negli interventi umanitari e di pace, creando solo difficoltà al proprio Paese.

Sopratutto in questi ultimi anni, in certe regioni del mondo, andare a giocare  a fare i turisti impegnati nel sociale è da sprovveduti ; ma è anche deplorevole la politica del nostro Paese che lascia partire tanti sprovveduti, seppur con buone intenzioni,  e ancor peggio coloro che folgorati dalla “guerra santa” vanno a combattere a fianco dell’Isis contro l’Europa e poi rientrano con altrettanta facilità per compiere da noi attentati, come si sta verificando  proprio negli ultimi tempi.

Sull’onda dell’emozione e della paura generate dalla strage terroristica avvenuta in Francia, in molti Stati europei stanno chiedendo di rivedere il trattato di Schengen relativo alle politiche della libera circolazione degli extracomunitari, limitando l’ingresso dei clandestini e non solo.

Certamente l’Europa deve continuare a sostenere i principi di democrazia e di collaborazione verso gli altri popoli, ma senza perdere mai di vista la sicurezza delle sue istituzione e dei suoi cittadini; ma è pur vero che certi atteggiamenti irresponsabili che autofinanziano i terroristi, creano proselitismo tra i moderati islamici a causa dell’irresponsabilità di coloro che in Europa confondono il principio della  libertà con il diritto di offendere  e ridicolizzare le idee degli altri .Ma, ribadisco, ogni atteggiamento avventato, ogni offesa inutile rende più debole la nostra posizione europea nei confronti del fondamentalismo islamico, con la conseguenza che più dura sarà la guerra da combattere per annullare questa tremenda minaccia.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale              Domenico Cammarano

Terrorismo islamico, civiltà occidentale e responsabilità personali.

 

Boko Haram; una bambina kamikaze di 10 anni fa strage in Nigeria: 20 morti!

Boko Haram, bambina kamikaze di 10 anni fa strage in Nigeria: 20 morti

 Parigi : i terroristi fanno strage dei redattori di Charlie Hebdo e di altri ignari cittadini

Chi e perché ha pianificato proprio adesso la strage di Parigi
Strage alla stazione di Madrid del 2004
Le stragi terroristiche degli ultimi giorni a Parigi e in Nigeria, ci riportano alla mente altre azioni terroristiche di matrice islamico-fondamentalista, che da anni colpiscono  l’Europa, l’Asia e il mondo intero. Quasi sempre , dopo atti del genere si sollevano i mass-media con i relativi governi nazionali, che interpretando telepaticamente i sentimenti popolari , sostengono ogni forma di condanna contro i terroristi e i loro mandanti, che oggi sembrano essere esclusivamente individuabili nei fanatici dell’Isis ovvero i combattenti del famigerato califfato islamico  di al-Bagdadi, che agisce tra la Siria , l’Iraq e paesi confinanti.
Nell’enfasi emotiva legata all’orrore per gli avvenimenti,si assiste anche a gesti di esaltazione nazionalistica e di contrapposizione puerile di civiltà, sbandierando equazioni del tipo. libertà = democrazia = civiltà occidentale; terrorismo = fanatismo islamico!
Essenzialmente, di fronte agli ultimi avvenimenti, le equazioni sono giustificabili, ma in assoluto le affermazioni sono risibili , dimostrando solo la tipica  memoria politica e una grave  ignoranza storica. E mi spiego meglio!
La violenza , il terrorismo, l’integralismo religioso, non è di matrice esclusivamente islamica , i delitti contro l’umanità con le relative ” pulizie etniche”  non sono stati perpetrati solo dai popoli extra-europei …. tutt’altro!!!
Vorrei ricordare un po’ a tutti che dalla prima crociata cristiana iniziate nel 1095, terminata nel 1099 , a Gerusalemme i cristiani fecero strage di  mussulmani, ebrei e perfino di arabi cristiani e il sangue scorreva ovunque!…. nella quarta crociata del 1199 ( detta anche di Costantinopoli)  invece di Gerusalemme , ai cristiani d’occidente sembrò più conveniente devastare e ammazzare i fratelli cristiani di Costantinopoli ! Ricordo che nello stesso periodo fino al Seicento in Europa si praticava la condanna al rogo, ovvero i condannati per “eresia” venivano bruciati  vivi lentamente sul fuoco ( ricordo anche per i più ignoranti  i famosi Giovanna d’Arco nel 1431 in Francia e Giordano Bruno nel 1600 a Roma!) Ricordo ancora le stragi perpetrate tra  protestanti e cattolici a partire dal Cinquecento; mentre un discorso a parte andrebbe fatto per le “pulizie etniche” che gli europei hanno posto in essere verso intere popolazioni degli “indiani d’America”, spesso sempre nel nome della nostra presunta superiorità occidentale!!!
Ma qualcuno , ora, subito ribadirà : altri tempi! Bene! In tempi più recenti, cioè nel Novecento, abbiamo visto trionfare in Europa i Gulag staliniani in Urss, con milione e ottocentomila contadini brutalmente eliminati negli anni Venti, i sei milioni di Ebrei nei lager nazisti e le svariate decine di migliaia nei campi di concentramento nell’ex-Iugoslavia agli inizi degli anni ’90  durante la guerra  nella Bosnia-Erzegovina! E ancora: ricordo il terrorismo italiano di matrice neo-fascista ( le stragi di piazza della Loggia a Brescia, alla stazione di Bologna ecc. ecc.) oppure quelle delle “Brigate rosse” contro lo statista A. Moro e la sua scorta ecc. ecc.!!!
Quindi, attenzione , quando parliamo di una civiltà della libertà occidentale, contro quella stragista medio-orientale, mi sembra di ascoltare enormi cazzate! E’ vero noi stiamo , da diversi decenni, cercando di produrre un sistema di convivenza umana che dovrebbe garantire a tutti libertà e benessere , ma soprattutto reciproco rispetto. Ma anche in diverse  nazioni medio-orientali in tanti dichiarano di dissociarsi dal  terrorismo islamico, nonostante le politiche ambigue filo-americane ed europee che sostenendo acriticamente ogni iniziativa di  Israele, giustificano tutte le sue violenze a danno dei Palestinesi, senza riconoscere gli altrettanti diritti di quest’ultimi ad avere un loro Stato indipendente.
E sempre nell’ambito delle amnesie  generali, dimentichiamo che dalla fine della prima guerra mondiale il Medio-Oriente, dopo il crollo dell’Impero Ottomano, è stato sottoposto all’imperialismo della Francia e dell’Inghilterra che hanno creato Stati-nazionali in base ai criteri spartitori di entrambe ( da qui l’utopia di un Califfato islamico  su basi diverse da quelle imposte dall’esterno) e poi dopo la seconda guerra mondiale  la strategia imperialistica degli Stati Uniti d’America , ancora più aggressiva insieme ad Israele ,la sua “testa di ponte” , che di fatto ha incendiato ancora di più questa regione, che  di tutto necessitava , tranne che di altri elementi destabilizzanti.
I cordiali rapporti tra Gheddafi e il Governo Italiano
Naturalmente il discorso storico-politico  è molto complesso, ma voglio solo aggiungere che gli Americani e noi Europei abbiamo sostenuto e armato i maggiori dittatori da Gheddafi  a Saddam Hussein  e vari  gruppi “integralisti ”  già prima degli anni Ottanta, per poi cambiare strategie e alleanze…. misteri delle strategie  politiche occidentali!
E  allora? Tutto questo questo discorrere dove  vuol condurre?
In primo luogo evangelicamente potremmo ripetere . ” chi è senza peccati scagli la prima pietra!” , e non  mi sembra che noi occidentali stiamo nelle condizioni di poter scagliare la prima pietra da un punto di vista etico!  In secondo luogo, abbiamo da decenni sbagliato tante strategie politiche in Medio-Oriente, scegliendo spesso interlocutori sbagliati e optando per politiche che non hanno saputo sostenere i cosiddetti “moderati” ne  favorire un dialogo con quelle popolazioni bisognose di prospettive per il futuro, che  come in ogni parte del mondo e in tempi diversi, alla fine, di fronte alla disperazione si aggrappano o subiscono chi sa prospettargli anche un’utopia manichea , come quella della “guerra santa” contro gli infedeli occidentali. Essenzialmente abbiamo sbagliato strategie, alleanze e politiche diplomatiche , che spesso rendono molto di più delle guerre a singhiozzo che abbiamo ancora in corso in queste regioni.
In ultimo, ritornando alla questione iniziale della strage alla redazione del giornale parigino Charlie Hebdo, è indiscutibile la condanna contro queste forme di terrorismo e le ideologie che sostengono, ma…..il principio della libertà , e aggiungo della umana prudenza, mi impongono a non offendere l’avversario, soprattutto se conosco a priori la suscettibilità, l’inesistenza di elasticità mentale e di principi di tolleranza di quest’ultimo. Invece, certa stampa , divinizzando il suo ruolo, che cosa ti crea? Tutti i presupposti per accentuare il solco tra la nostra civiltà occidentale e le altre forme di convivenza umana che ribadisco , fino al Novecento   non erano così estranee nella nostra società. E non dimentichiamo il pericolo di provocare altre azioni terroristiche che comporterebbero una risposta militare su vasta scala e quindi una guerra totale. Ma se , invece, sosteniamo l’arma della diplomazia e della necessaria convivenza, le provocazioni fine a se stesse , giustificate in nome di una pleonastica libertà, vanno fatte tacere, per spingere i nostri avversari più esagitati ad assumere atteggiamenti moderati e ghettizzare gli estremisti, per poterli più facilmente neutralizzare ed eliminare.
Manifestazione a Parigi dell’ 11 gennaio 2015: due milioni e mezzo di manifestanti con i leader di mezzo mondo
Anche la libertà imposta con il  sangue nella Francia di Robespierre  è estranea al nostro attuale percorso verso la convivenza pacifica e la democrazia; il terrorismo non si può combattere con  personalistiche concezioni della libertà e con  facili provocazioni, almeno che non si abbia  la volontà di far scoppiare “una terza guerra mondiale” , che non potrebbe esaurirsi con le scontate  dichiarazioni di condanna, gli slogan  e le oceaniche manifestazioni di piazza, ma facendo scorrere ben altri fiumi di sangue contro l’intera la civiltà islamica.Quando si arriva ad un bivio, siamo tutti responsabili del destino collettivo… anche con una vignetta satirica.
 Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale         Domenico  Cammarano

La politica d’Israele e il dramma Palestinese.

 

Il problema palestinese ormai sta per compiere settant’anni e ad intervalli regolari ritorna alla ribalta mondiale, senza che vi sia una seria politica internazionale o meglio ancora dell’Onu , strumento di potere internazionale in mano al veto incrociato delle cinque superpotenze, che sappia e voglia realmente porre rimedio agli errori del passato che ricadono indegnamente sulle popolazioni civili.I PRIMI                   INSEDIAMENTI EBRAICI AGLI INIZI DEL ’900 : I KIPPUTZ

E’ noto un po’ a tutti che il popolo ebraico , dopo le persecuzioni subite durante la seconda guerra mondiale per colpa delle nefandezze volute dal nazismo, ebbe la possibilità di ritornare in Palestina, terra che aveva dovuto abbandonare duemila anni prima a causa del potere  dell’Impero Romano. Nel 1945 le potenze europee e in primo luogo l’Inghilterra, che aveva un mandato in Palestina dopo il crollo dell’Impero Ottomano, iniziarono a limitare il flusso di Ebrei diretti in Palestina dove risiedevano circa 1250000 Arabi che in quegli anni furono costretti a far posto  a 560000 Ebrei.

L’Inghilterra, per non inimicarsi gli Stati  della “Lega Araba”, cercò di frenare questo flusso, ma alcune organizzazioni terroristiche ebraiche  come l’Irgum, moltiplicarono i loro attentati contro l’amministrazione  civile del mandato: l’episodio più grave fu l’attentato all’Hotel “King David” a Gerusalemme dove morirono circa cento persone per colpa dei terroristi ebraici dell’Irgum. A questo punto l’Inghilterra affidò la questione alle Nazioni Unite, da poco risorte, che deliberarono la nascita di tre entità nazionali: uno Stato Arabo, uno Stato Ebraico  e la città di Gerusalemme internazionalizzata sotto il controllo dell’Onu.

E’ ben noto a tutti che dal 14 maggio 1948 nacque lo Stato di Israele , ma di uno Stato palestinese, a distanza di 64 anni, neppure l’ombra! Riassumere le vicende terroristiche e belliche di questi anni tra Palestinesi e Israele richiederebbe un libro di storia. Sicuramente il popolo palestinese è vittima della prepotenza d’Israele , che tra l’altro dispone di un esercito super tecnologico tra i primi cinque a livello mondiale, che schiera regolarmente contro un popolo che non ha esercito, precisando che ai razzi di gruppi estremisti palestinesi risponde con raid aerei e bombardamenti su popolazioni civili, bambini e scuole e ospedali con gente inerme : i morti negli ultimi giorni si contano a centinaia tra i Palestinesi, mentre tra gli abitanti di Israele solo qualche decina, per lo più militari!

Tutto ciò è gravissimo proprio perché i discendenti dell’Olocausto si sono trasformati in persecutori di un popolo che da decenni ha visto sottrarre le proprie terre da colonizzatori estranei, che gradualmente da piccoli insediamenti ha sfrattato ed emarginato i padroni di casa con la complicità dell’Onu e di quei Paesi che hanno interessi economici e politici in quell’area geografica, in primo luogo dagli Usa. Ancora oggi la reazione dei Palestinesi è da ricercare nelle continue operazioni condotte dagli Israeliani che trasferiscono i loro coloni in quei territori che dovrebbero già essere amministrati da uno Stato Palestinese!

Anche noi reagiremmo allo stesso modo se venissero degli estranei a sottrarci le nostre terre e a comandare in casa nostra! I Palestinesi hanno diritto ad avere uno Stato libero e indipendente a prescindere dagli estremisti e terroristi, che in modo non dissimile da quei primi colonizzatori ebraici di settanta anni fa, facevano vittime nei territori della Palestina. Purtroppo la memoria storica è sempre troppo corta e generalmente la ragione si schiera  dalla parte dei più forti, anche con il sostegno dell’Onu, ma è compito di ogni uomo onesto intellettualmente riconoscere le verità storiche e morali e con esse i diritti di ogni essere umano e di ogni popolo a vivere liberamente e dignitosamente, senza privilegi per nessuno.

Per l’Attuazione della Neodemocrazia sociale                     Domenico  Cammarano

Ginevra II: l’identikit di una conferenza di pace ( di Elena Babetto)

 

Francamente non so cos’altro debba succedere ancora, anche se posso intuire cosa succederà a breve. 
Ginevra II, conferenza di Pace sul dramma siriano o sulla crisi siriana. Ma quale dramma e quale crisi? Siete davvero d’accordo di chiamarlo in questo modo? Stiamo assistendo ad uno sterminio di massa e ci sono tutte le prerogative e validi e documentati motivi per intervenire subito, aprire immediati corridori umanitari, rinchiudere e processare Assad e le sue ristette cerchie nei luoghi e nei modi stabiliti dalla legge e invece? Invece no, Putin ha battuto il pugno sul tavolo, ha fatto la voce grossa, Obama si è rimesso in tasca la linea rossa, Rohani viene estratto a piacere come fosse un carta da gioco, l’Europa… ah, povera Europa, arrivederci e grazie.
Ma da Ginevra, dopo qualche giorno di difficili e delicate discussioni si è decisa, concessa (usate il termine che più vi piace..) la liberazione di donne e bambini intrappolati a Homs, destinati a morire di fame, di freddo, di malattia, di malnutrizione, di violenze, di torture. Gli uomini no, loro che restino a marcire dove sono e comunque, non pretendete il blocco dei bombardamenti per cui, se nella liberazione ci resta secco qualcuno portate pazienza! Ma l’importante è trattare e patteggiare con la vita delle persone perché sul tavolino da gioco c’è ben altro. Non me ne vogliate, non fraintendete quello che sto dicendo. Io sono sollevata, sono felice, provo una gioia immensa nel sapere che presto le donne e i bambini di Homs potranno davvero pensare di poter vivere insieme una vita lontano dalla morte ma questa non è un risultato che mira ad un ulteriore atto di giustizia. E lo sapete perché?
Oggi 27 gennaio 2014, a nord di Homs, un nuovo attacco è stato sferrato dal regime di Assad.
Quanti di voi hanno ancora  dei dubbi? E poi dubbi su cosa?
 
Oggi, giornata della memoria di tutte quelle popolazioni che si sono viste negare la vita perché appartenenti ad una etnia o religione nominata scomoda da un chicchessia, assistiamo ad un altro sterminio. La differenza tra ieri ed oggi è che ad oggi, tutti sanno e lo sanno grazie a video, foto e testimonianze che arrivano direttamente dal posto, lo sanno perché i mezzi di comunicazione delle informazioni sono straordinari ma non abbastanza. Non abbastanza per smuovere il culo di chi può decidere di porre fine a questa ennesima, sanguinisa, violenta, atroce, disumana tragedia a danno del popolo siriano, a danno dell’intera umanità.

                     di Elena Babetto ( L’Evoluzione di una donna)

Manipolatori di informazioni ( di Elena Babetto)

 

Sono trascorsi pochi mesi da quel 21 agosto nella periferia di Damasco. In quei giorni tutto parlava di quei bambini, foto e video giravano all’impazzata su network, telegiornali e social. Le persone apprendevano una notizia terribile e rabbrividivano nel vedere quelle file ordinate di bambini distesi a terra, morti di una morte dolorosissima anche se nelle immagini pareva come se stessero dormendo. Sembra quasi che la guerra non ci sia più, che sia finita. A quanto pare chi gestisce l’informazione mondiale ha considerato  inutile informarvi che nonostante “gli” attacchi chimici siano finiti, i bombardamenti a case, quartieri civili, ospedali, scuole e anche moschee continuano imperterriti come continuano le violenze, le torture e gli stupri. Nessun aggiornamento che valga la pena di essere dato quindi, se non quelli che riguardano i barconi nel Mediterraneo, i profughi fermi nelle stazioni ferroviarie che tentano di raggiungere i loro cari nel nord Europa oppure qualche accenno a Ginevra II e la decisione di non parteciparvi da parte dei ribelli che stanno personalmente e forzatamente combattendo per liberare la propria terra. Ma questo, durante le notizie, non lo aggiungono altrimenti avrebbero un altro significato. D’altro canto se vi informassero di tutto quello che sta succedendo, non potrebbe alimentare (a vostra insaputa) il buon livello di razzismo ed egoismo che vive e regna nel nostro paese e non potrebbero dirottare i vostri pensieri a loro piacimento, facendovi credere che quel pensiero è il frutto di un vostra riflessione o di un vostro ragionamento mentale.  Non illudetevi. Ogni vostra scelta è legata alla volontà di altri e da quello che loro vogliono che scegliate. E con Ginevra II ci sono i vari intrallazzi di interessi economici e commerciali tra i mister delle super potenze, sempre pronti a creare teatrini ad hoc per poi presentarveli come oro colato e loro volontà di intervento per creare una linea di aiuti. Ma non vi sentite inutili, presi in giro ed usati? E non vi viene in mente che lo saranno anche i vostri figli? Perché se non vi attivate per cambiare la situazione e il suo modo di operare, anche loro saranno dei burattini alla mercé dei soliti avidi egoisti che manovrano il mondo. Pensateci.

 
Pubblicato da  sul Blog ” Evoluzione di una donna” 

Scomode interpretazioni di un possibile destino siriano ( di Elena Babetto)

 

Vi siete resi conto di come in poco più di una settimana Assad abbia esternato dichiarazioni a dir poco assurde contrarie ai (finti) “buoni propositi” internazionali in vista di  una (im)possibile soluzione diplomatica?
Adesso gioca a fare il bambino cattivo facendo i capricci e pretendendo comunque le caramelle.
“Mi piacerebbe avere il Nobel per la pace e alla faccia vostra, mi ricandido alle prossime elezioni presidenziali ma non intendo partecipare alla Convenzione di pace di Ginevra!”.
Non vi sembra che nel puzzle manchino dei pezzi e che quelli che ci sono non si incastrino per niente?
Fermo restando che io non ho mai creduto in una soluzione diplomatica, e rimanendo aggrappata all’opinione che Assad seduto su quella poltrona non ci dovrebbe essere più da un pezzo, mi sono interrogata sulla possibile posizione/reazione iraniana e americana dopo questa marcia indietro del regime.
Prima però volevo porvi alcune domande che sicuramente desteranno non poche riflessioni.
La rivolta pacifica in Siria e la consecutiva violentissima repressione da parte del regime è in essere dal marzo del 2011 e sta sommando quotidianamente morti, violenze e distruzioni di ogni natura e di ogni entità. Siamo ad ottobre 2013 e se non fosse per le organizzazioni umanitarie governative e non, non ci sarebbe stato ad oggi alcun intervento umanitario tenendo presente che alcune zone della Siria non sono mai state rese raggiungibili in quanto l’esercito del regime non permette l’accesso né di cibo, né di medicinali. No, non mi sto dimenticando dell’Onu né delle verifiche effettuate sull’uso di armi chimiche ma visto l’influenza nulla che ha dimostrato di avere nelle decisioni importanti anche io, come le grandi potenze, voglio peccare di presunzione fingendo che non esista.
Vi siete chiesti perché, nonostante continuino ad essere accertate e pubblicate quotidianamente dichiarazioni, foto e video che attestano cosa diavolo sta succedendo laggiù, nessuno abbia ancora pensato di togliere di mezzo Assad, di incriminarlo per crimini contro l’umanità e di liberare la Siria e il suo popolo da questo incubo?
Interessi economici e commerciali direte voi e io posso anche essere d’accordo ma siete sicuri che possa bastare una risposta così? Questi maledetti interessi economici e commerciali fino a dove si dovranno spingere per porre fine a questo sterminio di massa perché è proprio di questo che si tratta.
E ancora, siete sicuri che ci sarà una fine a tutto questo, intendo una fine gloriosa per i martiri e per i sopravvissuti, una fine che veda il ritorno in patria di questa gente che sta vagando con un solo grosso e pesante bagaglio di speranza senza sapere quale sarà la propria sorte?
Siete sicuri che non ci sia dell’altro? Io penso, ed è solo una mia opinione, che faccia tutto parte di un piano studiato a tavolino già da anni e forse già dalla guerra in Iraq. Penso che la Siria non interessi veramente perché l’intento è quello di spezzettarla e di darla in pasto ai paesi confinanti. Penso che gli americani godrebbero di una notevole tranquillità in campo israeliano, una volta tolta di mezzo una possibile minaccia di una Siria forte, colta e sviluppata. Penso che Assad faccia lo sbruffone perché non è altro che una pedina iraniana e di conseguenza anche americana, una marionetta che si muove e parla per conto di altri, e magari di quelli che avranno la fetta di torta più grossa.
E lo sapete perché? Perché il grado di vergogna per un menefreghismo e un disinteresse di tale livello può essere solo spiegato da un obiettivo finale che prevede la sparizione della Siria stessa.
Spero tanto di sbagliarmi, spero che questo sia solo il frutto di una fantasia frustrata e alimentata dalle continue notizie di torture atroci e di vittime indifese e senza colpe. Spero.. Lo scopriremo tra non molto ma se così fosse, dubito che lo troveremo scritto da qualche parte perché i media troveranno sicuramente un modo di girarcela e di farci accettare il fatto che questa “soluzione diplomatica” di spartizione ha evitato sia una terza guerra mondiale che una vittoria di Al-Qaida e di quei gruppi estremisti che Assad imputa come unici suoi nemici invasori in Siria.
                                                                                                                di 

Siria tra omissioni, giustificazioni e falsità ( di Elena Babetto)

 

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Le prove di disgelo tra il presidente degli Stati Uniti d’America, nonché premio Nobel per la pace Obama e il presidente iraniano Rohani sono l’ennesimo schiaffo in faccia al popolo siriano e a tutte quelle persone che stanno cercando in tutti i modi di dare ogni tipo di sostegno umanitario possibile da più di un anno. Che l’America non avesse alcun interesse ad un intervento in Siria l’avevo già capito da tempo ma che potesse ricorrere a chi arma e finanzia i gruppi terroristici , in particolare gli Hezbollah del Libano , che ora combattono dalla parte dell’esercito del presidente siriano Bashar al-Assad, beh… questo davvero non me lo aspettavo. E’ pazzesco come ogni volta ci sia un cambio di scena così surreale che permetta agli stati inadempienti di salvarsi la faccia. E’ pazzesco quanto spregevole, come è spregevole il fatto che vengano quotidianamente e volutamente omessi dai media i morti che continuano ad esserci a causa della continua repressione da parte del regime. Perché per dovere di cronaca non lo dicono? Sono considerati meno importanti? Perché mentre passavano l’intervista tra il sorridente Assad e la sorridentissima Maggioni  non hanno detto dell’ennesimo bombardamento di un liceo a Raqqa (capoluogo della regione settentrionale siriana) da parte di jet militari che hanno causato almeno 13 morti tra cui bambini e minori delle famiglie di profughi e studenti della scuola? 
Ma se state a sentire quanto dice Assad e compagnia bella non è niente vero, come non è vero che lui ha usato armi chimiche! Scherziamo? Lui ad usare armi chimiche contro il suo popolo che tanto ama e rispetta? Se oggi avete assistito alla disgustosa scenetta di 30 minuti che Assad ha gentilmente concesso a RaiNews24 avrete visto un leader pieno di progetti e di riforme per il suo paese e per il suo popolo, un leader ed una intervistatrice che fingono spudoratamente che non sia successo niente, che bypassano due anni di sterminio e di violenze, di atrocità permesse, di verità scioccanti, di arresti immotivati e di orfani.
Ma basta dare la colpa ai terroristi e nominare al Qaida e come per magia, tutto passa in secondo piano. Assad ha detto: “Se i ribelli sono armati «non sono opposizione, ma terroristi», quindi «non possiamo discutere con i terroristi, con al Qaida e i suoi affiliati, né con coloro che chiedono un intervento armato in Siria»”. Ma questo è ovvio. I siriani iniziando con una manifestazione pacifica finita nel sangue da parte del regime, dovevano continuare a farsi ammazzare senza intervenire, senza tentare di difendersi e di difendere la loro casa e la loro famiglia. Dovevano continuare a morire e basta. Ma a chi la volete dare a bere? Sono stanca di questa ipocrita scusa dei terroristi. Il popolo siriano si è armato perché è stato costretto, per rivendicare la propria terra da tutti i soprusi infertigli finora e non ha nulla a che vedere con i terroristi che sono entrati (o che sono stati fatti entrare) molto più tardi nel territorio siriano. L’entrata dei terroristi ha comportato quella tanto attesa confusione che giustifica il subdolo non intervento americano e permette ad Assad di restare al proprio posto. Ma alla fine chi sono i terroristi? Sono Islamici, sono cristiani? Non c’entra niente la religione con il terrorismo. Il terrorismo è formato solo da criminali e i criminali sono ben radicati ovunque, anche in Europa.
Ma lasciando da parte al Qaida e tornando all’Iran, si può intuire come l’America veda in Rohani una possibile soluzione diplomatica a tutto questo macello anche perché all’America interessa solo che si concluda la questione del chimico e la presa di posizione di responsabilità dell’Iran capita al momento giusto (chissà perché..). 
Alla Russia, all’America e al Medio Oriente, Assad fa comodo lì dov’è ed ogni stato distintamente, ha i suoi sporchi motivi d’interesse economico. Questo interesse economico si chiama petrolio (vedasi l’altura del Golan). In tutte queste considerazioni, le coscienze ed il valore della vita umana non sono minimamente prese in considerazione. Questa è una vergogna mondiale, non è la prima ma non sarà nemmeno l’ultima. Il popolo siriano non è mai stato preso in considerazione e ha fatto da cavia durante tutto questo prendere tempo. La primavera araba e la speranza di una rivoluzione del popolo per una democrazia verrà macchiata ed infangata. Assad che dovrebbe essere processato dall’Aia per crimini di guerra, resterà al suo posto perché è utile, quando invece utili i siriani non lo sono affatto. A questo punto mi sorge il pensiero che fosse già tutto deciso, ancora prima del 2011, che fossero già tutti d’accordo.
 
                                                                                                       di