La decadenza di Berlusconi, il sottile confine fra legalità e la governabilità.

 

Pubblichiamo con piacere l’articolo dell’amico Andrea Prati, autore del blog “La politica dal basso”, nello spirito di una proficua collaborazione e scambio di proposte e idee.

Quali sono le parole più gettonate del momento nei palazzi della politica e nelle concitate e sovrapposte dichiarazioni ai media dei leader politici – o presunti tali – in questo momento?

Agibilità, responsabilità, decadenza, elezioni, costituzionalità, incandidabilità, stabilità.
Tutte parole utili a comprendere che dal quel grande pasticcio delle elezioni di febbraio, da tutto quello che è avvenuto in seguito fino ad arrivare a questo curioso animale mitologico chiamato governo delle “larghe intese”, non ne siamo mai usciti.

È sempre stato chiaro a tutti gli italiani che saremmo giunti a questo punto di fibrillazione politica; la condanna definitiva per frode fiscale di Silvio Berlusconi è sempre stato uno scoglio che man mano si è avvicinato sempre più alla rotta di questo fragile governo. Che alla sua costituzione, nelle migliori intenzioni avrebbe dovuto iniziare quel percorso di riforme tanto necessarie al paese, con il benestare del Colle, tanto “chiaccherate” in continuazione nei talk show da esponenti politici di opposti schieramenti, ma mai realizzate. E che ancora resteranno tali - tutte da valutare nel merito poi - come presumo.
Eppure come un mantra, in questi mesi, siamo stati costretti fino allo sfinimento a sentirci raccontare che i guai giudiziari dell’ex premier Berlusconi ed il governo erano due fatti ben distinti..
L’appoggio, la compartecipazione al governo da parte del PDL rappresenta l’ultima possibilità per il Cavaliere per poter ancora influire pesantemente sui destini suoi e dell’Italia; doveva essere scritto ancora un nuovo capitolo della guerra dei vent’anni fra la classe politica e magistratura. Almeno così ce l’hanno sempre raccontata quando nella realtà è la natura stessa del sistema politico, incapace di auto-regolamentarsi e di eliminare le mele marce al suo interno.
 
Un centrodestra che senza Berlusconi non ha motivo di esistere; la vera essenza del partito padronale, un pesante lascito di questa seconda Repubblica che ha visto nella personalizzazione dello scontro politico il punto più basso della vita dei partiti. Il destino giudiziario di un uomo solo, per quanto importante e ricco, può influire su di un intero governo, quindi sulla vita di milioni di persone che invece sono in attesa di risposte ai loro problemi. Questo il vero dramma che il nostro paese sta vivendo. In nome dunque della stabilità politica il PDL sta ricattando il paese, per far in modo che la legge per una persona in particolare, sia un po’ meno uguale di tutti gli altri cittadini; un precedente pericoloso che se mai si dovesse materializzare rischierebbe di snaturare il nostro stato di diritto. La nostra credibilità internazionale che non è solo quella di far quadrare i conti facendo pagare sempre i cittadini onesti.
Continua, estenuante, il dibattito sulla decadenza da senatore di Berlusconi quando tre gradi di giudizio hanno sentenziato che egli ha frodato il fisco: fatto in larga parte sparito appunto dal dibattito come se la decadenza dallo scranno parlamentare fosse riconducibile a chissà quale motivo! Un passaggio così delicato che rischia di travolgere tutto e tutti a partire dal PD, se mai si dovesse arrivare a barattare la legalità con il cinismo o mero calcolo politico. L’inizio della sua fine.
Anche se a partire da Epifani e dallo stesso Letta a scendere, il messaggio passato è stato quello che le sentenze si rispettano. Come è ovvio che sia! Per molti però è ancora fresco il ricordo di quando il partito affermava per mezzo di Bersani e dello stato maggiore del PD che mai e poi mai si sarebbe arrivati ad un’alleanza con il PDL.. La politica invece ci ha abituati che essa è il regno del possibile! C’è molto da recuperare in termini di credibilità. Forse troppo.
Alla finestra di questo squallido spettacolo rimane Grillo con il suo movimento, da un mese a questa parte molto sottotraccia in apparenza ma con l’intento invece di vedere implodere per le sue ambiguità di fondo questo governo e il sistema partiti; non comprendendo invece che una sua eventuale sponda ad un PD in cerca di numeri in parlamento se il PDL dovesse mettere in atto le proprie minacce, per pochi e definiti punti programmatici, sarebbe di vitale importanza per il nostro paese, primo fra tutti il cambiamento dell’odiata legge elettorale. Forse sarebbe questo il vero gesto rivoluzionario, la scintilla che potrebbe innescare il cambiamento richiesto dalla maggioranza degli italiani. La trasformazione di un voto di protesta in un voto utile per i cittadini italiani, per uscire da questo conflitto politico-istituzionale.
Una volta per tutte.
decadenza Berlusconi
Pubblicato da autore del blog “La politica dal basso”.

2 pensieri su “La decadenza di Berlusconi, il sottile confine fra legalità e la governabilità.

  1. Caro Andrea , le conclusioni alle quali giungi sono condivisibili senza riserve: 1) abbiamo un personaggio che ha caratterizzato un ventennio e sta trascinando l’Italia nel caos , incapace di fare un passo indietro e separare veramente, per il bene della Nazione, i suoi problemi dalle esigenze degli Italiani;2) la pochezza politica della protesta coalizzatasi intorno a Grillo, che pur di giocare a fare “il nuovo teatro politico” sta gestendo in modo pessimo quella ricchezza di consensi che troppo “generosamente e superficialmente” tanti Italiani gli hanno accordato;3)il motivo per cui io tu e pochi altri Italiani, dispersi nel vortice delle chiacchiere dei tanti salotti nazionali, pensano che la democrazia è una funzione che riguarda il popolo e non i vertici delle lobby dei vari poteri nazionali e internazionali. Ma per questo ruolo molti, troppi sono ancora impreparati e disinteressati e per questo che dobbiamo ancora seguire e prostrarci di fronte alle bizze del Cavaliere, dello “Strillozzo” e dei vari pollai delle sinistre! La scommessa di far partecipare i cittadini alla gestione dello Stato è quasi un’utopia, ma l’unica in cui ancora credere per la democrazia, oppure bisogna solo guardare agli esempi che ci giungono dal Nord Africa.

  2. Berlusconi comunque sia, al prossimo giro elettorale è fuori, secondo la legge Severino, approvata dal suo stesso partito durante il governo Monti, bene ricordare; il suo tentativo è quello di forzare – a mio avviso – le istituzioni dal Colle, al parlamento, all’alleanza di governo per ottenere qualche salvacondotto, chissà in che modo poi! Penso più per la paura che qualche procura, una volta che dovesse aver perso l’immunità politica, si svegli emettendo qualche mandato di cattura ad esempio. Ricordiamoci inoltre che ha altre pendenze in sospeso con la giustizia…l’affaire Ruby non è concluso ancora. Siamo in una situazione disastrosa e il clima politico non è destinato che a peggiorare visto le ultime news, vertici ad Arcore e scontri falchi-colombe. Sono molto preoccupato dagli esiti di questa vicenda, perché per salvare un uomo solo giudicato secondo la legge, si sta mettendo a repentaglio la tenuta economico-sociale del paese. Il tutto sta avvenendo in un momento di debolezza delle istituzioni e dei partiti per cui quali potranno essere le risposte per uscire da questa impasse? Considerando poi che la situazione internazionale si sta surriscaldando – Egitto e Siria – siamo sempre fermi al palo, condizionati dai guai giudiziari di Berlusconi…che dire di più?

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