IL GATTOPARDO DEMOCRATICO. GLI SPOSTAMENTI IN CASA PD IN VISTA DEL CONGRESSO.

 

Pubblichiamo l’articolo dell’amico Andrea Prati, autore del blog “La politica dal basso”

Tira una strana aria dalle parti del Partito Democratico. Aria di riposizionamenti. Endorsement per questo o quel candidato. Sulla base di chi si scommetterà potrà essere il prossimo cavallo vincente.


D’Alema con chi starà? E Fioroni? E Veltroni? Chi appoggia chi e che cosa? Cosa ha detto o non ha detto Bersani? Eh quel Renzi lì proprio non lo digerisce.. L’apparato è per Cuperlo o anche per Renzi? E Civati chi ha dietro o davanti? Il documento di Barca lo avete letto? Chi appoggia?


Se l’altro tormentone estivo del congresso, su date e modalità di svolgimento è stato alquanto logorroico, ora che l’assemblea democratica è stata convocata per il 20-21 settembre dove verrà data risposta a riguardo, ora inizia il toto-squadre. Solo che alla fine quello che traspare è solo una rosa alquanto lunga di nomi più o meno noti che dichiarano! Ma i contenuti, le idee che i candidati segretario hanno da mettere sul piatto per ricostruire il PD, per dare nuovo slancio a questo progetto, possono avere lo spazio che dovrebbero meritare? Per cortesia!

Già perché chi segue marginalmente il dibattito politico interno al PD quale impressione può trarre da questa sequela di notizie che provengono dalle parti del Nazareno?
Uno sguardo di Massimo D’Alema o una sua battuta, una comparsata di Veltroni per presentare il suo ennesimo libro e quindi i commenti a seguire, sono tutti motivi per trarre deduzioni giornalistiche e chissà cos’altro. Per dare lavoro ai retroscenisti, così avidi d’informazioni captate magari alle Feste dell’Unità fra una salamella e una birra bionda.

Urge come non mai che da questo congresso e da tutta la fase che lo andrà a precedere si parli certamente del partito, ma di cosa questo partito ha in mente per l’Italia. Da che parte soprattutto vuole stare, la sua identità che è ancora spesso nebulosa, grazie anche ai suoi stessi dirigenti o parlamentari, persi in una ridda di dichiarazioni spesso non richieste e che non aiutano la comunicazione di questo partito. Molto lacunosa quando non dovrebbe esserlo.

Certo suonano sospetti certi riposizionamenti in particolare ora a supporto di Renzi. Penso a Franceschini, lo stesso Fioroni, Latorre dalemiano di ferro. Tutte persone che un anno fa rientravano nel girone dei possibili rottamati in caso il sindaco di Firenze avesse vinto le primarie ma poi hanno scampato il pericolo e anzi si sono rivitalizzati con queste larghe intese. Poi si sa anche Renzi ci ha messo del suo scrivendo il libro “Oltre la rottamazione”; forse già nel libro c’è un programma di riappacificazione con la vecchia guardia. Non che nella vita non si possa cambiare idea ma a rendere sospetto il tutto sono sempre i tempi di ciò, mai a caso ma studiati nel tempismo. Trasformismo o gattopardismo che lo vogliamo chiamare vizio italico molto diffuso

Molti di questi che ora si stanno prodigando per questo o quel candidato, nel rilasciare interviste e battute, sono gli stessi che hanno portato alla sconfitta il centrosinistra con le molte scelte sbagliate e con il non essere stati proprio in sintonia con l’umore del paese. Tra di essi si nascondono molti dei famosi 101 che hanno impallinato Prodi, Bersani, la coalizione con SEL e la carta d’intenti sottoscritta da 3,5 milioni d’italiani. Che ancora non sappiamo chi sono e che non ci hanno messo la faccia per spiegarci come mai è nato questo governo, anzi quando è nato se ancor prima delle elezioni. Ma tanto non lo sapremo mai anche se si può dedurre chi è stato, o almeno chi è il riferimento per chi conosce un po’ le vicende in casa PD.

Ora è diritto  per i vari “big” manifestare l’appoggio per chicchessia ma i candidati alla segreteria democratica devono poter esporre i loro programmi, poterli chiarire, farceli capire. Senza troppo rumore di fondo. Senza adottare il modello governativo delle larghe intese, dove gli spazi di discussione sono abbastanza blindati. È un occasione troppo importante da non sprecare questa del congresso del PD. C’è bisogno di politica non di ulteriori, sterili chiacchiere.

PD
                                              di Andrea Prati autore del blog “La politica dal basso”.

Un pensiero su “IL GATTOPARDO DEMOCRATICO. GLI SPOSTAMENTI IN CASA PD IN VISTA DEL CONGRESSO.

  1. La Galassia PD è nata da un progetto ardito o, forse , sarebbe meglio dire “avventato”. Far coesistere le varie anime dell’ex Pci e quelle, ancor più variegate, della sinistra democristiana è stata una scommessa troppo audace, soprattutto per la mancanza di un vero leader portavoce di un autentico programma di matrice socialdemocratica, con soluzioni concrete e adeguate alle esigenze della nostra crisi economica e sociale italiana.Ancor oggi, alla vigilia del Congresso, dopo le alterne vicende in merito alla formazione del governo e all’elezione del presidente della repubblica,un vero leader non emerge, e lo stesso Renzi non appare ancora maturo per unificare il partito e per proporre quelle ricette che il popolo della sinistra e di tutti i cittadini onesti vorrebbero ascoltare e veder realizzato. Da parte nostra, possiamo solo sperare, e contribuire con la nostra partecipazione al dibattito civile, che nelle prossime settimane, anche con la paventata crisi di governo, ci sia finalmente una sinistra capace di creare una vera politica alternativa ai nuovi “strillozzi” e ai vecchi “salvatori della patria” del centro-destra.

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